Disastri petroliferi, Trump vuole rottamare le norme di sicurezza post Deepwater Horizon

In 10 anni farebbe risparmiare 900 milioni di dollari all’industria fossile offshore

[28 dicembre 2017]

Dopo il più grande disastro ambientale della storia statunitense, l’esplosione, l’affondamento e la marea nera della piattaforma offshore BP Deepwater Horizon nel Golfo del Messico, nel 2010 l’Amministrazione di  Barack Obama prese diversi provvedimenti per impedire che avvenissero disastri simili ma, dopo il suo insediamento alla Casa Bianca, Donald Trump ha iniziato immediatamente a progettare la rottamazione di quei regolamenti.

Come parte di questa strategia di riduzione dei vincoli,  il Bureau of safety and environmental enforcement (Bsee) del Dipartimento degli interni, che regolamenta le trivellazioni offshore, ha redatto una proposta che  stima che nei prossimi 10 anni farà risparmiare all’industria petrolifera e gasiera oltre 900 milioni di dollari. Come ha spiegato un entusiasta Wall Street Journal,  le modifiche proposte alle misure di sicurezza ricalcano quelle chieste dalle compagnie petrolifere e gasiere offshore che le consideravano troppo gravose. Secondo il giornale, all’inizio di dicembre il Bsee ha inviato la sua proposta all’Office of management and della Casa Bianca per la revisione, ma la proposta deve ancora essere resa pubblica,.

Secondo ThinkProgress, «La proposta rappresenta un’altra componente dell’obiettivo del presidente Donald Trump di raggiungere una “nuova era del  dominio americano dell’energia” e del  suo desiderio di ridurre la quantità di regolamenti federali allo stesso livello del 1960». Negli ultimi 11 mesi, l’amministrazione Trump ha annullato o ritardato più di 1.500 regolamenti pianificati, e il 14 dicembre, in occasione di un evento alla Casa Bianca., ha detto di essere stato “di gran lunga più di ogni altro presidente” ad aver rottamato leggi e regolamenti ambientali.

ThinkProgress spiega ancora che «La proposta allenterebbe gli obblighi di trasmissione di dati in tempo reale sulle operazioni di produzione petrolifera offshore alle strutture onshore, dove le autorità di regolamentazione possono controllarle. Le modifiche eliminerebbero anche l’obbligo per il Bsee di certificare gli ispettori di terze parti di attrezzature essenziali», come ad esempio il dispositivo di prevenzione delle fuoriuscite che non ha funzionato in occasione del disastro della  Deepwater Horizon quando, il 20 aprile 2010, olio e gas ad alta pressione fuoriuscirono da un pozzo ad altra profondità trivellato dalla piattaforma BP e le valvole e le attrezzature che avrebbero s dovuto impedire la fuoriuscita di idrocarburi andarono in tilt, innescando una gigantesca esplosione che uccise 11 lavoratori e causò la fuoriuscita di 4,9 milioni di barili di petrolio e una marea nera che si sparse nel Golfo del Messico per 87 giorni.

Dopo il disastro – e dopo che erano venuta fuori la commistione e la complicità governative di controllo e le compagnie petrolifere che avrebbero dovuto controllare –  l’Amministrazione Obama passò 5 anni a discutere con l’industria petrolifera un nuovo regolamento. Da quando Trump è entrato in carica, l’American petroleum institute, l’Offshore operators committee e la National ocean industries association  fanno pressione perché la nuova Amministrazione repubblicana – che hanno munificamente finanziato in campagna elettorale – allenti la cosiddetta well control rule.

Solo nell’aprile 2016 il Bsee aveva emesso il regolamento definitivo  “Oil and Gas and Sulfur Operations in the Outer Continental Shelf-Blowout Preventer Systems and Well Control”, ma due settimane fa il Dipartimento degli interni ha dichiarato in un regulatory plan che proporrà modifiche alle nuove norme sulla sicurezza «per ridurre gli oneri normativi e incoraggiare lo sviluppo della creazione di posti di lavoro, garantendo comunque operazioni offshore sicure ed ecologicamente sostenibili».

A capo del Bsee Trump ha nominato Scott Angelle, un ex utility regulator della Louisiana e che, secondo Morning Consult tra il 2013 e il 2016 ha percepito 989.238 dollari come membro del consiglio di amministrazione di Sunoco Logistics. Ad aprile, la Sunoco Logistics  ha completato la fusione con Energy Transfer Partners, l’operatore del contestato oleodotto Dakota Access, bloccato da Obama dopo le proteste dei Sioux e di altre tribù indiane, degli ambientalisti e delle comunità locali e subito sbloccato da Trump appena arrivato alla Casa Bianca.

Secondo il Wall Street Journal, all’inizio di quest’anno Angelle e il Segretario agli interni e Ryan Zinke – altro noto negazionista climatico amico dei petrolieri –  hanno promesso concedere alla stessa industria petrolifera, non alle autorità di regolamentazione, più informazioni su ciò che costituisce operazioni sicure nelle aree offshore.