No alla discarica di scorie nucleari in Australia, vincono gli aborigeni

Abbandonato il progetto di costruirla nelle terre ancestrali, considerate sacre

[23 giugno 2014]

Alla fine il governo conservatore dell’Australia ha dovuto abbandonare il progetto di costruire una discarica di scorie nucleari nel Territorio del Nord, e i proprietari aborigeni della terra che considerano sacra sono riusciti a vincere una lunghissima battaglia.

Il Northern Land Council, un’istituzione che aiuta gli aborigeni a gestire le loro terre ancestrali, ha sventato il tentativo di costruire la discarica nucleare a  Muckaty Station. Vicino a Tennant Creek, grazie alla rivolta dei proprietari tradizionali, che hanno dichiarato di non essere stati consultati prima che il sito fosse indicato nel 2007 (dal precedente governo laburista)  come deposito s di scorie ed è stato dimostrato che erano stati ignorati i requisiti giuridici stabiliti nell’ Aboriginal Land Rights Act.

La battaglia legale ha faticato a raggiungere l’istanza finale del Tribunale federale  e Elizabeth O’Shea, una delle leader della protesta ha detto che ogni fase del processo è stata osteggiata ma «Gli aborigeni di Muckaty hanno combattuto questo progetto per più di 7 anni e sono felici di aver ottenuto questo risultato».

Il Northen Land Council è preoccupato per le divisioni tra i clan aborigeni, visto che si è tentato di dividerli offrendo loro soldi(che in diversi avevano accettato), ma Lorna Fejo, uno degli aborigeni che ha lottato più duramente per proteggere la sua  terra per i suoi figli e nipoti ha detto: «Mi sento in estasi. Mi sento libero perché è stata una lunga lotta per proteggere la mia terra. Mia nonna mi ha dato quella terra in perfette condizioni ed altre terre per i miei due fratelli, che ora sono deceduti. Era nostro dovere proteggere quella terra e l’acqua perché era un regalo fattomi da mia nonna».

Anche gli ambientalisti festeggiano e Dave Sweeney di Australian Conservation Foundation ha detto che l’insediamento era è una vittoria dei  proprietari terrieri tradizionali: «Per 7 anni la gente Muckaty è stata sotto assedio, ha detto no ed è stata ascoltata. Quello che ora dobbiamo fare è passare dalla ricerca di un codice postale vulnerabile a fare una valutazione del modo migliore per gestire questo materiale».

Il ministro australiano dell’Industria, Ian Macfarlane, ha fatto buon viso a cattivo gioco e ha detto che il governo ora cercherà di indicare un percorso alternativo: «Se non venisse identificato un sito adatto… il governo inizierà una nuova procedura di gara per la nomination di un altro sito». È dunque probabile che le terre sacre agli aborigeni saranno risparmiate, almeno per questa volta.