Biogas Italy: per fermare il cambiamento climatico ci vuole una rivoluzione agricola

Cib: urgente un quadro normativo definito per liberare le potenzialità del biometano

[14 febbraio 2018]

E’ iniziata oggi a Roma la quarta edizione di Biogas Italy che quest’anno il Consorzio italiano biogas (Cib) dedica alla lotta al cambiamento climatico e gli organizzatori sottolineano che «Il cambiamento climatico si manifesta con fenomeni sempre più gravi e rende urgente una rivoluzione energetica. Malgrado il grande sviluppo tecnologico, l’energia prodotta da fonti eoliche e solari non è programmabile e risulta, da sola, insufficiente ad alimentare una transizione ad un sistema elettrico 100% rinnovabile. Esistono, inoltre, ambiti dell’economia difficilmente elettrificabili: i trasporti pesanti, i macchinari industriali, i trasporti navali e aeri, l’agricoltura».

Il presidente del Cib Piero Gattoni ha evidenziato che «L’Italia dispone di un bacino energetico ancora quasi totalmente inutilizzato e complementare con le altre rinnovabili: il biometano, una bioenergia programmabile e dai costi comprimibili, che può avere un ruolo importante nel decarbonizzare la nostra economia, sfruttando nel contempo le infrastrutture di distribuzione già esistenti e operando un efficace greening della rete del gas».

Secondo il Cib, La produzione di biometano in Italia nel 2030 potrebbe raggiungere i 10 miliardi di m3, di cui almeno 8 da matrici agricole, circa il 12-13% dell’attuale fabbisogno annuo di gas naturale e ai due terzi della potenzialità di stoccaggio della rete nazionale. Gattoni sottolinea che «Per liberare le potenzialità di questa risorsa 100% Made in Italy e per difendere l’intera filiera agricola e industriale va velocizzata la procedura di valutazione del decreto biometano da parte della Commissione Europea. E’ urgente, inoltre, che l’esecutivo uscente emani i DM attuativi necessari per lo sviluppo delle fonti rinnovabili per gli anni 2017-2020, dando seguito alla promessa di portare a termine il lavoro entro la fine della legislatura e chiudendo così un percorso che dura da oltre un anno e mezzo. In particolare  è necessario supportare lo sviluppo di piccoli impianti di biogas, specialmente quelli a servizio delle aziende zootecniche, per permettere di mitigare gli impatti ambientali e di accrescere la competitività del settore primario».

Nel corso della due giorni di summit interverranno i massimi esperti nazionali e internazionali del settore – imprenditori, ricercatori, politici, associazioni ambientaliste e di categoria – per fare il punto su energia, agricoltura e sviluppo sostenibile. Oggi Biogas Italy un team di esperti internazionali coordinati da  Bruce Dale della Michigan State University, indagherà l’esportabilità nel resto del mondo delle best practices italiane, infatti il nostro Paese in questo campo è un vero e proprio esempio: «La via italiana al biogas/biometano passa attraverso la diffusione del modello Biogasfattobene® – dicono al Consorzio italiano biogas – un protocollo elaborato dal Cib che definisce un approccio sostenibile all’agricoltura grazie all’impianto biogas e che mira a produrre energia, biocarburante avanzato, alimenti e foraggi non in competizione tra loro. E’ anche grazie a questa specificità che l’agricoltura italiana sta diventando un modello internazionale da studiare e replicare».

Domani verrà presentato uno studio sul  ruolo del gas come strumento di greening della nostra economia commissionato da Gas for Climate, consorzio europeo formato da distributori di gas e organizzazioni di rappresentanza del gas rinnovabile, ed elaborato da Ecofys, società di consulenza energetica e climatica leader a livello internazionale, che ricostruirà «uno scenario di sostenibilità al 2050, calcolando anche il risparmio economico che si potrà ottenere con l’uso del gas rinnovabile nel processo di decarbonizzazione del sistema energetico europeo».