Cresce il progetto Galileo, maxi investimento di Nuovo Pignone in Toscana

Baker Hughes GE conferma la presenza sul territorio, anche grazie al supporto che Regione e Governo hanno fornito ai suoi progetti di sviluppo

[29 gennaio 2018]

È stato sottoscritto oggi a Firenze dal governatore della Regione Toscana Enrico Rossi, insieme al ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda e al presidente di Nuovo Pignone (Bhge) Massimo Messeri, un addendum all’Accordo di programma per il progetto Galileo: 600 milioni di euro in totale, il «più grande investimento mai fatto da un’impresa in Toscana», come tengono a sottolineare dal capoluogo. All’interno di questo maxi intervento – i 600 milioni di euro sono in parte già impiegati e in parte nei programmi di Nuovo Pignone – l’addendum siglato oggi offre una marcia in più.

L’accordo è infatti finalizzato a sostenere l’attività di ricerca e sviluppo del Gruppo Nuovo Pignone in Toscana nel campo delle turbine e dei compressori centrifughi con un sostegno pubblico-privato di 65 milioni di euro: 13 arrivano dal Governo, 7,8 dalla Regione e 44,2 da parte della multinazionale.

Baker Hughes GE conferma dunque la sua presenza in Toscana anche grazie al supporto, economico e non solo, che la Regione ha fornito ai suoi progetti di sviluppo; quanto alla ventilata ipotesi di una cessione del settore oil & gas da parte di Baker Hughes GE, il presidente Rossi ha detto di non essere preoccupato e di fidarsi delle rassicurazioni che sono state fornite e anche la firma di oggi fornisce un ulteriore motivo di conforto circa la conferma del volume di investimenti previsto in Toscana.

È in questa Regione infatti che ha sede il maggiore centro mondiale di progettazione e realizzazione delle turbine per l’oil & gas ed è per BHGE la prima nel mondo in questo settore: il programma Galileo non fa che dare maggiore linfa vitale a quanto già presente, ponendo l’obiettivo di creare in Toscana un centro di eccellenza mondiale per lo sviluppo di turbine e compressori oil & gas, e concentrando così in Italia tutte le fasi di progettazione e produzione. Per il ministro Calenda l’addendum firmato oggi impatta dunque «su settori che sono quelli più importanti per noi in termini di politica industriale: Industria 4.0 da un lato e la Strategia energetica nazionale dall’altro».

Ma essendo la nuova Strategia energetica nazionale – almeno nelle dichiarazioni dell’esecutivo – impostata in modo rilevante verso il crescente impiego delle fonti rinnovabili all’interno del mix energetico nazionale, non sarebbe peregrino chiedere che di addendum in addendum il progetto Galileo volgesse (almeno in parte) i propri contenuti proprio verso le energie pulite. Come notavamo già due anni fa, da sola la divisione energie rinnovabili di Ge vale circa il 20% di tutta la potenza “pulita” installata nel globo, e molto potrebbe ancora dare in particolare in settori – come quello geotermico – dove il know how aziendale è molto forte, e la Toscana già vocata. Investire in queste aree sarebbe forse la migliore garanzia per mantenere vivo ancora lungo il matrimonio, finora assai fruttuoso, tra azienda e territorio.