Quali alternative per il recupero della frazione organica dei rifiuti solidi urbani?

Il biometano una risorsa importante tra le energie rinnovabili

[24 ottobre 2016]

Dal workshop “Il biometano, una risorsa importante tra le energie rinnovabili” organizzato dal Consorzio concessioni reti gas (Crg) e dal Consorzio italiano monitoraggio, «le nuove misure legislative sulla Forsu prevedono un mix di soluzioni, integrate tra loro e con una forte visione centralizzata, che lascia intatte le autonomie delle regioni, ma le coordina secondo una visione nazionale».

Il workshop  ha messo a confronto il legislatore con gli operatori, associazioni e le aziende del settore che vantano eccellenti case-history ed è soprattutto servito a fare il punto della situazione dopo il decreto del 7 marzo 2016 che ha adottato nuove misure sul sistema integrato per lo smaltimento della frazione organica dei rifiuti solidi urbani (Forsu). Marcello Cecchetti capoufficio legislativo del ministero dell’ambiente che ha scritto le norme sulla Forsu, ha detto che «secondo uno studio dell’Ocse l’attuale contesto normativo, in Italia, non consente una situazione stabile e quindi favorevole agli investimenti nei rifiuti. Noi ci dibattiamo tra l’Ue che ci chiede risultati obbligatori e dei piani strategici che debbono rispondere velocemente alle esigenze dei territori. Sulla gestione dei rifiuti urbani, in questo momento, siamo in contrattazione su direttive e regolamenti che pongono obiettivi ambiziosi: il 60% da riciclare per i rifiuti urbani entro il 2025 e del 65% entro il 2030, sempre per il 2030 il riciclaggio degli imballaggi è fissato al 60%. Sulla raccolta  differenziata e riciclo il governo ha fatto una scelta strategica, affidando al Ministero il calcolo del recupero della frazione dei rifiuti urbani e consegnando alle regioni una parte del fabbisogno impiantistico sui termovalorizzatori».

Da parte sua il Crg, basandosi su dati di Utilitalia, evidenzia che «la strategia dell’Italia per una transizione energetica verso una economia a basso contenuto di carbonio, fondata sulla sostenibilità e sulla circolarità nell’utilizzo delle risorse, non può prescindere dalla valorizzazione del biometano sia sul fronte della lotta al mutamento climatico sia su quello delle energie rinnovabili, che in questo caso diventano anche programmabili, efficienti e sostenibili. In particolare, con la crescita della raccolta differenziata dei rifiuti» cresce anche la Forsu, che viene «smaltita a costi rilevanti per produrre un compost di difficile utilizzo. Nel giro degli ultimi 8 anni, mentre la raccolta differenziata dei rifiuti urbani in Italia è cresciuta del 64%, raggiungendo i 13,4 milioni di tonnellate, la frazione organica è quella che più ha contribuito a questo incremento (+132%); nello stesso arco di tempo la raccolta differenziata dei rifiuti da imballaggio è cresciuta solo del 35%».

Dunque, che fare? Per il momento Sergio Miotto del Cgr ha concluso chiedendo «una collaborazione normativa tra ministero dell’ambiente e ministero dello sviluppo economico per intercettare una parte dei fondi derivanti dalle gare delle reti del gas al fine di una innovazione tecnologica anche nel settore dei rifiuti».