Dalle utility italiane investimenti per 74 miliardi di euro al 2022

Presentati a Milano i risultati dell'Osservatorio sulle alleanze e le strategie nel mercato italiano e paneuropeo delle utilities

[1 marzo 2018]

Agici e Accenture hanno presentato oggi a Milano gli studi sulle utility leader in ltalia e in Europa, realizzati nell’ambito dell’Osservatorio sulle alleanze e le strategie nel mercato italiano e paneuropeo delle utilities giunto alla sua XVIII edizione. Dal quadro delineato emerge come nel 2017 sia continuata la crescita delle performance economico-finanziarie delle multiutilities che operano in Italia; i principali operatori hanno infatti fatto registrare oltre € 1 miliardo di utili aggregati, con un incremento del 15% rispetto al 2016.

E per quanto attiene gli investimenti, i principali gruppi energetici e utilities italiane hanno pianificato un volume di investimenti al 2022 di circa € 74 miliardi. Di questi, oltre € 11 miliardi sono attribuibili al comparto delle multiutilities e saranno destinati principalmente ad attività regolate (in media rappresentano il 78% degli investimenti pianificati dalle multiutilities): buona parte del fabbisogno finanziario sarà coperto tramite autofinanziamento ed emissioni obbligazionarie. I piani di investimento sono in espansione anche per le 39 maggiori società Gas&Power europee, che hanno in programma più di € 120 miliardi di investimenti all’anno.

«I profondi mutamenti del mercato energetico non sono ormai più un problema per le utility – dichiara al proposito Andrea Gilardoni, presidente di Agici e docente presso l’Università Bocconi – Razionalizzazione, sfruttamento delle economie di scala, entrata in nuovi business, uniti al basso costo del debito, stanno garantendo risultati economico-finanziari brillanti e importanti risorse da destinare a nuovi investimenti».

«La transizione energetica e gli obiettivi della Strategia energetica nazionale (Sen) – aggiunge Marco Carta, amministratore delegato di Agici – porranno ulteriori grandi sfide agli operatori ma le utility stanno già ora ponendo le basi per affrontarle investendo soprattutto nelle reti elettriche, tassello fondamentale per abilitare un nuovo modello energetico decentralizzato, pulito e intelligente. Stiamo vivendo quello che potremmo chiamare un rinascimento degli operatori di rete».

Del resto, le città italiane ospitano il 70% dei cittadini, consumano il 60% dell’energia elettrica, il 70% del gas naturale e ben il 77% del carburante per autotrazione. È evidente come esse rappresentino un luogo chiave per innescare la trasformazione del territorio urbano in chiave sostenibile: contribuire al raggiungimento degli obiettivi della Sen supportando un nuovo modello di Smart City è appunto la proposta lanciata da Accenture alle utilities italiane.

«Le utilities possono giocare un ruolo di rilievo per il raggiungimento degli obiettivi della Sen, aiutando i territori e in particolare le aree urbane a diventare Smart City, generando crescita, innovazione e valore – osserva Pierfederico Pelotti, Responsabile Utilities di Accenture in Italia, Europa Centrale, Grecia – Per farlo devono puntare su tre abilitatori: la digitalizzazione, spinta da una sempre più rapida evoluzione e accessibilità delle tecnologie; l’introduzione delle logiche dell’economia circolare con un migliore utilizzo delle risorse e l’attivazione di sistemi aperti e di Open Innovation” osserva Pierfederico Pelotti, Responsabile Utilities di Accenture in Italia, Europa Centrale, Grecia. “In particolare con riferimento a quest’ultimo punto, la collaborazione alla base di questo nuovo modello di Smart City consentirà alle utilities di migliorare la regia complessiva delle attività necessarie, condividendo investimenti, coinvolgendo i diversi stakeholder dell’ecosistema dell’innovazione, nonché i cittadini».