L'ennesima dimostrazione che l'impatto "zero" non esiste

Brutte notizie per le dighe: anche l’idroelettrico emette gas serra

Producono il 25% in più di metano di quanto si pensasse e l’1,3% dei gas serra globali

[12 ottobre 2016]

dighe-idroelettrico

L’industria idroelettrica appoggia fortemente l’Accordo di Parigi che prevede un progressivo taglio delle emissioni di gas serra e gli impegni dei governi a investire maggiormente nelle energie rinnovabili, ma la maggior parte degli ambientalisti non sono favorevoli alle grandi centrali idroelettriche  perché costruire grandi dighe di solito comporta l’allagamento di vaste aree di foresta, la distruzione di interi ecosistemi, spesso a scapito dei popoli indigeni che fanno affidamento sulle loro risorse e servizi ecosistemici. Inoltre la degradazione della materia organica nelle aree inondate smentisce che l’impiego di questo tipo di energia rinnovabile, come del resto ogni attività umana, sia a “impatto zero”.

I grandi produttori di energia idroelettrica ribattono che la quantità di carbonio e metano rilasciati nell’atmosfera a causa di questa composizione è molto piccola rispetto alle emissioni prodotte dall’energia elettrica prodotta con i combustibili fossile e che si tratta comunque di emissioni temporanee, che raggiungono il picco entro 2 – 4 anni dopo che il bacino idroelettrico è stato riempito, mentre il decnnio successivo le emissioni di CO2 diminuirebbero gradualmente, fino a tornare ai livelli emessi dai laghi e dai fiumi nelle vicinanze.

Ma lo studio “Greenhouse Gas Emissions from Reservoir Water Surfaces: A New Global Synthesis”, pubblicato  recentemente su Geoscience da un team internazionale di ricercatori sembra dar ragione agli ambientalisti.  Gli scienziati guidati da Bridget Deemer e John Harrison della School of the environment della  Washington State University – Vancouver, hanno analizzato I dati sulle emissioni provenienti da un milione di bacini artificiali e hanno concluso che producono molto più gas serra di quanto si pensasse:  circa il 25% in più metano per unità di superficie. Il metano è un gas serra più potente del biossido di carbonio, circa 86 volte più potente della CO2 durante il suo  ciclo di vita di 20 anni.  In totale le dighe idroelettriche rappresenterebbero l’1,3% dei gas serra globali.

La Deemer spega che «Con il boom mondiale nella costruzione di dighe, questo significa che l’effetto dei gas serra di ogni nuovo progetto di bacino sarà maggiore di quanto si pensasse, soprattutto nel breve periodo».

E’ una pessima notizia, visto che la maggior parte dei Paesi non hanno nemmeno riportano le emissioni delle dighe nei loro inventari nazionali dei gas serra, visto che le linee guida dell’ Intergovernmental panel on climate change (Ipcc) non le citano. Gli autori dello studio dicono che dovrebbero farlo velocemente.  dovrebbe cambiare – veloce.

Lo studio rivela che gli attuali metodi di calcolo delle emissioni di gas serra dei bacini delle dighe sono  del tutto insufficiente,  visto che non comprendono le emissioni delle bolle di metano, che sarebbero  relativamente elevate nei bacini artificiali delle dighe, nei quali i livelli dell’acqua sono molto più fluttuanti che nei laghi naturali.

Questo sembra particolarmente vero per bacini idroelettrici. Il giornale canadese The Globe and Mail fa l’esempio di operatori come BC Hydro e Hydro-Québec che consentono ai livelli dell’acqua di salire quando i prezzi di mercato per l’energia elettrica sono bassi, preferendo importare energia a buon mercato dagli Usa, speso prodotta da inquinanti centrali a carbone. Quando i prezzi di mercato raggiungono il picco, utilizzano a tutta forza le loro turbine, svuotando i bacini if droelettrici per produrre  energia da esportare.

Hydro-Québec non contesta i risultati dello studio pubblicato su  BioScience, ma dice che le emissioni dei suoi bacini sono tra le più basse del mondo: da 20 a 40 volte minori di quelle prodotte da bacini realizzati in zone tropicali come l’Amazzonia. Lo studio invece dice che né latitudine né l’età servono a determinare le reali emissioni di una diga, è meglio affidarsi alla loro “produttività”.

Probabilmente la maggior parte, se non tutti, i progetti idroelettrici hanno un’impronta di carbonio inferiore a quella delle centrali elettriche a gas, ma non sono a emissioni zero, mentre i loro impatti ambientali e sociali globali, con la distruzione degli ecosistemi necessaria per costruirle e i loro effetti sugli stili di vita dei popoli indigeni e delle comunità locali, possono essere elevati.