Dakota Access: chiesti 300 milioni di danni ai “terroristi” ambientalisti (VIDEO)

Energy Transfer Partners rappresentata dallo studio legale dell’avvocato di Donald Trump

[24 agosto 2017]

Energy Transfer Partners, la compagnia  che ha costruito la controversa  Dakota Access Pipeline (Dapl)  ha denunciato alcune associazioni ambientaliste chiedendo risarcimenti che, se accordati, potrebbero portare nelle sue casse fino a un miliardo di dollari. Associazioni come Greenpeace vengono accusate di essersi date all’eco-terrorismo durante le proteste contro li passaggio dell’oleodotto dalle terre sacre dei Sioux della riserva di Standing Rock. Si tratta di una causa che potrebbe avere un grande impatto sul futuro dell’attivismo ambientale all’epoca di Donald Trump ed oltre.

Come spiega a ThinkProgress Ted Hamilton, co-fondatore di Climate Defense Project, una Ong non coinvolta nell’azione legale, «Questa denuncia fa parte di una tendenza crescente da parte del governo e dell’industria a demonizzare gli attivisti e a criminalizzare la libertà di parola. Le compagnie dei combustibili fossili sanno che stanno perdendo il sostegno dell’opinione pubblica alle loro attività velenose e così etichettano come “terroristi” dei loro avversari e chiedono gag orders in tribunale».

Nella denuncia depositata il 22 agosto alla Corte federale , Energy Transfer Partners accusa di frode, racket e incitamento al terrorismo Greenpeace e altre associazioni e ambientalisti che hanno contribuito a organizzare proteste contro l’oleodotto, sostenendo che le azioni di questi gruppi ambientali hanno causato «enormi danni a persone e proprietà lungo il percorso della pipeline». Etp afferma che le azioni degli ambientalisti hanno provocato danni per almeno 300 milioni di dollari, ma in tribunale potrebbe richiedere fino a più di tre volte tanto.

Energy Transfer Partners accusa Greenpeace e gli altri di aver diffuso disinformazione «per far aumentare le donazioni e mandare vanti avanzare le proprie agende politiche o affaristiche» e sostiene che le accuse di un uso illegale ed eccessivo della forza contro i manifestanti, di aver danneggiato siti sacri durante la costruzionedel Dapl e di averlo fatto senza consultare la Tribù Sioux di Standing Rock e senza tener conto delle sue  obiezioni,  sono «una serie di affermazioni false, allarmiste e sensazionalistiche».

I problema è che quelle accuse venivano prima di tutto dai Sioux e che la texana Etp è stata accusata di essersi comportata pessimamente e violentemente durante tutta la costruzione dell’oleodotto. L’ultimo caso risale all’inizio di agosto,  quando i regolamentatori statali della North Dakota hanno fatto una multa da  15.000 dollari a Energy Transfer Partners  per non aver avvisato le autorità statali della scoperta di manufatti indianii durante la costruzione dell’oleodotto. Multa lievissima, dato che Etp se la potrà cavare facendo una donazione allo State Historic Preservation Office senza subire nessuna condanna.

Nel settembre 2016 Democracy Now! documentò i brutali metodi di “sicurezza” utilizzati da Energy Transfer Partners, compreso l’utilizzo di cani contro i manifestanti. Durante la lunga protesta  contro il Dapl, in North Dakota arrivarono decine di migliaia di persone e più volte ci sono stati scontri violenti tra manifestanti e le forze dell’ordine appoggiate da vigilantes privati. La polizia statale ha ammesso di aver usato cannoni ad acqua in pieno inverno e con temperature da congelamento, proiettili di gomma e gas lacrimogeni per spaventare e far arretrare i manifestanti. Secondo ambientalisti e tribù indiane, molte persone sono state ferite e lasciate sanguinanti, ferite e incoscienti a terra a causa dei proiettili di gomma e candelotti lacrimogeni sparati ad altezza d’uomo. Sia l’Onu che Amnesty International hanno inviato investigatori a  Standing Rock per monitorare le violazioni dei diritti umani da parte della polizia e delle guardie private.

La denuncia presentata da Energy Transfer Partners  è solo l’ultimo dei tentativi di far apparire i manifestanti a Standing Rock come terroristi- Come evidenzia ThinkProgress: «I documenti ottenuti all’inizio di quest’estate da parte di Intercept e Grist mostrano che un’impresa di sicurezza assunta da Energy Transfer Partners ha condotto anche “una campagna intrusiva in stile militare di sorveglianza e contro-intelligence”, etichettando i manifestanti come “jihadisti” nel tentativo di giustificare un’ulteriore escalation nei loro confronti».

Le polemiche e le manifestazione contro l’oleodotto sono riuscite a convincere diverse banche e città a rinunciare a finanziare Il Dapl e a febbraio Seattle h tolto tuti i suoi soldi dalla Wells Fargo, che è un importante sostenitore finanziario del progetto; Un mese dopo, la società di servizi bancari e finanziari olandesi ING ha venduto la su quota nel Dapl.

Hamilton non ha dubbi: «La causa è un segno di debolezza da parte di Etp e prova che l’azione diretta funziona. Anche se le affermazioni della compagnia sono ridicolmente sopra le righe, la pipeline company sta riconoscendo che i manifestanti si stanno opponendo all’espansione dei combustibili fossili e che è possibile rallentare o far smettere la distruzione dell’ambiente, anche senza l’aiuto di un governo complice».

Gli avversari dell’oleodotto hanno ottenuto un’effimera vittoria nel dicembre del 2016, quando Barack Obama, prima di lasciare la Casa Bianca,  ordinò all’Army Corps of Engineers di condurre uno studio completo sull’impatto ambientale del passaggio dell’oleodotto sotto il fiume Missouri. Un direttiva è stata quasi immediatamente annullata da Donald Trump con un’azione esecutiva che ordinava  all’Army Corps of Engineers di «riesaminare e approvare in modo tempestivo» i permessi necessari al completamento del Dapl che è poi stato terminato all’inizio della passata primavera e ha cominciato a fornire lo sporco petrolio delle sabbie bituminose all’inizio di giugno.

Prima di diventare presidente Usa, Trump aveva investito tra i 500.000 e il milione di dollari in Energy Transfer Partners, anche se afferma di aver venduto le sue  partecipazioni.  L’amministratore delegato dell’Etp, Kelcy Warren, ha finanziato con 100.000 dollari la campagna elettorale di Trump, dando più di 100.000 dollari alla sua campagna. Ma i collegamenti tra la Dakota Access Pipeline e l’amministrazione  Trump non si fermano agli interessi finanziari: Energy Transfer Partners  è rappresentata nella causa legale  contro gli ambientalisti dallo studio legale di Kasowitz Benson Torres LLP, l’avvocato personale di Donald Trump che è un membro fondatore della company . Secondo il comunicato stampa di Energy Transfer Partners che annuncia la causa, Michael Bowe è attualmente membro del team giuridico del Presidente Usa che si occupa dell’inchiesta in corso sull’interferenza russa nelle elezioni presidenziali del 2016.

Bowe è anche il principale avvocato di Kasowitz Benson Torres LLP in un’altra causa contro Greenpeace, avviata nel 2016 da Resolute Forest Products, una compagni candese che produce cellulosa, che, come Energy Transfer Partners, chiede 300 milioni di dollari di risarcimenti a Greenpeace per averla diffamata nel tentativo di raccogliere fondi.

Greenpeace ha definito «meritevole» la nuova causa intentata da Energy Transfer e ha accusato Kasowitz Benson Torres LLP di essere dei «mercenari aziendali disposti ad abusare del sistema legale per mettere  tacere il legittimo lavoro di advocacy».

Tom Wetterer, general counsel di Greenpeace Usa, conclude: «E’ ancora un altro classico “Strategic Lawsuit Against Public Participation” (Slapp), non progettato per cercare giustizia ma per mettere a tacere la libertà di parola attraverso contenziosi costosi e lunghi. Questo è ormai diventato un modello di molestie da parte dei bulli delle corporation, con gli avvocati di Trump che indicano la strada».

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