Lo chiede il Canton Grigioni a Repower

Centrale a carbone di Saline Joniche: addio al progetto?

Greenpeace, Legambiente e Wwf: «Bene, ora si attui la decisione senza tergiversare»

[29 novembre 2013]

In una nota il governo del Cantone svizzero dei Grigioni comunica che «Con la strategia di proprietario per Repower AG dal punto di vista del Cantone dei Grigioni quale uno degli azionisti principali il Governo ha deciso obiettivi di proprietario individuali per gli anni 2014–2017. Il Governo vuole così creare presupposti ottimali affinché Repower AG possa avere successo anche in futuro sul mercato dell’elettricità cantonale, nazionale ed europeo quale impresa grigionese integrata verticalmente» e conclude: «Quale conseguenza della decisione popolare del 22 settembre 2013 relativa all’iniziativa sul carbone, il Governo si aspetta però da Repower AG che in futuro non partecipi più a società con centrali a carbone. Allo stesso modo l’impresa deve abbandonare in modo ordinato e vincolante il progetto concreto di centrale a carbone di Saline Joniche, in Calabria. Secondo il Governo gli sforzi in questo senso devono essere affrontati in modo rapido e serio, così da attuare la volontà popolare espressa».

La decisione dal parte del governo del Cantone dei Grigioni, azionista di maggioranza di Repower, di uscire dal criticatissimo progetto di costruzione di una nuova centrale a carbone a Saline Joniche (Rc) è la conseguenza del referendum popolare del 22 settembre 2013, quando la popolazione grigionese bocciò  agli investimenti di Repower nel carbone.

Secondo Greenpeace, Legambiente e Wwf Italia, «A questo punto Repower non ha più scuse» e le tre associazioni dicono di aspettarsi che «I vertici della società svizzera rispettino immediatamente il chiarissimo mandato datogli dal loro azionista di maggioranza, la popolazione grigionese, e abbandonino il progetto».

Gli ambientalisti sottolineano che «La centrale di Saline Joniche è un assurdo di per sé, un progetto che con sprezzo del ridicolo è stato definito da Repower “sostenibile” e “pulito”. Ora il tempo delle chiacchiere e delle mistificazioni è finito: non c’è più una sola ragione per trascinare avanti un progetto che è stato ormai dichiarato morto».

Greenpeace, Legambiente e Wwf  «Si augurano che a nessun’altra azienda venga in mente di raccogliere il testimone da Repower e di portare avanti questo sciagurato progetto. A beneficio di tutti coloro che se ne fossero dimenticati, si ricorda che non solo in Svizzera, ma anche sul territorio calabrese c’è una forte volontà di osteggiare la costruzione della centrale. Ne sono testimonianza svariati ricorsi legali, a cominciare da quello della Regione Calabria, che nella sua strategia energetica non prevede nessuno spazio per il carbone, passando per quello di alcuni comuni e associazioni locali e delle associazioni ambientaliste».

Le associazioni ambientaliste concludono auspicando che «Questo giorno possa segnare il rilancio dell’area Grecanica verso un futuro sostenibile fatto di efficienza energetica, energia rinnovabile e un’economia basata sul turismo di qualità e la coltivazione delle proprie eccellenze territoriali. Il carbone non solo avrebbe cancellato tutte queste potenzialità, ma avrebbe costretto la Calabria a un ritorno al passato inutile e pericoloso».