ThinkProgress rivela la bozza di rapporto del Doe che Perry vorrebbe nascondere

«Carbone e nucleare sono anti-economici» e Trump corregge il rapporto del Doe

Alti livelli di eolico possono essere integrati nella rete Usa senza comprometterne l’affidabilità

[18 luglio 2017]

Il 15 luglio ThinkProgress aveva riportato che una bozza di un’analisi energetica commissionata dal segretario Usa all’energia, Rick Perry, del quale Bloomberg, era entrato in possesso, avvia l’attacco dell’amministrazione di Donald Trump all’energia rinnovabile.

Ma ora ThinkProgress ha ora ottenuto una copia di quella bozza e ha scoperto che contiene molte altre sorprese, o «Piuttosto i risultati che sono abbastanza noti agli esperti di energia ma che possono essere una spiacevole sorpresa per Perry e la Casa Bianca – spiega Joe Romm, founding editor di Climate Progress –  Ad esempio, una gran parte del parco delle centrali a carbone e nucleari americani non è più operativamente economica».

La bozza dell’analisi energetica Usa, stilata dal Dipartimento dell’energia (Doe) e che ThinkProgress avrebbe ricevuto da più fonti, è stata pubblicata per dar modo all’opinione pubblica di confrontarla con  la versione finale ” politically-approved”, anche perché in molti temono che il team di scettici climatici di  Perry e Trump possa avere semplicemente cancellato le scomode verità prima che venga pubblicato il rapporto finale.

Quel che è certo è che la pubblicazione del rapporto è stata rinviata di diverse settimane, un ritardo che potrebbe essere spiegato con le conclusioni contenute nella bozza.  Il problema è che Perry aveva specificatamente chiesto al Doe questo rapporto per dimostrare che le regolamentazioni dell’Environmental protection agency (Epa), insieme alle energie rinnovabili come il solare e l’eolico, danneggiano l’affidabilità della rete elettrica statunitense perché portano alla chiusura precoce delle sorgenti di energia “baseload” come il carbone e il nucleare. Ma la bozza del Doe conclude che la rete di distribuzione Usa è più affidabile che mai.

Per quanto riguarda la chiusura dei cosiddetti impianti di base, il rapporto sottolinea che fattori come la regolamentazione ambientale e le sovvenzioni in materia di energie rinnovabili «hanno svolto ruoli minori rispetto al prolungato calo della domanda di energia elettrica rispetto a quanto atteso in precedenza e agli anni di prezzi dell’elettricità  bassi grazie alla forte disponibilità di gas naturale».

La bozza del Doe ritiene che dal 2002, «Le maggior parte delle centrali elettriche di base chiuse sono state vittime della sovraccapacità e di costi operativi relativamente elevati, ma spesso riflettono l’età avanzata degli impianti andati in pensione».

Romm evidenzia che «La sovraccapacità è una delle cause principali delle turbolenze nei mercati dell’elettricità. Il rapporto spiega che perché il crescente fabbisogno di elettricità si è appiattito dal 2008 e perché è più difficile sopravvivere per gli “impianti meno competitivi”». Nella bozza di rapporto del Doe si legge che, tra il 1970 e il 2005, «La produzione statunitense totale di energia elettrica è cresciuta costantemente a un tasso di crescita annuo composto (CAGR) del 2,7%”. Ma da allora, il tasso è sceso allo 0,05% “anche mentre il prodotto interno lordo nazionale cresceva dell’1,3% all’anno nello stesso periodo».

Rommaggiunge che «E’ sempre più chiaro che, nel prossimo futuro, i prezzi del gas rimarranno bassi, la crescita della domanda rimarrà inferiore (grazie in gran parte all’efficienza energetica ) e le rinnovabili continueranno a diventare più economiche. E non ha senso mantenere una  centrale non economica quando si sa che continuerà a perdere soldi».

Nel caso del nucleare, lo studio rileva che gran parte degli annunci di chiusura sono dovuti alle «sfavorevoli condizioni di mercato» e aggiunge che «La condizione più sfavorevole è che per molti impianti nucleari il costo marginale della produzione è superiore al costo della maggior parte degli altri generatori sul mercato».

Insomma, come dice il rapporto Doe, se i prezzi del gas continueranno a calare e se ci sarà un sovraccarico di energia in molte ore del giorno e dell’anno grazie alle rinnovabili, le centrali nucleari perderanno soldi ad ogni kWh prodotto. Romm chiosa: «Se le centrali nucleari esistenti sono inutili, dovrebbe essere abbastanza evidente che la costruzione di una nuova centrale nucleare, che costa molti miliardi di dollari – non ha affatto alcun senso economico».

Anche il carbone è danneggiato dal suo elevato costo marginale: «Gli impianti [a carbone] che sono stati chiusi sono unità vecchie e inefficienti che non stavano recuperando i loro costi operativi e del carburante, e ancor meno recuperavano i costi di capitale» dice il Doe. ThinkProgress aggiunge: «Le centrali a carbone non economiche sono operative sempre meno spesso. Ila bozza Doe riporta che un’analisi dettagliata ed ha scoperto che “circa il 70%  degli impianti [a carbone] che hanno chiuso tra il 2010 e il 2016 hanno avuto un fattore di capacità inferiore al 50% nell’anno precedente il pensionamento”. Ciè, in media, in un anno, funzionavano a metà della loro potenza nominale».

Ma la bozza del Doe distrugge l’ipotesi stessa per la quale era stata commissionata da Rick Perry: non solo  l’affidabilità della rete di distribuzione dell’elettricità Usa continua a migliorare anche quando vengono aggiunte sempre più energie rinnovabili, ma sottolinea che «gli elevati livelli di penetrazione dell’eolico possono essere integrati nella rete  senza compromettere l’affidabilità”. E, dal momento che il prezzo delle  fonti rinnovabili continua a calare, ci si aspetta una diffusione sempre più estesa dell’eolico e del solare.

Romm evidenzia che «Non è davvero una sorpresa che lo staff del Doe abbia concluso che le energie rinnovabili non stiano minacciando l’affidabilità della rete. Dopo tutto, molti Paesi in tutto il mondo, come la Germania, hanno integrato percentuali molto più alte di solare ed eolico di quel che abbiamo fatto noi, pur mantenendo un’elevata affidabilità. L’unica sorpresa che resta è quanti di questi risultati cancelleranno i politici nominati da Trump».