Caritas e altre 33 istituzioni cattoliche disinvestono dai combustibili fossili

Ci sono anche Movimento Cristiano Lavoratori, Nomadelfia, Focolari e Focsiv

[23 aprile 2018]

Ieri, in occasione della Giornata mondiale della Terra, Papa Francesco ha scritto in un tweet: «Seguiamo l’esempio di San Francesco d’Assisi: abbiamo cura della nostra Casa comune» , come ricorda l’Osservatore Romano, «Con la pubblicazione nel 2015 dell’Enciclica Laudato si’, Francesco ha ribadito la necessità di un’ecologia integrale richiamando la necessità per l’uomo di oggi di prendersi cura della sua casa. Una forte  denuncia per la logica “usa e getta” che genera la cultura dello scarto e l’invito ad una “conversione ecologica capace di sorreggere lo sviluppo sostenibile”. Il Papa invita ad una piena assunzione della responsabilità nei confronti del Creato e delle risorse, spinge per “la ricerca della giustizia sociale e il superamento di un sistema iniquo che produce miseria, disuguaglianza ed esclusione sociale”».

E ben  35 istituzioni cattoliche, tra cui Caritas Internationalis – un’istituzione ufficiale della Chiesa con sede nella Città del Vaticano e una delle più grandi organizzazioni umanitarie del mondo che ha un’enorme influenza al livello globale – hanno deciso di seguire davvero le indicazioni del Papa  e annunciano la decisione di abbandonare gli investimenti nei combustibili fossili. Come sottolineano in molti osservatori, questo è particolarmente interessante se si pensa all’influenza della Caritas all’interno della Chiesa Cattolica e, in particolare, al fatto che la Santa Sede nomina direttamente diversi membri del Comitato esecutivo di Caritas Internationalis. Quindi, secondo il Movimento Cattolico Mondiale per il Clima e Focsiv, «questa dichiarazione esercitera’ una notevole pressione sulla Banca Vaticana affinchè anch’essa abbandoni gli investimenti nei combustibili fossili«.

Alla decisione di Caritas Internationalis di disinvestire si sono associate alcune delle principali banche cattoliche tedesche, come Bank Im Bistum Essen eG, Pax Bank e Steyler Ethik Bank, che insieme hanno un bilancio di circa 7,5 miliardi di euro e che hanno deciso di offrire agli investitori istituzionali cattolici opzioni responsabili nonche’ di affrontare la crisi climatica.

Segnali importanti sul disinvestimento arrivano anche dal mondo cattolico italiano: Monsignor Moretti, Vescovo di Salerno – Campagna – Acerno ha deciso di disinvestire come «impegno ufficiale in risposta all’appello lanciato da Papa Francesco che deve poi tradursi in azioni concrete», una scelta condivisa dal  Movimento Cristiano Lavoratori e dalla Comunità di Nomadelfia e dal Movimento dei Focolari Italia copromotori dell’evento Prophetic Economy  e che il 10 maggio riceveranno la visita del Pontefice. Secondo  i Focolari, l’impegno di disinvestimento rientra pienamente nello spirito del Movimento di «collaborare con istituzioni, associazioni e persone di buona volontà per risparmiare al nostro Pianeta le conseguenze nocive dell’utilizzo di fonti fossili».

Il gruppo delle 35 istituzioni si unisce alle 60 organizzazioni cattoliche che in precedenza avevano già disinvestito.

Anche se non tutte le istituzioni cattoliche hanno reso noto l’ammontare delle cifre che stanno disinvestendo (anche perchè non sanno bene quanto avessero investito nei combustibili fossili) secondo il Movimento Cattolico Mondiale per il Clima e Focsiv, Secours Catholique disinvestira’ circa 10 milioni di euro, la Fondazione Catherine Donnelly disinvestirà circa 800.000 dollari canadesi e negli Usa insieme le parrocchie di San Pio, Santa Maria, Sant’Antonio disinvestiranno circa 400.000 dollari dal loro patrimonio totale di 3 milioni di dollari.