Siglato nei giorni scorsi il protocollo d’intesa

Chimica Larderello Italia, dalla geotermia alla geotermia

L’azienda, nata estraendo l’acido borico dai lagoni geotermici, si doterà di serre climatizzate utilizzando il calore geotermico

[6 maggio 2016]

società chimica larderello

All’interno del protocollo d’intesa per lo sviluppo e il consolidamento occupazionale in Toscana della Società Chimica Larderello Italia SpA – sottoscritto a Firenze dal presidente della Regione Enrico Rossi, dal sindaco,  Attilio Pellero, e dai segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil – spicca il contributo della risorsa geotermica, legata alla storia aziendale sin da quando il commerciante di stoffe francese Francesco De Larderel decise  di abbandonare la sua attività per dedicarsi all’estrazione dell’acido borico dai lagoni geotermici nei quali era stato scoperto nel 1777 all’interno del Lagone Cerchiaio di Monterotondo M.mo dal chimico tedesco Uberto Francesco Hoefer. La svolta, tuttavia, giunse dopo la conclusione di una iniziale esperienza con alcuni soci –Prat, Chemin, La Motte – quando divenne unico titolare: utilizzare il calore della stessa risorsa geotermica per estrarre l’acido borico, riducendo così quasi a zero i costi di approvvigionamento del legname precedentemente utilizzato nei procedimenti estrattivi. Era la cosiddetta “quadratura del cerchio” che avrebbe portato, con l’industrializzazione, benessere a un intero comprensorio.

Da allora – passando per l’inizio dell’era geotermoelettrica con il principe Piero Ginori Conti che nel 1904 accese le prime lampadine utilizzando il vapore, sino alla divisione tra comparto chimico ed elettrico – ne è passata di acqua (geotermica) sotto i ponti.

Fatto sta che negli anni ’60 il processo produttivo aziendale viene modificato sostituendo la materia prima con il borato di calcio (colemanite), ma il rapporto con la geotermia non può che mantenersi e rinnovarsi secondo l’evolversi dei tempi.

Il protocollo d’intesa appena firmato prevede un piano da 20 milioni di euro di investimenti da qui al 2020, una crescita di addetti pari a 30 unità ed un incremento del fatturato annuo dagli attuali 39 a 60 milioni di euro: all’interno dell’accordo, l’azienda si impegna a realizzare a Larderello un centro di eccellenza per la ricerca, la qualità, l’innovazione, il marketing e lo sviluppo commerciale, dotandosi anche di serre tecnologicamente avanzate, climatizzate utilizzando il calore geotermico.

La Società Chimica Larderello Italia come noto è infatti leader mondiale nella produzione di acido borico utilizzato nelle centrali nucleari (per assorbire i neutroni e spegnere, in caso di incidenti, la reazione a catena della fissione nucleare, come avvenuto a Fukushima), nella chimica, nella farmaceutica, nell’industria del vetro, nella lavorazione degli smalti, delle vernici, della pelle, della carta, degli adesivi e degli esplosivi, e sempre più anche nel potenziamento della “linea green” che si basa sulla produzione sperimentale di nuovi fertilizzanti biologici, da impiegare nell’agricoltura: da qui l’utilizzo di serre coerenti con un approccio sostenibile.

Anche l’utilizzo della discarica di Bulera (sempre nel comune di Pomarance, ndr) – dettagliano da Firenze –  sarà rimodulato, con un programma di colmatazione che renderà il sito più sicuro e facilmente gestibile anche dopo il suo esaurimento, previsto nell’arco di 8 o 10 anni. Il programma di intervento comprende il potenziamento dell’impianto di trattamento del percolato, realizzato nel sito industriale di Larderello. La discarica continuerà ad ospitare i residui di lavorazione della Scli e di un’altra importante azienda della zona come la Altair Chimica, quelli della perforazione dei pozzi geotermici, e potrà accogliere anche le terre che derivano dagli scavi nei porti di Piombino e Livorno e quelle provenienti da altre opere pubbliche, oltre a conferimenti dalle colline metallifere e dal territorio pisano.

«Si tratta di una notizia davvero positiva per la Val di Cecina – ha commentato il presidente Rossi – perché siamo di fronte ad un’azienda che ha mantenuto i propri impegni, si è rapportata positivamente con la Regione e con il Comune che hanno svolto un ruolo di supporto tecnico e di verifica delle compatibilità ambientali».