Cina, al via nel 2018 il carbon market nazionale

La più grande foresta dello Stato ha già venduto carbon credits per 60.000 dollari

[19 dicembre 2017]

la Commissione nazionale per la riforma (il governo cinese) ha annunciato ufficialmente il prossimo avvio del mercato nazionale del carbonio che la Cina sta sperimentando dal 2011 e che è già stato aperto in 7 province e municipalità.

L’Energy Foundation China spiega che «Tale mercato coprirà inizialmente solo il settore energetico, che rappresenta uno degli otto settori originariamente pensati per entrare a far parte del sistema nazionale di scambio delle emissioni. Dal momento che il settore energetico è fonte di quasi metà delle emissioni cinesi, la Cina vanterà il più grande mercato del carbonio al mondo, superando persino in volume quello dell’Ue.

Al momento non è stata annunciata una data per l’assegnazione delle quote ma è stata messa a punto solo una tabella di marcia. Ci si aspetta che il prossimo anno venga rafforzata la base legale per il sistema nazionale di scambio delle emissioni (ETS) e che le aziende continueranno a sviluppare le proprie capacità. Il 2019, dunque, servirà come periodo di prova per il mercato. Nel momento in cui il nuovo sistema di scambio delle emissioni della Cina sarà completamente in funzione, allora oltre il 15% delle emissioni di carbonio del mondo sarà coperto da un solo mercato».

Il commissario europeo per l’energia e l’azione per il clima, Miguel Arias Cañete,  ha evidenziato che «Mentre il governo degli Stati Uniti gira le spalle alla lotta contro il cambiamento climatico, la Cina, l’Ue e molti altri stanno avanzando con forti politiche e misure sul clima. Questo importante annuncio invia un segnale molto forte: il mondo sta cambiando con una nuova e ampia  leadership climatica, Con l’Ue e la Cina impegnate nell’ emissions trading, due importanti players internazionali stanno sostenendo i carbon markets come uno strumento chiave per ridurre le emissioni e mettere un prezzo al carbonio».

Intanto, oggi l’agenzia ufficiale cinese Xinhua scrive che «La più grande zona forestale della Cina lunedi ha percepito 400.000 yuan (60.000 dollari) dalla sua prima vendita di crediti di compensazione del carbonio».

Secondo l’ufficio forestale di Chuo’er della Foresta del Grand Hinggan, nella Regione autonoma della Mongolia interna,  «40.000 tonnellate di carbon credits di compensazione sono stati venduti a una compagnia di gestione di investimenti della provincia dello Zhejiang (est). La zona forestale dispone di un totale di 1,39 milioni di tonnellate di carbon  credits di compenz sazione del carbonio».

L’area forestale dei monti del Grand Hinggan si estende su 106.700 Km2  e il suo tasso di copertura forestale è del  77,44%. nell’area è vietato lo sfruttamento a fini commerciali. il responsabile dell’ufficio forestale di Chuo’er, Yu Shiping, ha detto a Xinhua che «Il commercio di carbon credits di compensazione  lascia intravedere un avvenire radioso per la conservazione e lo sviluppo della foresta».

Secondo Femke de Jong, policy director di  Carbon Market Watch: «Il lancio del mercato del carbonio cinese dimostra che c’è un maggiore impegno in tutto il mondo per valutare l’inquinamento e gli investimenti diretti nelle tecnologie pulite. La trasparenza e la partecipazione dell’opinione pubblica saranno la chiave per rendere il programma cinese un successo nei prossimi anni. Sempre più Paesi in tutto il mondo stanno adottando iniziative carbon pricing, il che significa che per l’Ue non esiste più una giustificazione per rilasciare permessi gratuiti alle industrie più inquinanti. La vendita all’asta dei pollution permits dovrebbe diventare la norma mentre ci avviamo verso un global carbon price».

L’europarlamentare socialdemocratico Jo Leinen, presidente della China Delegaton, è convinto che «Il trading scheme darà una spinta all’azione globale per il clima: con l’insediamento del mercato cinese, la quantità di emissioni mondiali coperte da un mercato del carbonio aumenterà rapidamente, il che ci avvicina a un prezzo globale per il carbonio. Ci vorrà del tempo perché il mercato del carbonio cinese evolva verso un vero e proprio emission trading scheme. L’Ue dovrebbe sostenere gli sforzi della Cina per estendere il regime a tutti i settori interessati e intensificare il partenariato Ue-Cina sullo scambio di emissioni».

Jeff Swartz, direttore politica climatica e carbon markets del South Pole Group, conclude: «Il mercato nazionale del carbonio della Cina potrebbe avere un impatto e possibilmente ridurre la competitività e le preoccupazioni di ricollocamento delle emissioni di carbonio tra le industrie che partecipano all’ETS europeo. Speriamo di vedere un mercato che sarà aperto alla partecipazione straniera, che disporrà di sistemi trasparenti per monitorare i dati sulle emissioni e il carbon pricing, e che il prezzo del carbonio all’interno dell’ETS cinese fornirà significative riduzioni delle emissioni in tutta l’economia cinese in crescita».