Arpat presenta il piano di monitoraggio ambientale e rassicura i cittadini

Cisam, per le acque del nucleare «assai improbabile rilevare contaminazione ambientale»

[15 ottobre 2013]

Arpat ha illustrato nel dettaglio il Piano di monitoraggio ambientale straordinario che segue le fasi di smantellamento dell’ex reattore nucleare del Cisam di San Piero a Grado (Pisa), e lo smaltimento delle “acque trattate” della piscina del reattore. Il Programma 2013 della rete regionale per il controllo della radioattività ambientale (approvato dalla Regione Toscana con DD 1606 del 09/05/2013 ), informano da Arpat, ha fra le premesse la previsione delle operazioni di smaltimento delle “acque trattate” (acque sottoposte a processo di distillazione con abbattimento dei radionucludi presenti).

Nell’attuare tale Programma regionale, l’Agenzia ha previsto un monitoraggio ambientale straordinario, stabilito in modo coordinato con il Piano di sorveglianza ambientale presentato da Cisam. «Quest’ultimo piano è stato impostato, in modo analogo a quanto accade anche per lo scarico di impianti non militari, per verificare, nelle immediate vicinanze del punto di scarico, che non ci siano variazioni significative dei livelli di radioattività presenti e per escludere la possibilità di punti di accumulo che non sia stato possibile definire adeguatamente tramite modelli previsionali, al momento della determinazione dei limiti di scarico- hanno sottolineato da Arpat- Il piano del proponente include quindi campionamenti e analisi a monte e a valle dello scarico fino all’immissione nel canale dei Navicelli, ovvero nelle immediate vicinanze dello scarico».

Cisam che si avvale di Enea per il prelievo e l’analisi dei campioni, ha previsto campionamenti di: acque sotterranee, acqua superficiale (del fosso di scarico fino alla confluenza con il canale Navicelli), sedimento, terreni, vegetali e pesci. Inoltre, informano da Arpat, lo Stato Maggiore della Marina, organo preposto al rilascio dell’autorizzazione per lo smantellamento, al fine di rendere trasparente l’operazione, ha chiesto su base volontaria un parere ad Ispra, in particolare per quanto riguarda l’impatto sull’ambiente e sulla popolazione coinvolta.

Il Piano di sorveglianza, proposto da Cisam nell’ambito del procedimento autorizzativo interno all’Amministrazione della Difesa, è stato dunque revisionato sulla base del parere espresso da Ispra, che ha anche tenuto conto delle osservazioni formalizzate da Arpat  ad Ispra stessa. Il Piano di monitoraggio straordinario messo a punto da Arpat per verificare l’impatto sull’esterno dell’impianto e che sarà presentato nell’incontro di domani con le Prefetture, le amministrazioni locali di Pisa e Livorno, Ispra e il Cisam, risponde quindi a due esigenze:  il confronto dei risultati delle analisi su alcuni campioni e parametri con quelli forniti dal proponente, che si avvale dei laboratori dell’Enea di Bologna; l’acquisizione dei dati necessari a verificare che lo scarico non porterà a variazioni significative della contaminazione ambientale da radionuclidi presenti nelle “acque trattate”.

Si prevedono quindi campionamenti di acqua sotterranea, acqua superficiale, sedimenti, terreni e pesci sia lungo il fosso di scarico che più lontano, lungo il Navicelli fino alla foce dello scolmatore d’Arno e sono in corso anche valutazioni sull’inserimento nel piano, di matrici come l’acqua potabile. «Comunque- hanno concluso da Arpat- si evidenzia come il monitoraggio ambientale viene effettuato a scopo cautelativo, considerato che è assai improbabile che si possano rilevare livelli di contaminazione ambientale attribuibili alle acque trattate».

Queste considerazioni sembrano non tranquillizzare i cittadini, ma dei tanti allarmi che si sono sollevati tra i comitati che seguono la vicenda, il più sensato ci appare quello che riguarda la sfera comunicativa. “Vertenza Livorno” sottolinea che, «il Comune di Livorno, a distanza di ben nove mesi dall’annuncio ufficiale pubblicato sulla stampa cittadina, ha riproposto il solito imbarazzante teatrino (“noi non ne sapevamo nulla”)» e, al di là degli estremismi, è certamente vero che la notizia non è stata trattata e diffusa come si sarebbe dovuto da parte delle autorità locali.