Domani Legambiente in audizione alle Commissioni VIII e X del Senato

Decreto sui carburanti alternativi, Legambiente: «Proposta inadeguata»

«Un errore rallentare la mobilità elettrica e ostacolare il biometano»

[17 ottobre 2016]

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A Legambiente non piace lo schema di Decreto legge approvato dal Governo il 20 Settembre sul le infrastrutture per combustibili alternativi di attuazione della Direttiva 2014/94/UE (Dafi, Directive on alternative fuels infrastructure), secondo gli ambientalisti si tratta di «Obiettivi generici e lontani nel tempo. Il Decreto sui combustibili alternativi, ora in discussione al Senato, danneggerebbe lo sviluppo della mobilità elettrica e, considerando i ritardi nei Decreti che dovrebbero spingere il biometano, evidenziano una strategia sbagliata per spingere verso una riduzione dell’inquinamento nel settore dei trasporti».

Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente, che domani sarà in  audizione presso le Commissioni VIII e X del Senato, spiega che «Sono diversi i problemi e i limiti evidenziati da Legambiente rispetto al Decreto: lo sviluppo dell’infrastruttura di ricarica è strategico per la diffusione nel nostro Paese di veicoli elettrici,  ma la rete e le colonnine di ricarica devono precedere e non aspettare la diffusione delle auto elettriche, altrimenti cittadini e imprese non avranno la certezza di poterle alimentare. Per questo motivo chiediamo di anticipare di 2 anni gli obiettivi previsti al 2020 per lo sviluppo delle centraline e di aumentarne la diffusione in particolare in autostrada, nelle città e nei nuovi edifici».

Il Cigno verde fa un esempio della scarsa efficacia e ambizione del Decreto: «Su 24mila distributori di carburante, non più di un centinaio in tutta Italia saranno obbligati ad avere le colonnine elettriche e distributori di metano. Con il rischio di rendere assai difficile il rifornimento in autostrada. Altro errore consiste nel prevedere un obbligo di presenza di ricariche elettriche solo negli edifici di nuova costruzione con più di 50 unità abitative, ostacolando ancora di fatto la diffusione delle auto elettriche». L’associazione ambientalista e propone invece di «Allargare l’obbligo di ricariche nei condomini e di garantire l’interoperabilità e il roaming tra i diversi gestori del servizio elettrico in modo da semplificare l’accesso per gli utenti».

Zanchini aggiunge: «E’ inoltre un pessimo segnale il ritardo nella emanazione dei decreti che dovrebbero aprire finalmente al biometano in Italia, perché sembra confermare l’ipotesi che il Governo guardi con qualche attenzione solo verso l’utilizzo del gas naturale come combustibile alternativo, quando da un punto di vista ambientale, questo dovrebbe venire solo dopo la mobilità elettrica e il biometano. Piuttosto che promuovere carburanti alternativi con vantaggi ambientali ormai molto contenuti sarebbe infatti più utile orientarsi decisamente verso quelli che consentono davvero di raggiungere le migliori prestazioni ambientali come l’elettrico (solo transitorio da fossile), il biometano (solo transitorio da metano), e l’idrogeno (da fonte rinnovabile)».

Domani, all’audizione in Senato,  Legambiente presenterà un documento con proposte di modifica al Decreto attuale «nella direzione di una più incisiva spinta ai combustibili alternativi, indispensabile non solo alla decarbonizzazione dei trasporti e alla riduzione dell’inquinamento atmosferico delle città italiane, ma anche a una innovazione legata alla elettrificazione dei mezzi di trasporto che può aprire a prospettive inedite di ricerca e lavoro ma anche di mobilità sostenibile per i cittadini».