Intanto continua la “guerra” con il Vietnam per il petrolio delle isole Paracel/Xisha

La Cina costruisce isole artificiali negli arcipelaghi contesi

[13 giugno 2014]

La Cina ha iniziato a costruire isole artificiali nel Mar Cinese Meridionale, vicino alle rotte da dove passa la metà del commercio marittimo mondiale e che collegano le economie a rapida crescita dell’Asia-Pacifico, ma anche un’area ricca di gas e petrolio e con risorse ittiche ancora notevoli.

Arcipelaghi fatti di scogli ed atolli che sono rivendicati anche da Filippine, Vietnam, Brunei, Taiwan e Malaysia.

Eugenio Bito-onon, sindaco del municipio filippino di Kalayaan, nelle isole Spratly (che i cinesi chiamano Nansha, i vietnamiti  Quần đảo Trường Sa edi fillippini Kapuluan ng Kalayaan) ha denunciato: «Stanno creando isole artificiali che non esistevano dalla creaziione del mondo, come quelle di Dubai. La costruzione è enorme e senza limiti. Questo porterà ad un controllo totale del Mar Cinese Meridionale».

La Cina aveva già annunciato la costruzione di un’isola artificiale con una pista da atterraggio ed un porto nella barriera corallina  Fiery Cross Reef, dove i cinesi hanno già alcune installazioni. La Repubblica popolare cinese non nasconde di voler espandere ulteriormente ka sua presenza nelle Spratly attraverso la realizzazione di isole artificiali, in quello che molti vedono come un passo per dichiarare l’arcipelago conteso zona di identificazione per la difesa aerea e quindi controllare l’area disputata.

Secondo quanto scriveva pochi giorni fa il South China Morning Post, il progetto costerebbe 5 miliardi di dollari e necessiterebbe di 10 anni di lavoro. Secondo Jin Canrong, professore di relazioni internazionali  dell’università Renmin di Pechino, la dimensione della nuova isola sarebbe di almeno 90 Km2 ed il valore strategico della base militare che ospiterà «Sarà equivalente alla costruzione di una portaerei».

The Diplomat” in un articolo ripreso dai media asiatici conferma: «L’isola artificiale nel Fiery Cross Reef sarò una base militare insostituibile con una grande importanza strategica dovuta alla sua ubicazione e dimensione. Questa base renderà chiaro il valore del Mar Cinese Meridionale per la Cina e garantirà il suo status nel sud-est asiatico».

Ma la realizzazione di una zona di identificazione per la difesa aerea basata sulla realizzazione dell’isola artificiale del Fiery Cross Reef sembra destinata ad acuire le tensioni, proprio come accaduto con l’iniziativa cinese per le isole contese nel Mar Cinese Orientale che ha provocato dure reazioni di Corea del sud, Taiwan e Giappone.

Intanto non si placa lo scontro tra Cina e Vietnam per le Isole Paracel  ed Hanoi accusa Pechino di aver inviato 6 navi da guerra a proteggere la piattaforma petrolifera 981 che il Vietnam considera illegalmente installata nelle sue acque territoriali.

La  portavoce del ministero degli esteri cinese, Hua Chunying, ha detto che «A causa dei disordini continui, violenti ed illegali in Vietnam, la Cina aveva inviato delle navi governative sul sito della piattaforma 981 per assicurarne la sicurezza e non delle navi da guerra per un sostegno militare. Le operazioni condotte dalla Cina sono attività normali nella zona contigua alle isole Xisha (come i cinesi chiamano le Paracel, ndr). L’invio da parte vietnamita di numerose navi, tra le quali dei vascelli armati, per disturbare le operazioni cinesi è totalmente ingiustificabile».

La Hua  ha detto che in Vietnam continuano i saccheggi, gli incendi e la distruzione delle imprese cinesi  e di altri Paesi ed ha esortato il Vietnam a n mettere fine ai disordini ed a «Ritirare tutte le sue navi ed il  suo personale ed a cessare ogni forma di attentato alla sovranità, ai diritti sovrani, ed alla giurisdizione della Cina».

Per quanto riguarda la trivellazione petrolifera nelle isole Paracel/Xisha, la Hua ha detto che è chiara: «Le attività dell’impresa cinese nelle acque interessate durano da 10 anni. Le operazioni di trivellazione iniziate il 2 maggio dovrebbero proseguire fino a metà agosto. Speriamo che le attività collegate finiscano bene e in tutta sicurezza».