Diciotto milioni di euro per il minieolico made in Italy

[19 maggio 2014]

PurEnergy, un gruppo che si occupa di un settore di energetico fortemente in crescita come il  minieolico e Warrant Group, nota società di consulenza specializzata nei finanziamenti europei, nazionali e regionali, hanno presentato il progetto “PurEnergy Air”, da più 25 milioni di euro,  che ha ottenuto un finanziamento da 18 milioni di euro.

Secondo Francesco Lazzarotto, New Project Development Manager di Warrant Group, «Si tratta di un gran risultato, non solo per PurEnergy, ma anche per l’Italia che vedrebbe nascere sul suo territorio, e in particolare, al Sud (Irpinia), la prima filiera del minieolico, risultato eccezionale se si tiene conto che in Europa di produttori di miniaerogeneratori ce n’è forse uno».

PurEnergy Air è stato presentato nell’ambito del Bando Investimenti energetici Mi.SE, a valere sul Programma Operativo Interregionale “POI Energia”,  ed ha come obiettivo l’industrializzazione di innovativi aerogeneratori mini-eolici da 60 e 200 kWp e delle relative ali. Il progetto ha ottenuto un finanziamento agevolato d i 5.734.912,01 euro e un contributo a fondo perduto (conto impianti + contributo alla spesa) di circa 12 milioni di euro.

Si tratta di un generatore sincrono a magneti permanenti, flusso assiale e bobine concentrate. Grazie all’innovativa struttura a flusso assiale, l’aerogeneratore, al massimo del rendimento, toccherà punte di 40°C, evitando il problema del surriscaldamento della macchina (le macchine attualmente in commercio raggiungono in funzionamento una media di 140°C). Il vantaggio di una struttura a flusso assiale, anziché radiale, sta anche nella notevole riduzione della rumorosità, che  consente di poter posizionare aerogeneratori anche molto vicini a centri cittadini senza arrecare disturbo agli abitanti. Per arrivare al regime produttivo di massima resa, i generatori PurEnergy necessitano di una velocità del vento più modesta rispetto agli altri prodotti attualmente in commercio. Nel caso dell’aerogeneratore PurEnergy da 200 kWp per esempio, la velocità del  vento necessaria per raggiungere la massima resa sarà solo di 9,3 m/s. Tale dato rappresenta un vantaggio competitivo fondamentale, in quanto la media dei venti nelle regioni italiane di installazioni a 40 mt si attesta sui 5,7/6,8 m/s, mentre le macchine attualmente in commercio richiedono velocità medie di 12–13 m/s. Nel caso dell’aerogeneratore PurEnergy da 60 kWp, invece, la velocità di  vento necessaria per raggiungere la potenza nominale sarà solo di 7,7 m/s.

L’amministratore delegato, Gerardo Caradonna, spiega che «Il Gruppo PurEnergy,espressione della sinergia tra l’imprenditoria campana e veneta ha guardato con fiducia e lungimiranza allo sviluppo del minieolico iniziando a investire già dal 2009 con il primo aerogeneratore da 60 kWp installato in Europa e la candidatura nel dicembre 2010 al Bando POI Energia per la nascita di nuovi protagonisti nel settore dell’industria dell’energia rinnovabile. L’intensa attività di investimento e di ricerca continua ha portato nel 2013 alla fase di test per un nuovo aerogeneratore, avanzato tecnologicamente e  particolarmente adatto alle caratteristiche di ventosità dello Stivale. L’inaugurazione del primo Aerogeneratore PurEnergy da 200 kWp, ci sarà agli inizi di giugno 2014 a Potenza, con un convegno nazionale e il supporto della Fondazione CEARM. A seguire ci saranno ulteriori plus consistenti nella certificazione del prodotto e delle curve di potenza, elemento tipico del mondo del grande eolico, ma assolutamente inedito per quanto riguarda le macchine di piccola taglia (al di sotto dei 300 kWp). La certificazione assicurerà all’investitore la massima garanzia  di affidabilità  nella  performance».

Secondo l’ultimo report Global Data, entro il 2020 Il mercato mondiale del  mini-eolico arriverà a  4 miliardi di dollari, con una crescita annua di oltre il 20% e la capacità cumulata istallata passerà dagli 800 MW registrati nel 2012 a oltre 5.000 MW entro il 2020, crescendo del 525% in soli 8  anni. Anche in Italia il tasso di crescita del mini-eolico è alto: alla fine del 2012 erano attivi 356 impianti per una potenza effettiva pari a 18,2 MW, con una crescita di 7-8 MW rispetto al 2011. «Numeri ancora contenuti  – sottolineano però a PurEnergy – soprattutto a causa della poca chiarezza normativa sul tema e sul ritardo e la poca lungimiranza mostrata verso il settore dal nostro sistema creditizio. Tuttavia, a far data dal 2013 le aspettative di crescita sono notevolmente aumentate soprattutto per quanto riguarda le applicazioni e i vantaggi del mini-eolico in contesti antropizzati. Le ragioni sono molteplici: un ridotto o inesistente impatto sul paesaggio; un regime delle tariffe incentivanti finalmente chiaro e duraturo nel tempo; una procedura amministrativa notevolmente semplificata».