BlackRock: il carbone è morto. Ma Trump non lo sa

Alla Trump Tower di New York iniziativa delle imprese che disinvestono dai combustibili fossili

[26 maggio 2017]

Al G7 in corso a Taormina probabilmente Trump sta tentando di far ingoiare agli altri big dei Paesi industrializzati la pillola amara del rilancio dell’estrazione del carbone negli Usa, con una politica che vanificherebbe gli impegni Usa sul cambiamento climatico.

Ad appoggiarlo – tiepidamente – ci sarà il premier giapponese, mentre al tavolo di  Taormina non siede l’unico vero alleato di Trump in questa battaglia: il governo di centrodestra australiano, che continua ad autorizzare gigantesche miniere e porti carboniferi.

Ma è proprio dall’Australia che vengono brutte notizie per Trump e i suoi alleati ecoscettici. Jim Barry, responsabile  del mega- gruppo di investimenti  BlackRock Infrastructure, ha detto a  The Australian Financial Review che «L’Australia nega la gravità continuando a incoraggiare gli investimenti nel carbone Poiché l’energia rinnovabile è ora in competizione “testa a testa” per i costi con il carbone». La sede centrale della BlackRock  è a Dublino, in Irlanda, e Barry dice che è abbastanza divertente guardare da così lontano l’Australia negare la gravità della sua politica carbonifera: «Il carbone è morto. Questo non vuol dire che tutti gli impianti di carbone chiuderanno domani» ma pensare al carbone come a un investimento che vada oltre i 10 anni è molto rischioso, «un gioco d’azzardo».

Barry, che prevede di iniziare a investire in progetti australiani per l’energia rinnovabile, ammette che per i politci sarebbe stato difficile non sfruttare il carbone quando era disponibile, ma non pensa che non ci sia un «potenziale a lungo termine», nemmeno in un mega-impianto chimico – miniera di carbone proposto dalla multinazionale indiana Adani e la BlackRock si è ritirata dall’affare.

Ormai le energie rinnovabili non sono più costose e possono anche rinunciare agli incentivi: «La cosa che ha cambiato fondamentalmente l’intero quadro – ha detto Barry –  è che le fonti rinnovabili sono diventate così a buon mercato». Il pregiudizio del governo australiano verso le rinnovabili significa che il Paese si autoesclude dallo sviluppo di  progetti di energia rinnovabile su larga scala, compresi quelli delle batterie per lo stoccaggio.

Intanto, mentre Trump e i conservatori australiani sono fermi all’età del carbone, in poco più di 10 anni gli investimenti nelle rinnovabili sono passati da 20 trilioni di dollari a 300 trilioni di dollari.

BlackRock Usa ha un portafoglio di investimenti di più di 5 trilioni di dollari (sostiene di essere gruppo di investimento più grande del mondo) ed è attivamente alla ricerca di investimenti nelle energie rinnovabili australiane da aggiungere al suo nuovo global renewable power fund, che dovrebbe arrivare a circa 1,7 trilioni di dollari, il 10% di quali da spendere in Australia.

Il gruppo di investimento preferisce investire in progetti di energia rinnovabile nuovissimi, nei primi 6 mesi di funzionamento di un progetto, perché pensa di fare più soldi che investendo in asset maturi. «La costruzione di progetti rinnovabili in genere è “semplice” e non è complicata o rischioso come Costruzione di progetti di trasporto», spiega ancora Reid.

Ieri, mentre Trump era in Francia dopo il poco cordiale incontro col Papa ambientalista, il movimento Fossil free . Divest from fossil fuel si è dato appuntamento proprio alla Trump Tower a New York, dove Mary Cleaver, fondatrice della The Claver Society e di Green Table a Chelsea Market,  Matt Patsky, CEO di Trillium Asset Management, e Ivan Frishberg, vicepresidente della Amalgamated Bank  hanno spiegato perché è giusto disinvestire dai combustibili fossili, ad iniziare dal carbone.

Mentre le multinazionali del petrolio e del carbone contano su Trump per andare avanti, le istituzioni finanziarie e le imprese stanno svolgendo un ruolo essenziale nella transizione responsabile dai combustibili fossili a una nuova economia sostenibile per tutti. Il businesses sta scommettendo sull’azione climatica e, anche a New York, invita i fondi pensione ad unirsi al cammino di chi vuole disinvestire dal passato e investire nel futuro.