Ambiente s.c., storica società di ingegneria ambientale, è già impegnata sul campo

Da Carrara alle Seychelles: un’azienda toscana forma il governo contro la maledizione delle risorse

[4 dicembre 2015]

ambiente sc seychelles

Corruzione, democrazia instabile, indebitamento eccessivo dipendenza spasmodica dalle esportazioni: sono tipici sintomi della cosiddetta “maledizione delle risorse”, ancora oggi un cancro per molti paesi nel mondo. L’abbondanza di risorse naturali sul territorio non garantisce automaticamente prosperità a uno Stato sovrano e ai suoi cittadini. Come testimoniano anche robuste analisi economiche, l’abbondanza di risorse naturali può anzi trasformarsi in una trappola dalla quale diventa assai difficile uscire: «Tra dieci anni, tra venti anni, vedrete – sono le lapidarie parole del leader venezuelano Juan Pablo Pérez Alfonzo, pronunciate negli anni ’70 – il petrolio ci porterà alla rovina. Il petrolio è lo sterco del diavolo».

Ciò che decenni fa poteva apparire come eccessivo allarmismo, oggi è una realtà riconosciuta contro la quale si ergono argini difensivi. È quanto sta facendo in questi giorni ambiente s.c., storica società di ingegneria ambientale di Carrara, impegnata in una missione presso la Repubblica delle Seychelles per formare il governo locale rispetto ai temi dello sviluppo di modelli positivi in tema di governance della risorsa naturale, con focus rispetto al settore estrattivo dell’oil&gas.

Il progetto (le cui attività formative verranno svolte nell’isola di Mahè, Victoria) si inserisce all’interno dello sforzo governativo per la creazione di una piattaforma e un’agenda locale condivisa, relativa alle attività estrattive; il team di ambiente s.c. che sta seguendo la missione è formato da Nicola Bertolini, economista ambientale, Tommaso Luzzati, macroeconomista e docente di Economia ecologica all’università di Pisa, Patrick Longaerstey ingegnere petrolifero, Dan Petrescu, geologo.

Davanti alla volontà politica di approfondire l’attività di estrazione, diventa quantomeno essenziale riuscire a limitare i danni. Ambiente s.c. opera in questo contesto dopo essersi aggiudicata il progetto di consulenza per la formazione del ministry of Finance and blue economy dello stato insulare. Il progetto, finanziato dalla Banca mondiale, rientra nel programma Seychelles Extractive industries transparency iniziative (Eiti).

La Repubblica delle Seychelles ha infatti avviato il processo di adesione a “Eiti”, un programma volontario per migliorare la trasparenza nel settore delle risorse naturali, che ha fatto la sua prima comparsa dieci anni fa circa; l’Eiti, che unisce l’impegno del settore pubblico e privato, a oggi è implementato in 48 paesi. Le Seychelles, entro il 6 febbraio 2016, devono obbligatoriamente completare le procedure di adesione al programma, pertanto in questo momento si sta sviluppando il dibattito relativamente allo sviluppo del settore estrattivo. Ad oggi, infatti, nonostante sin dagli anni 80 attività di esplorazione sono state condotte nell’area, non esiste una stima precisa delle riserve esistenti: pertanto il dibattito è concentrato sul concetto se sviluppare o meno tale industria.

L. A.