Riceviamo e pubblichiamo

Chi sono le Brigate internazionali che combattono lo Stato islamico nel Rojava

I combattenti antifascisti: a fianco dei kurdi per la libertà, come in Spagna contro Franco

[8 febbraio 2016]

Brigate Internazionali Rojava Kobane

E’ noto a tutti come durante la guerra civile accorsero in Spagna volontari internazionalisti da tutto il mondo. Tra di loro c’erano importanti scrittori e artisti, e giovani che lo sarebbero diventati da lì a poco, una volta finita la guerra. Molti di loro si sono resi immortali nel tentativo di piantare in Spagna la bandiera dell’internazionalismo, affinché questa vi sventolasse per sempre. Esattamente come oggi la Brigata Internazionale della Libertà/International Freedom Battalion ha piantato la stessa bandiera in Rojava.

La rivoluzione in Rojava annuncia una nuova vita, non solo per i popoli del Medio Oriente, ma per tutti i popoli della terra. I rivoluzionari e i comunisti che odono questo richiamo non possono che accorrere nelle terre in cui si sta facendo la rivoluzione.

La prima organizzazione del movimento rivoluzionario turco ad aver prestato orecchio alla chiamata che si levava dal Rojava è stato il Partito Comunista Marxista Leninista (MLKP). L’MLKP, nonostante disponesse di forze limitate, ha preso il proprio posto nelle trincee e nella costruzione della rivoluzione sin dal momento del suo scoppio. L’MLKP si è schierato nella regione di Sinjar, in Iraq, al fianco delle Unità di Resistenza di Sinjar (YBŞ) nella lotta contro le bande di DAESH/ISIS. In questo momento l’MLKP è impegnato su tutti i fronti di Rojava, riportando gravi perdite tra i propri combattenti. Il partito sta approfondendo il proprio impegno nel solco tracciato dai dieci militanti caduti nelle sue file, e dai suoi quasi cento combattenti feriti.

Il sangue dei combattenti dell’MLKP caduti nella difesa di Kobane, Suphi Nejat Ağırnaslı (Paramaz Kızılbaş), Sibel Bulut (Sarya Özgür) e Oğuz Saruhan (Algan Zafir), sono oggi il lievito della rivoluzione di Rojava. Molti dei combattenti dell’MLKP sono caduti in questa impresa. L’MLKP, in quanto soggetto attivo nella rivoluzione, oltre a lavorare per la sua costruzione e la sua difesa, è riuscito nel tentativo di darle una dimensione globale, grazie alla creazione di una Brigata Internazionale. Oltre ai partiti e alle formazioni provenienti dalla Turchia, anche organizzazioni rivoluzionarie legate all’MLKP dell’America Latina, dell’Europa, dei Balcani e dell’Estremo Oriente hanno risposto all’appello lanciato dal partito, cominciando ad accorrere nelle terre dove si sta facendo la rivoluzione.

Il 1 giugno 2015 è stata fondata la Brigata Internazionale della Libertà da parte del Partito Comunista Marxista Leninista (MLKP), delle  Forze Unitarie per la Libertà (BÖG), del Fronte Rivoluzionario MLSPB, della formazione spagnola Reconstrucción Comunista, ad essa hanno aderito a titolo personale individui provenienti dalle più diverse parti del mondo: Circassi, Greci, Turchi, Tedeschi, Spagnoli, Italiani, Americani, Neozelandesi, Austriaci e Armeni. Oggi nelle file della Brigata vengono parlati il curdo, il turco, l’arabo, il laz, il tedesco, l’inglese e lo spagnolo. Nonostante l’estrema varietà linguistica, l’intesa tra i combattenti tanto nella Brigata quanto al fronte non potrebbe essere migliore, poiché la lingua che tutti parlano è quella della rivoluzione.

IL NOSTRO APPELLO A TUTTI I POPOLI DEL MONDO

La rivoluzione di Rojava è divenuta il simbolo di una rivoluzione femminile, di una rivoluzione guidata dalla volontà granitica delle donne contro l’egemonia maschile e contro la sua arretratezza.

La difesa della rivoluzione di Rojava e l’allargamento del suo fronte è un compito di portata storica, e i rivoluzionari di tutto il mondo che si sono assunti tale responsabilità, non hanno esitato un secondo prima di volgere il proprio sguardo al Medio Oriente, di schierarsi in battaglia, di versare il proprio sangue e di morire per la vittoria.

Le forze accorse dai quattro angoli del mondo e della Turchia per sostenere la rivoluzione in Rojava, consentirle di progredire e di rafforzarsi, stanno facendo tutto ciò che è in loro potere per assicurare il contributo necessario alla guerra e alla rivoluzione.

Noi, che stiamo lottando spanna a spanna nelle terre di Rojava, che stiamo dando la nostra vita, e che portiamo sulle spalle la bandiera della resistenza

Noi, che stiamo combattendo in prima linea l’imperialismo e le forze reazionarie della regione

Noi, che affrontiamo le violenze feroci che le bande di DAESH/ISIS, con aiuti di ogni tipo, compiono ogni giorno nel tentativo di soffocare la rivoluzione

Noi, che viviamo la rivoluzione, che la sentiamo scorrere con il nostro sangue nelle nostre vene

Noi, popoli del Kurdistan, che stiamo rendendo questa rivoluzione realtà, lavoratori, oppressi e donne di tutto il mondo che stiamo lottando sotto le bandiere della Brigate Internazionale

Abbiamo giurato e abbiamo un obbligo di lealtà nei confronti di coloro che sono caduti prima di noi, coloro che sono stati creati prima di noi.

Noi spagnoli, tedeschi, greci, turchi, arabi, armeni, laz, circassi, albanesi

Noi, forze rivoluzionarie, organizzazioni e gruppi internazionalisti provenienti da tutte le parti del mondo ci siamo uniti nella Brigata Internazionale per la Libertà!

Noi, popoli oppressi, lavoratori, donne, giovani, comunità di differenti fedi e identità, ecologisti, antimperialisti, antifascisti, anticapitalisti, democratici e rivoluzionari facciamo appello a tutti voi perché difendiate la rivoluzione di Rojava, per rafforzare e ingrandire le nostre conquiste, per sostenere la rivoluzione e la fratellanza tra tutti i popoli del Medio Oriente e della regione, mobilitandovi sotto le bandiere della Brigata Internazionale della Libertà!

La rivoluzione di Rojava è una parte importante della rivoluzione in Medio Oriente e in Kurdistan. La sua sopravvivenza e il suo consolidamento rivestono un ruolo di grande importanza sia per ciò che riguarda il dare morale, motivazione e ispirazione allo scoppio e alla diffusione di nuove rivoluzioni, sia per ciò che riguarda il supporto locale e materiale alle rivoluzioni in Medio Oriente. Esattamente per questi motivi la rivoluzione di Rojava è stata presa di mira tanto dall’Esercito Siriano Libero, quanto dalle bande di DAESH/ISIS, dal regime baathista di Assad, dai governi reazionari come quello dell’AKP in Turchia e dagli stati imperialisti. Queste forze lavorano per soffocare la rivoluzione di Rojava. Il governo popolare di Rojava, a causa delle sue possibilità ridottissime, è costretto a far fronte a nemici incomparabilmente più potenti. Rojava ha bisogno del sostegno di tutti i popoli del mondo per poter continuare la propria rivoluzione e consolidarla. Il popolo è oggi di fronte al pericolo dell’annientamento per fame e povertà.

La sconfitta della rivoluzione in Rojava sarebbe la nostra sconfitta, una sconfitta della rivoluzione in Medio Oriente. Esserne spettatori sarebbe un errore imperdonabile di cui tutti pagheremmo il prezzo. Noi, in quanto militanti della Brigata Internazionale per la Libertà non avremmo mai potuto rimanere semplici spettatori e a questo scopo abbiamo creato la prima Brigata Internazionale del XXI secolo in difesa di Kobane. Abbiamo combattuto nelle strade di Kobane. In qualità di militanti comunisti e rivoluzionari ci siamo schierati al fianco

dei compagni e delle compagne del movimento di liberazione curdo sulle barricate e in trincea. Siamo divenuti loro autentici compagni nella lotta e nella battaglia. Abbiamo gettato con loro i semi della rivoluzione in Medio Oriente. Allo stesso modo, ci siamo schierati in difesa degli Ezidi di Sinjar, aprendo un corridoio grazie al quale potessero sfuggire alla minaccia del genocidio. In questo modo abbiamo realizzato i primi passi verso la pratica di una guerra rivoluzionaria.

Questa pratica ha aperto la strada alla creazione di un campo di alleanza strategico di portata storica. La rivoluzione in Rojava permette infatti di ricostruire dal basso la storia delle masse. Essa incarna oggi il futuro. Rappresenta una contro-storia e una pratica anti-egemonica. Costituisce un processo di costruzione di una “nuova donna”, di un “nuovo essere umano”, di una “nuova società”, e di edificazione di una democrazia radicale in un breve lasso di tempo e in condizioni eccezionali. Quella di Rojava è una rivoluzione che evolve e respira.

Essa non rappresenta solamente la presenza e la speranza di liberazione del popolo curdo, ma anche quella di tutti i popoli della regione. La Brigata Internazionale esprime la possibilità per la rivoluzione di Rojava di incontrare tutti i popoli del mondo, la possibilità del loro divenire fratelli. E’ chiaro quindi che essa incarna una grande speranza sia dal punto di vista morale, sia per ciò che riguarda il futuro della rivoluzione di Rojava. La Brigata deve perciò trasformarsi in uno dei canali fondamentali attraverso cui trasmettere al mondo la speranza che la nostra rivoluzione vuole incarnare. Questo è il motivo per cui attribuiamo un’importanza così grande alla Brigata internazionale. Si tratta infatti di assolvere alla missione di rafforzare tutti i soggetti rivoluzionari in Siria, Iraq e nel Medio Oriente nel suo complesso, non solamente in Rojava.

La fondazione e la presenza della Brigata Internazionale rappresenta quindi un punto di riferimento imprescindibile non solo per noi, ma anche per tutti i rivoluzionari del mondo e per tutte le organizzazioni e partiti progressisti. La rivoluzione di Rojava ospita un grande tesoro nonostante le dimensioni limitate del suo territorio. Da essa germoglia una nuova speranza. Essa mostra a tutti i partiti e organizzazioni quale approccio sia necessario adottare, quale sia l’ordine delle priorità nel processo rivoluzionario. Per questo motivo torniamo a ripetere una volta di più quanto sia urgente che tutti i partiti e organizzazioni diano il proprio supporto e senza indugio vengano compiuti i passi necessari per stabilire rapporti e relazioni tra di loro. Le forze reazionarie della regione, come il governo dell’AKP in Turchia e l’Arabia Saudita, si sono servite delle bande di DAESH/ISIS come strumento per imporre la propria visione strategica sul Medio Oriente. Nonostante le bande di DAESH/ISIS abbiano ormai dato prova di ampia autonomia e di sapersi sottrarre a qualunque controllo, continuano a essere usate dalle potenze della regione, e il fatto che continuino a presidiare il tratto di confine compreso tra i villaggi siriani di Azez e Jerablus è lì a confermare la solidità del supporto offerto loro dalla Turchia. Inoltre in tutte le dichiarazioni rilasciate dagli esponenti del governo islamista turco dell’AKP è stato più volte ripetuto che l’avanzamento delle forze curde delle YPG avrebbe portato allo scoppio una guerra che avrebbe coinvolto l’intera regione. Affinché le bande di DAESH/ISIS vengano finalmente sconfitte è indispensabile che venga loro sottratto il controllo della parte di confine tra Azez e Jerablus, e che questa venga posta sotto il controllo delle forze rivoluzionarie. D’altra parte i popoli della regione sono costantemente sottoposti a gravi violenze, distruzioni e alla minaccia della fame. La sopravvivenza della rivoluzione in Rojava dipende strettamente dalla decisione con cui tutte le forze rivoluzionarie internazionali sapranno intervenire nella cornice della Brigata. Per questo motivo è importante quanto l’impegno militare provvedere da subito alle opere di ricostruzione dei luoghi distrutti dalla guerra, secondo modelli nuovi e sostenibili, oltre a dare un impulso alternativo all’agricoltura secondo un modello autenticamente popolare.

In questo contesto, come Brigata Internazionale ci siamo assunti il compito di contribuire alla ricostruzione della città martire di Kobane, in particolare occorre al più presto provvedere alla realizzazione secondo criteri ecologicamente sostenibili di un insediamento di almeno mille alloggi, all’interno dei quali possa essere data la possibilità di vivere ad almeno diecimila persone. Si tratta di un’emergenza alla quale bisogna dare risposta il più presto possibile, le forze di cui disponiamo sono però molto limitate, per questo motivo abbiamo bisogno del supporto di tutti.

La rivoluzione non ha bisogno solamente di combattenti che la difendano con le armi in pugno, ha anche bisogno della netta volontà contribuire alla sua costruzione e consolidamento. A questo proposito occorre naturalmente il contributo di carpentieri e operai, meccanici e contadini, oltre che un significativo supporto economico. E’ proprio riguardo a tutto ciò che ci aspettiamo dai compagni di tutto il mondo, nella misura in cui sia loro possibile, un chiaro esempio di solidarietà rivoluzionaria.

di Brigata Internazionale per la Libertà