Burkina Faso: le Forze speciali neutralizzano i terroristi di Al Qaeda che hanno attaccato la capitale

27 morti e 150 feriti in un hotel e in un caffè di Ouagadougou

[16 gennaio 2016]

Burkina Faso 1

L’assalto, sferrato stamattina intorno alle 10,30,  delle forze speciali del Burkina Faso allo Splendid Hôtel, uno dei più grandi edifici  della capitale Ouagadougou, e al ristorante Le Capuccino, occupati da ieri sera da uomini armati, sembra terminato con successo, ma il ministro della sicurezza del Burkina Faso, Simon Compaoré, ha detto che è ancora in corso un’operazione di messa in sicurezza in un secondo hotel, il Yibi. Secondo RFI  «Il primo bilancio fornito dalle autorità burkinabè stabilisce per il momento una decina di corpi ritrovati sulla terrazza del ristorante di fronte all’hotel, anch’esso reso di mira dai tiratori». Già ieri, all’inizio dell’attacco terroristico, fonti ospedaliere parlavano di almeno 20 persone uccise.  Jeune Afrique  stamattina scriveva che ci sarebbero almeno 23 persone uccise. Alla fine, il bilancio finale fatto dall’ambasciatore francese Gilles Thibaultè stato più pesante: 27 morti di 18 nazionalità diverse e circa 150 ferititi.

L’attacco è stato subito rivendicato da al-Qaïda au Maghreb islamique (Aqmi). Stamattina il nuovo presidente del Burkina Faso, Roch Marc Christian Kaboré, ha convocato un Consiglio straordinario dei ministri.

Mentre scriviamo, le forze speciali burkinabè hanno liberato 126 persone ed evacuato 33 feriti e il ministero degli interni ha confermato l’uccisione di tre dei jihadisti che ieri sera, intorno alle 19,30 ora locale avevamo attaccato l’area alberghiera  dell’avenue Kwame Nkruma, di  Ouagadougou, dove sono stata sentite diverse esplosioni.  I miliziani dell’Amqi hanno sferrato l’attacco a bordo di due 4X4 carichi di uomini con il volto coperto,  i pick-up sarebbero stati fatti esplodere davanti allo Splendid Hôtel, incendiando una decina di macchine parcheggiate nell’area. Grazie al caos creato dalle esplosioni gli uomini di Al Qaeda sono entrati nell’Hotel, frequentato da stranieri e dal personale dell’ONu, e hanno sparato ai clienti del Bar, ma gli ostaggi sarebbero stati tenuti prigionieri e uccisi solo da 3 o 4 jihadisti che sarebbero stati tutti neutralizzati dalle forze speciali burkinabé. Nessuno sa ancora quanti clienti ci fossero nel Caffè e negli Hotel.

RFI dice che «Delle forze speciali francese stazionano nella banlieue di Ouagadougou nel quadro della lotta anti-jihadista nel Sahel. Gli Stati Uniti, che dispongono ugualmente di 75 militari nel Paese, hanno apportato un sostegno alle forze francesi intorno all’Hotel».

Intanto l’esercito burkinabè ha rivelato in un comunicato che ieri pomeriggio, nel nord del Burkina Faso, alla frontiera col Mali è stato attaccato anche un convoglio della Gendarmerie e che ci sono stati due morti.

Al-Qaïda au Maghreb islamique  ha comunicato sulla messaggeria Telegram che a sferrare  l’attacco nel centro di Ouagadougou è stato il gruppo di al-Mourabitoune, che recentemente si è unito all’Aqmi.  Fino ad ora il Burkina Faso era stato risparmiato dagli attacchi jihadisti, ma il Paese, che fa parte del G5 Sahel, si è impegnato a combattere il terrorismo ed è la principale retrovia dell’operazione francese Barkhane che è già stata presa di mira da attacchi jihadisti. Inoltre la rivoluzione democratica che ha spodestato il dittatore del Burkina Faso Blaise Compaoré e le elezioni democratiche che hanno dato un nuovo governo al Burkina Faso potrebbero essere un pericoloso esempio progressista per tutto il Sahel e l’Africa Occidentale che l’islamo-fascismo iperconservatore di Amqi non può tollerare. Inoltre il Burkina Faso, pur non disponendo di risorse petrolifere, è un crocevia delle rotte del petrolio e delle materie prime sulle quali gli islamisti vorrebbero mettere le mani per finanziare e costruire il loro Califfato nero nordafricano, sul modello di quanto fatto dallo Stato Islamico/Daesh in Sirai-Iraq e di quanto sta tentando di fare in Libia..

L’attacco di ieri somiglia molto a quello avvenuto il 20 novembre 2015 contro l’hotel Radisson di Bamako, la capitale del Mali, dove morirono almeno 21 ostaggi e 2 jihadisti, anche in quell’occasione ci fu la rivendicazione del gruppo al-Mourabitoune, guidato dall’algerino Mokhtar Belmokhtar, e del Front de Libération du Macina.