Biogas, cosa cambia per il digestato dopo l’accordo ministeriale

Per il Cib «positiva l’intesa ministeriale sul suo uso agronomico»

[7 agosto 2014]

Dopo la classificazione Ue del digestato come prodotto utilizzabile in agricoltura biologica, l’accordo raggiunto dai ministeri delle politiche agricole e dell’ambiente sul l’inquadramento giuridico del digestato  per Piero Gattoni, presidente del Consorzio italiano biogas (Cib), rappresenta un altro passo avanti.

Gattoni, che riconosce ai ministri «L’impegno nel definire una norma che il settore attende da oltre  anni e che ha costretto le imprese a lavorare in un contesto di interpretazioni molto differenziate a livello territoriale», spiega che «Al tavolo tecnico sui nitrati riunitosi martedì scorso, alla presenza dei ministri Maurizio Martina e Gian Luca Galletti, è stato chiarito che il digestato, ottenuto dalla fermentazione anaerobica di effluenti zootecnici e prodotti vegetali (agrozootecnico) o con l’aggiunta di sottoprodotti (agroindustriale), è utilizzabile in un piano di utilizzo agronomico e costituisce una risorsa per l’agricoltura e l’ambiente».

Ma non tutto è andato liscio, il presidente del Cib sottolinea: «Siace aver registrato comunque il tentativo da parte di alcuni partecipanti al tavolo di introdurre dei limiti all’uso del digestato in relazione alla tipologia di matrici utilizzate. Sarebbe stato un errore metodologico grossolano, che avrebbe messo in crisi uno dei pochi settori che ha garantito investimenti e crescita di occupati stabili in agricoltura. Quello di cui abbiamo invece bisogno sono strumenti normativi che ci aiutino a investire in ricerca e tecnologia  per velocizzare la transizione verso l’utilizzo di percentuali sempre maggiori di effluenti zootecnici, sottoprodotti e colture di integrazione per la produzione di biogas e biometano.