Corea del Nord, il leader supremo Kim Jong Un fa fuori lo zio filocinese “traditore”

[4 dicembre 2013]

Oggi il Rodong Sinmun, il giornale ufficiale del Partito del Lavoro della Corea del nord, pubblica con la massima evidenza un articolo che chiede fedeltà assoluta al leader supremo del paese,  Kim Jong Un, e definisce i “traditori” come la gente più infima  del mondo. Secondo gli esperti di cose del misterioso potere nazional-stalinista nordcoreano,  l’articolo si riferisce allo zio di Kim Jong Un, Jang Song Thaek (nella foto), che è stato defenestrato e non si sa dove sia, ed ai suoi collaboratori che sarebbero stati tutti giustiziati.

Il Rodong Sinmun oggi cita il defunto leader Kim Jong Il, padre di  Kim Jong Un, per dire che «Non importa quanto tempo qualcuno può essere stato fedele, un solo momento di tradimento mette la fedeltà in dubbio». Il giornale del Partito del Lavoro della Repubblica popolare democratica di Corea aggiunge che «I traditori sono le persone più sporche del mondo» e chiede assoluta fedeltà al successore di Kim Jong Il, Kim Jong Un.

La notizia dell’eliminazione di Jang Song Thaek arriva il giorno dopo che la Rpdc ha confermato di aver riavviato i suoi impianti nucleari anche per produrre il plutonio necessario a fabbricare armi atomiche  e mentre i  media statali del regime nordcoreano stanno intensificando la propaganda filo-governativa in vista del il 17 dicembre, secondo anniversario della morte di Kim Jong Il.

Jang Song Thaek  è quasi sicuramente il “traditore” additato dal Rodong Sinmun  soprattutto per terrorizzare l’ala filo-cinese del Partito del Lavoro e il giovane Kim Jong Un  ha dimostrato una ferocia inaspettata in un personaggio che veniva presentato come un possibile “riformatore” di uno dei regimi più chiusi del mondo.

Dopo aver giustiziato per pornografia la sua ex fidanzata e la sua compagnia di cantanti ed attori, Kim Jong Un  ha fatto fuori, non si sa se solo politicamente , il potentissimo Jang Song Thaek , considerato il suo mentore, che ha sposato sua zia Kim Kyong Hui, l’intoccabile figlia del capo della dinastia dei Kim, l’ormai divinizzato Kim Il Sung.

Zio Jang è nato nel 1946 nel provincia nord-orientale di Nod Hamgyong, si è laureato presso Università Kim Il Sung ed è subito entrato nel  Partito dei Lavoratori al potere. Grazie ai suoi legami familiari con Kim Jong Il, Jang aveva assunto incarichi  chiave, tra i quali quello di primo vice-direttore del Dipartimento organizzazione e orientamento del partito.

Ma Jang aveva anche tentato una cosa a quanto pare molto sgradita ai Kim: aprire l’economia della Corea del Nord e nel l 2002 aveva guidato una delegazione economica in Corea del Sud. Già nel 2003 era caduto in disgrazia e fino al 2006 di lui non se ne era saputo più nulla. E’ rispuntato fuori dopo la morte di Kim Jong Il nel 2011, quando con  la moglie sembravano essere diventati principali sostenitori del loro giovane nipote diventato leader supremo della Rpdc. E’ stato proprio  Jang ad incontrare i leader cinesi nel 2012 per tranquillizzarli durante le crisi dei missili e  nucleari nordcoreane.

Probabilmente sono questi stretti rapporti con i compagni cinesi ad essergli costata la poltrona e forse anche la testa.

Secondo i servizi segreti sudcoreani  in realtà zio Jang Song Thaek  potrebbe essere stato fatto fuori da tempo, forse addirittura all’inizio dell’anno ed i suoi collaboratori sarebbero stati giustiziati in questi giorni perché erano già sotto inchiesta per corruzione. Due di loro sarebbero stati giustiziati pubblicamente a fine novembre. Quello che è certo è che il nome di Jang Song Thaek  non viene più citato da nessun gornale nordcoreano dal 6 novembre. econdo l’intelligence di Seoul,  è altamente probabile che zio Jang sia stato sollevato da tutti i suoi incarichi, compresa la  vice presidenza della potente Commissione di difesa nazionale. La sua defenestrazione sarebbe dovuta al suo coinvolgimento in una lotta di potere tra i principali leader del Partito del Lavoro nordcoreano nella quale l’ala “moderata” filo-cinese sembra essere risultata perdente.