Data center, quando il risparmio energetico tocca anche ai bit

I consumi del settore sono in rapida crescita, ma in Friuli si pensa in verde

[5 agosto 2013]

Attualmente al mondo esistono 7,5 milioni di data center, strutture che rappresentano ormai l’1% dei consumi energetici globali, con numeri in continua crescita. Ciò rende evidenti i problemi di costi e di impatto ambientale che derivano dall’utilizzo crescente delle tecnologie digitali, il cui cuore operativo è rappresentato appunto dai data center.

InAsset, azienda di Pasian di Prato (UD) che gestisce un data center di 1.800mq e fornisce servizi di hosting, housing, backup e disaster recovery per centinaia di aziende clienti, ha adottato una serie di accorgimenti per ridurre i consumi energetici. Si tratta dell’installazione di cavi a bassa dispersione, un progetto per il fotovoltaico e un altro per il riutilizzo del calore, ma soprattutto un sistema di free cooling che, con l’uso dell’aria esterna, già oggi permette di tenere spenti i tradizionali sistemi di condizionamento per oltre 290 giorni all’anno.

«Stiamo attuando un processo per ottenere la qualifica di Green Data Center – ha spiegato il direttore tecnico di InAsset Michele Petrazzo – e il primo passo è stato proprio implementare un sistema di raffreddamento dei locali che, quando le condizioni ambientali lo permettono, capta e tratta l’aria esterna per mantenere la temperatura adatta al funzionamento dei macchinari. L’uso del free cooling è massiccio: più di 7.000 ore l’anno, l’80% del tempo».

In un data center i consumi energetici sono alti: le macchine sono in funzione continua, l’alimentazione energetica dev’essere garantita per il 100% del tempo e in più le apparecchiature disperdono grandi quantità di calore, perciò i locali in cui si trovano devono essere costantemente raffrescati per garantire l’attività. In estate poi la richiesta energetica aumenta ancora, ma ridurre i consumi e minimizzare l’impatto è possibile.

«Oltre a predisporre il sistema di free cooling, InAsset ha recentemente ricablato le sue strutture con una disposizione dei cavi ottimizzata per la dispersione di calore- ha informato il vicepresidente e amministratore delegato Manuel Pascolat- Inoltre abbiamo un progetto per alimentare il data center con un impianto fotovoltaico e per riutilizzare negli uffici il calore prodotto dai macchinari».

Questi interventi consentiranno all’azienda di risparmiare, e soprattutto evitare di produrre 105 tonnellate all’anno di CO2 e qualificheranno la struttura di Pasian di Prato come “Green Data Center”.