Citytech 2017: stop alle auto a combustibili fossili nelle città italiane entro il 2030?

A Milano gli scenari della mobilità del futuro. Italia in netto ritardo

[14 settembre 2017]

Prende il via oggi a Milano la quarta edizione di Citytech, l’evento organizzato da Clickutility on Earth, promosso dal Comune di Milano e dalla Commissione europea e patrocinto dal ministero dell’ambiente. al quale pertecipano oltre 800 tra relatori, esperti e delegati internazionali e che alla Fabbrica del Vapore presenta alcune delle più importanti innovazioni nella mobilità e nell’urbanistica dei prossimi anni.

Citytech, che quest’anno ha come tema “Co-progettare mobilità e urbanistica nelle città del terzo millennio”, comincia con una “provocazione”: «Stop alle auto a motore nelle città in Italia entro il 2030» che in altri Paesi è già una prospettiva concreta.  Secondo Carlo Iacovini, board member di Clickutility on Earth, «E’ ora di agire e prendere decisioni importanti per il futuro delle nostre città, – afferma – per guidare la transizione verso un sistema di mobilità elettrica, condivisa e, dove possibile, autonoma ed integrata in una pianificazione urbanistica smart di cui Milano sta dando prova di grande progettualità».

Citytech ricorda tre punti fermi di un percorso ormai avviato e che sembra inarrestabile verso i trasporti low-carbon:

Le policies pubbliche. Le policies hanno avuto una forte accelerazione in queste ultime settimane. La Gran Bretagna e la Francia hanno recentemente annunciato di vietare la vendita di auto a benzina e diesel entro il 2040. Anche la Norvegia, nazione in cui oltre il 40% delle vetture di nuova immatricolazione è già elettrica o ibrida, ha intenzione di raggiungere questo obiettivo nel 2025, esattamente come l’Olanda.  Fa da bilancia la Cina, mercato da 28 milioni di auto, che in questi giorni sta esaminando i tempi entro cui completare la transizione verso altre soluzioni di mobilità, l’elettrica prima di tutto. La strada da percorrere è ancora molto lunga, soprattutto considerando che nel 2016 sono state immatricolate nel mondo solo 695.000 auto elettriche su un volume complessivo di 84 milioni di pezzi.

L’industria automobilistica. Se i governi indirizzano le policies e gli obiettivi, l’industria orienta tecnologie e produzione nella stessa direzione. È recente l’annuncio di Volvo di voler produrre e vendere solamente veicoli ibridi ed elettrici dal 2019. Sono passati pochi giorni e Jaguar Land Rover ha annunciato di volersi adeguare agli standard elettrici/ibridi su tutti i suoi veicoli a partire dal 2020. Daimler, Bmw e molti altri brand hanno presentato, da protagoniste, in questi giorni a Francoforte i piani per l’elettrificazione della propria gamma.

La finanza. Le rivoluzioni non avvengono mai da sole: arrivano le policies, abbiamo l’industria… qual è la posizione della finanza? JpMorgan ha dichiarato che la mobilità elettrica cambierà l’industria dell’auto arrecando molte perdite alle aziende che non sapranno adeguarsi. La previsione è del 35% delle quote di mercato entro il 2025 e il 48% entro il 2030. Più conservativa MorganStanley’s che, in un’analisi comparativa di più scenari, prevede una penetrazione del 16% di auto full-electric entro il 2030, che può raggiungere il 60% entro il 2040. Mentre ING (Olanda) vede nella riduzione dei costi delle batterie e negli incentivi economici e fiscali la principale leva di crescita che porterà le nuove immatricolazioni ad essere totalmente elettriche già nel 2035.

La conclusione ll quale giungono gli organizzatori di Citytech non lascia dubbi sul futuro delle auto: «Al di là dei numeri, il dato fondamentale è che i grandi player economici e politici globali hanno maturato la consapevolezza di questo cambiamento».

Ma il nostro Pese è alla retroguardia estrema di questa rivoluzione mondiale dei trasporti e Clickutility on Earth ricorda che «Spetta alla classe dirigente italiana decidere se e quanto valorizzare le competenze ed esperienze per guidare il cambiamento ed evitare di subirlo con ritardi e lentezze. Ne è un esempio la mobilità elettrica che, in Italia, conta ancora lo 0,03% del mercato auto a causa dell’assenza di incentivi e di infrastrutture. Lo stesso si può dire della guida autonoma che vede Paesi europei in prima linea con disegni di legge e progetti pilota già in corso di sperimentazione, mentre in Italia è un argomento fuori dai tavoli di discussione».

Eppure, come fnno notare a Clickutility on Earth, «Non servono nuove ricette, gli studi presentati a Citytech sono un bagaglio di esperienza sufficiente a dare una scossa di innovazione a queste industrie. Occorre la capacità di attuare le strategie, produrre leggi, progetti, sperimentazioni e, in fondo, servizi».