Il ministro dell'ambiente: nessun dubbio che la Commissione europea darà ragione a Portogallo

Deposito delle scorie nucleari di Almaraz: il Portogallo denuncia la Spagna all’Ue

Ambientalisti e anti-nucleari: «E’ soprattutto una disputa tra due popoli e tre multinazionali»

[24 gennaio 2017]

Il Ministro dell’ambiente del Portogallo, João Pedro Matos Fernandes, si è detto convinto che «A questo punto nel prossimo anno, la controversia con la Spagna per la costruzione della discarica delle scorie nucleari di Almaraz si risolverà in favore del Portogallo. E mi sembra molto giusto che si risolva in modo soddisfacente per quella che è la posizione portoghese».

La denuncia contro la Spagna è stata consegnata il 16 gennaio, «E’  naturale che la Commissione europea voglia ascoltare  lo Stato spagnolo» ha sottolineato Matos Fernandes, che si aspetta che nei prossimi 90 giorni al Portogallo non verrà chiesto nulla. Ma il ministro dll’ambiente portoghese è convinto che «La Commissione europea su Almaraz darà ragione al Portogallo il Almaraz».

Parlando con i giornalisti a Abrantes a margine della presentazione del Plano Nacional de Fiscalização e Inspeção Ambiental 2017, Matos Fernandes ha detto: «Su una cosa non c’è dubbio: la Spagna non ha rispettato la politica sugli impatti ambientali che richiede, all’articolo 7, che quando viene costruito un progetto come questo, devono essere valutati gli impatti transfrontalieri. Non ho aspettative diverse da quella che la Commissione europea ci dia ragione e determini ciò che la Spagna deve fare per questa valutazione (…) che inizia come uno studio nel quale vengono misurati e valutati tali impatti e chee hanno un’altra componente essenziale (…) qual è la loro discussione pubblica».

João Matos Fernandes ha anche detto che il Portogallo ha «un anno per garantire che la legge sia applicata, gli impatti transfrontalieri, se presenti, siano correttamente contrassegnati e che qualsiasi progetto per andare avanti, deve soddisfare e integrare queste misure di mitigazione. O, in caso contrario, per trovare misure di mitigazione, così non ci sarà la discarica stessa».

Il Portogallo ha presentato una denuncia a Bruxelles contro la Spagna dopo che i governi dei due Paesi ibici il 12 gennaio non erano riusciti a trovare un accordo sulla costruzione di una discarica nucleare ad Almaraz, che vede contraria Lisbona. Il governo portoghese sostiene che la progettazione di una discarica di scorie vicino alla vecchia centrale nucleare di Almaraz «non ha valutato gli impatti transfrontalieri», cosa che viola le normative europee.

Ambientalisti e anti-nucleari dicono che una denuncia alla Commissione europea non basta e che bisognerebbe colpire gli interessi dei proprietari di Almaraz: Iberdrola, Endesa e Gas Natural Fenosa.

Iberdrola ha fatto grossi investimenti in Portogallo, alcuni piuttosto impattanti, come il complesso idroelettrico di Alto Tamega, e vende energia e gas. Endesa ha 150.000 clienti in Portogallo e anche  Gas Natural Fenosa è sul mercato energetico portoghese, eppure queste imprese, non sembrano minimamente coinvolte nello scontro tra Spagna e Portogallo sulla centrale e il deposito di scorie nucleari di «Che sembra una controversia tra due Stati – dice Campbell, – ma è soprattutto una disputa tra due popoli e tre multinazionali».

I movimenti ambientalisti e anti-nucleari portoghesi e spagnoli si incontreranno il 4 febbraio a Lisbona per  discutere di come andare avanti per far chiudere Almaraz. Nonostante le improvvide dichiarazioni di qualche suo ministro, il governo di sinistra portoghese ha un chiaro mandato popolare per chiedere al premier spagnolo  Rajoy, a Iberdrola, Endesa e Gas Natural Fenosa di chiudere una volta per tutte la chiusura della vecchia e pericolosa centrale nucleare in Almaraz, dove il 18 gennaio c’è stato l’ennesimo incidente alle pompe dell’acqua.

Il procedimento per la costruzione del deposito provvisorio della centrale nucleare Almaraz è iniziato il 18 novembre 2015, quando il direttore generale della centrale nucleare di Almaz-Trillo (Cnat) ha chiesto l’autorizzazione per la costruzione di uno stoccaggio delle scorie nucleari per metterci il combustibile esaurito dei reattori.

La centrale, entrata in funzione nel 1980, sorge sulle rive del Tago, al confine con le località  portoghesi di Castelo Branco, Portalegre, e Vila Velha de Ródão, la prima città portoghese bagnata dal Tago, dopo che il fiume entra in Portogallo. La decisione spagnola ha sollevato forti proteste sia degli ambientalisti portoghesi e spagnoli – che da tempo chiedono la chiusura di una centrala alla quale il governo di Madrid vorrebbe prolungar la vita –  sia delle forze politiche e in Parlamento.

Secondo John Campbell, uno di leader del Bloco de Esquerda e consigliere comunale ad Amadora, la centrale Almaz-Trillo è una bomba atomica a tempo, che ha subito centinaia di incidenti ed ha già superato di 6 ani il periodo in cui era stata prevista la sua chiusura. Ora la Spagna vorrebbe farla funzionare per almeno altri 10 anni. «La costruzione di una discarica nucleare nel centro, fatta a dispetto della legge e che rappresenta il disprezzo con il quale il governo spagnolo ha trattato il governo portoghese – dice Campbell –  è la materializzazione della continuità operativa della centrale nucleare.  Il governo portoghese ha tentato di rispondere, ma gli è stato detto: o mangi la minestra o salti dalla finestra.  Ma non possiamo accettarlo».

Tutti i partiti portoghesi, anche quelli di centro-destra, chiedono la chiusura della centrale nucleare di Almaraz, che utilizza le acque del Tago per il suo raffreddamento e che, secondo gli ambientalisti e il governo di sinistra di Lisbona, le contamina. «Se ci fosse un grave incidente ad Almaraz – sottolinea Campbell – il Paese verrebbe diviso a metà: milioni di persone che vivono sulle rive del Tago saranno esposte a fallout radioattivo, secondo i venti dominanti che soffiano principalmente in direzione del Portogallo».

Subito Matos Fernandes non sembrava molto convinto di aprire un contenzioso nucleare con la Spagna, ma i movimenti sociali e ambientalisti hanno pressato per mesi il governo di Lisbona su quel che stava succedendo ad Almaraz, documentando che la discarica nucleare era  già in fase di realizzazione, anche prima della polemica sulla mancanza della valutazione di impatto ambientale e senza nemmeno che il governo conservatore so spagnolo (con l’appoggio esterno del Partito socialista) si fosse degnato di avvertire il primo ministro socialista portoghese che da mesi chiedeva che venisse chiusa la centrale nucleare.

Ambientalisti e sinistra radicale temono che ala fine la valutazione di impatto ambientale darà comunque il via libera alla costruzione del deposito provvisorio delle scorie nucleari, mettendo ancora più a rischio il Tago. La gente non vuole solo che venga bocciata la discarica, vuole che venga chiusa la centrale nucleare ed è arrabbiata con il ministro degli interni portoghese, Jorge Gomes, che ha detto che la popolazione e movimenti anti-nucleari stanno esagerando e che non c’era alcun problema con Almaraz, perché in caso di incidente, il raggio di evacuazione sarà di 30 km. Qualcuno gli ha fatto notare che incidenti nucleari come quelli di Chernobyl e Fukushima erano  considerate centrale “sicure” prima di esplodere e rendere inabitabili intere regioni Un qualsiasi incidente grave nella vecchia centrale di Almaraz contaminerebbe tutto il Tago dal confine con la Spagna fino a Lisbona.