Decreto sull’efficienza energetica, le modifiche delle Associazioni

[16 maggio 2014]

Per intervenire nel settore energetico, il Governo, consapevole dell’importanza di un piano di investimenti mirati e coordinati per la modernizzazione, sta studiando un nuovo decreto legge sull’efficienza energetica che recepisce le ultime direttive europee. Le bozze del decreto tuttavi non hanno incontrato l’approvazione delle Associazioni dei consumatori che sono intervenute, proponendo alcune modifiche ad articoli che, secondo loro, tenevano poco in considerazione le esigenze dei consumatori.

Le Associazioni, in particolare, hanno chiesto di stralciare l’articolo 11 della bozza del decreto che modifica radicalmente la struttura della bolletta elettrica, eliminando la “progressività”, all’insaputa di 30 milioni di utenze domestiche e premiando quindi chi consuma di più. Tuttavia, anche se apparentemente questo articolo favorisce chi utilizza più energia elettrica, bisogna affermare anche che in molti altri paesi d’Europa la bolletta è già impostata in questo modo, per un motivo corente con le politiche di risparmio emergetico.

Grazie allo sviluppo di tecnologie come le pompe di calore, infatti, esistono condizionatori che, oltre a raffredare l’aria in estate, la scaldano in inverno, andando a sostituire completamente l’impianto di riscaldamento tradionale a gas. Si tratta di dispositivi che però consumano molta energia elettrica e il cui uso al momento sarebbe quindi penalizzato dalla bolletta progressiva. Considerando entrambe le forniture di energia elettrica e gas, tuttavia, installare i dispositivi a pompa di calore permetterebbe di risparmiare molto sul conto totale.

Oltre allo stralcio dell’articolo 11, però, su cui la discussione dovrebbe riprendere, le Associazioni sono intervenute anche per contrastare le norme che prevedono una riduzione della frequenza di fatturazione ai clienti finali da 2 a 6 mesi.  L’analisi del decreto da parte delle Associazioni è stato molto accurato e ha permesso un attento vaglio di molte altre nuove regole, per le quali, in alcuni casi, sono state richieste alcune modifiche: dell’articolo 8, ad esempio, è stata chiesta l’eliminazione della diagnosi energetica degli edifici, da sostituire con l’autocertificazione.

Dell’articolo 9, in cui si tratta di come aumentare la consapevolezza dei clienti finali nei confronti dei propri consumi energetici, le Associazioni dei Consumatori, insieme ad alcune Società di Vendita, hanno chiesto all’Autorità per l’energia una serie di interventi urgenti per migliorare lo scambio dei dati di misura tra distributori e venditori. Infine, le Associazioni hanno anche chiesto la creazione di un apposito Fondo Nazionale per l’efficienza energetica che avrà il compito di incentivare, anche economicamente attraverso finanziamenti agevolati, i costi, comunque importanti, degli interventi di miglioramento dell’efficienza energetica.

Certo, scegliere la tariffa di Enel Energia più conveniente, o quella di Illumia, Eni, Edison, o di qualunque altro gestore dei servizi energetici, farà sicuramente e giustamente la felicità della piccola utenza, ma è sulla riduzione dei consumi che si ottiene in realtà il vero e più concreto risparmio. Questo non vale però solo per famiglie e impresa ma anche per un sistema molto più complesso come è appunto lo Stato.

Cecilia Parola