Per mettere in sicurezza le vecchie centrali servirebbero 250 miliardi di euro

La centrale nucleare di Fessenheim di nuovo chiusa, e se stavolta fosse per sempre?

[23 aprile 2014]

La più vecchia centrale nucleare della Francia, la famigerata Fessenheim in funzione dal 1977, il 19 aprile è andata nuovamente in blocco automatico dopo l’ennesimo incidente ad una valvola che controlla la fornitura di vapore al generatore della turbina che si è chiusa accidentalmente, un impianto che però secondo Edf non rappresenta alcun pericolo perché lontano dal reattore 2.

Il reattore due era già stato fermato il 9 aprile, quando era stata scoperta una perdita su un tubo di alimentazione dell’acqua. La centrale nucleare da 1800 megawatt, che sorge vicino ad una zona sismica, desta crescenti preoccupazioni in tutta  la Francia orientale e in Germania e alle ultime elezioni presidenziali François Hollande promise di chiuderla entro il 2016.

Dopo l’ultimo incidente,  Comité pour la Sauvegarde de Fessenheim et de la plaine du Rhin, Stop Fessenheim , Stop Transport – Halte au Nucléaire ( tre organizzazioni aderenti a  Réseau  “Sortir du nucléaire”) e Alsace Nature  hanno  denunciato la situazione sempre più pericolosa in un comunicato congiunto, ricordando che il 19 aprile è stata una brutta giornata per i “très vieux” reattori: «Il terzo più vecchio reattore della Francia, Le Bugey n° 2, è ugualmente andato in panne alle 9,43! Per  Fessenheim,  l’11 prile, Edf si è accorta di una valvola che era stata mal posizionata da… almeno  22 giorni nel reattore n° 1, un agente che era intervenuto su questa valvola,  il 20 marzo non si era accorto di niente…  Una tale negligenza nella conduzione della centrale  ci mette una grande inquietudine. Questi ultimi incidenti sui vecchissimi  reattori atomici  di Fessenheim, sempre sotto infusioni tecniche e finanziarie, sempre inondabili e c vulnerabili ai sisma potenti e ravvicinati, ricordano anche agli increduli ed agli incoscienti che questo impianto è sempre una fonte di pericoli inaccettabili per tutti gli abitanti della regione  del Rhin supérieur».

I no-nuke francesi ricordano che gli edifici della centrale nucleare che ospitano le piscine di raffreddamento del combustibile nucleare  sono stati esclusi  dagli stress test supplementari richiesti dall’Ue dopo Fukushima Daiichi  e che «Restano vulnerabili ad una caduta di un aereo o ad un attentato».

Per gli ambientalisti francesi, «Continuare ad investire in questa centrale, per soddisfare l’orgoglio e la “dottrina” dell’industria nucleare francese, è gettare il denaro dei francesi dalla finestra, sarebbe molto più giudizioso investire nella gestione dei nostri consumi e nell’efficienza energetica. In Francia, cominciare a non riavviare più  i “ très vieux” reattori di Fessenheim è la sola strada responsabile  riguardo alle generazioni future. CSFR, Stop Fessenheim, Stop Transports – Halte au Nucléaire et Alsace Nature chiedono che questo ennesimo arresto simultaneo dei reattori sia finalmente trasformato in chiusura definitiva».

Invece Edf  sta cercando di ottenere l’autorizzazione a prolungare il funzionamento dei suoi reattori nucleari oltre i 40 anni ed anche fino a 50 e 60. In Francia il limite di vita per il quale sono stati progettati i reattori nucleari è di 30 anni  e  27 reattori lo hanno già superato ed avrebbero dovuto essere chiusi. Entro il 2020, oltre a Fessenheim, 11 reattori supereranno i 40 anni di funzionamento. Nei vecchi reattori alcuni degli elementi essenziali  per la sicurezza (protezioni in acciaio e cemento) non possono essere sostituiti  e lo stesso Institut de Radioprotection et de Sûreté Nucléaire (Irsn) riconosce che «Nel caso delle centrali esistenti, gli incidenti gravi non sono stati presi in considerazione durante la loro progettazione». A completare il quadro, l’Autorité de Sûreté Nucléaire (Asn) ripete regolarmente che in Francia è possibile un incidente nucleare grave  e secondo l’Irsn, un grosso incidente nucleare in Francia «Costituirebbe una catastrofe europea ingestibile», con costi da 430 a 760 miliardi di euro.

Intanto Edf chiede 100 miliardi di euro per migliorare la sicurezza dei suoi reattori e farli lavorare almeno fino a 40 anni, più di quanto è costato costruirli: 96 miliardi secondo la Cour des Comptes. Secondo  uno studio di WISE-Paris per rendere più d sicure le centrali nucleari francesi ci vorrebbero  circa 250 miliardi di euro. Il tutto a scapito delle meno costose alternative al nucleare che porterebbero la Francia fuori da questo incubo.