Il discorso di Trump al Congresso: troppe falsità su energia e ambiente

Sierra Club: divorzio dalla realtà. Nrdc: parole in libertà. Greenpece: razzismo ambientale

[2 marzo 2017]

Nel suo primo discorso da presidente Usa di fronte al Congresso in  seduta congiunta, Donald Trump ha usato toni inusualmente prudenti e non si è soffermato su tematiche ambientali ed energetiche – un terreno molto scivoloso per Trump e il suo staff di ecoscettici e amici delle Big Oil e dei King Coal –  ma quando  Trump ha citato l’industria del carbone e gli oleodotti delle sabbie bituminose ha detto una serie di falsità. Inoltre, nel suo discorso il presidente statunitense ha completamente ignorato l’energia pulita e il cambiamento climatico.

Come spiega Ryan Koronowski, direttore  ricerca di ThinkProgress, «Primo, Trump è tornato su un suo tema familiare: salvare l’industria del carbone. Ha esaltato lo “sforzo storico” della sua amministrazione per eliminare le normative: in particolare “bloccare un regolamento che minaccia il futuro e il sostentamento dei nostri grandi minatori di carbone”. Si è trattato di un riferimento allo Stream Protection Rule dell’Office of Surface Mining. Il 16 febbraio, Trump ha firmato una legge che elimina il regolamento  che proteggeva dalle scorie dell’estrazione del carbone i corsi d’acqua di gran parte dell’Appalachia. Era stato riferito che il regolamento avrebbe creato lo stesso numero di posti di lavoro di quanti ne sarebbe costati. Inoltre, i  posti di lavoro  nel carbone in realtà sono aumentati nella seconda metà del 2016, dimostrando ancora una volta che la salute del settore ha più a che fare con fattori di mercato che con una regolamentazione da “guerra al carbone”».

Che l’enfasi repubblicana sul carbone fosse un trucco elettorale lo ha ammesso  anche il leader della maggioranza repubblicana, Mitch McConnell, che subito dopo l’elezione di Trump ha detto che «Porre fine alla “guerra al carbone” non può realmente riportare posti di lavoro». Tutti gli esperti di energia concordano su un fatto:  l’occupazione nell’industria carbonifera non tornerà ai livelli di qualche anno fa  se il gas estratto con il fracking  e l’energia rinnovabile rimarranno a buon mercato.

Ma Trump ha volutamente ignorato i milioni di posti di lavoro creati dall’industria dell’energia pulita ed ha invece perorato la causa del gigantesco oleodotto Keystone XL, che dovrebbe collegare le sabbie bituminose dell’Alberta alle raffinerie e ai porti dl Texas, e della Dakota Access pipeline, diventata il simbolo delle lotte ambientaliste e della violazione dei diritti e della cultura dei nativi americani.

Trump si è vantato: «Abbiamo aperto la strada per la costruzione degli oleodotti Keystone e Dakota Access, creando decine di migliaia di posti di lavoro,  e ho emanato una nuova direttiva perché i nuovi oleodotti  americani vengano fatti con l’acciaio americano».

Koronowski ribatte: «Prima di tutto, la direttiva di Trump che le pipeline devono essere fatte con l’acciaio americano rischia di avere poco effetto , perché l’industria siderurgica americana non è in grado di soddisfare i requisiti del progetto, e perché i segmenti delle pipeline sono in gran parte già stato acquistati e  costruiti. Ma c’è di più, un’ indagine di DeSmogBlog ha scoperto che una company dell’acciaio con legami con il presidente russo Vladimir Putin ha tutto da guadagnare se il progetto andrà avanti. L’affermazione di Trump che le pipeline Kystone e Dakota Access creerebbero decine di migliaia di posti di lavoro è falsa, ma non è nuova. L’industria e la compagnia che vuole costruire l’oleodotto hanno utilizzato per anni cifre come queste. Eppure, nel 2013 il Dipartimento di Stato ha scoperto che l’oleodotto Keystone XL creerebbe solo 35 posti di lavoro permanenti e 16.000 posti di lavoro temporanei diretti e indiretti, che non durerebbero ben oltre la fase di costruzione. Tuttavia, ogni anno pomperebbe petrolio pari alle emissioni di carbonio di 51 centrali a carbone. Allo stesso modo, l’oleodotto Dakota Access creerebbe solo 40 posti di lavoro permanenti».

Proseguendo nel suo discorso al Congresso, Trump ha assicurato che la sua amministrazione lavorerà con i membri “in entrambi i partiti” pe l’assistenza all’infanzia, il congedo familiare retribuito, e «per promuovere l’aria pulita e l’acqua pulita».

Durissimo il commento di Michael Brune, direttore esecutivo di Sierra Club, la più grande e diffusa associazione ambientalista Usa, che ha  detto: «Donald Trump ha pronunciato un discorso che ha scandalosamente, ma non sorprendentemente, divorziato dalla realtà di ciò che ha fatto e di cosa ha intenzione di fare. Nel suo primo mese, Trump ha costantemente attaccato le persone e i luoghi che amiamo e ha promosso politiche che cercano di annullare il tessuto con il quale è stato costruito il nostro Paese. Ogni persona merita il diritto di vivere in sicurezza, godere di libertà religiose e respirare aria pulita e bere acqua pulita. E’ tempo che Trump protegga questi diritti, piuttosto che promuovere politiche e di firmare ordini che li minano. Meno di otto ore dopo aver sventrato il Clean Water Rule ed aver messo a rischio l’acqua potabile di un americano su 3, Trump ha affermato che si prenderà cura di proteggere la nostra acqua pulita mentre non ha neanche la più grande minaccia globale che abbiamo di fronte: il cambiamento climatico. Cerchiamo di essere chiari, Trump non si preoccupa della nostra aria pulita, della nostra acqua pulita o del fatto che il cambiamento climatico minaccia le comunità americane Trump non sta mettendo gli americani prima, sta mettendo prima gli inquinatori delle corporations».

Secondo Rhea Suh, presidente del Natural resources defense council (Nrdc), quelle di Trump al Congresso sono  parole in libertà: «Guardate quello che sta effettivamente facendo. Poche ore prima del discorso, Trump ha emesso un nuovo ordine esecutivo che il Clean Water Rule, una pietra miliare del presidente Obama che protegge le fonti di acqua potabile per 117 milioni di americani. E il suo impegno per proteggere l’aria pulita? La sua proposta del 25% taglio di bilancio per l’Epa paralizzerebbe la capacità dell’Agenzia di monitorare lo smog e altri inquinanti pericolosi e di far rispettare le leggi ambientali sul substrato roccioso. Ma c’è di più: Trump ha affermato il suo impegno di mandare avanti i bulldozer per l realizzare le distruttive pipeline  Keystone XL e Dakota Access: progetti dei combustibili fossili sporchi che sappiamo metteranno in pericolo la nostra aria pulita e l’acqua e porteranno più inquinamento da carbonio che distrugge il clima».

La Suh ricorda che «Ridurre i finanziamenti fondamentali per l’Epa potrebbe costringere l’agenzia a tagliare un dipendente su 5  e renderebbe praticamente impossibile all’agenzia di fare il suo lavoro contro gli inquinatori industriali, per ridurre l’inquinamento climatico  e far rispettare le leggi fondamentali che proteggono le nostre aria, acqua e la salute. Ed è nuovo amministratore Epa di Trump, Scott Pruitt – un negazionista climatico che ha presentato 14 cause diverse per minare la stessa Agenzia ora sta dirigendo – ad essere responsabile del nostro futuro ambientale. Le funzioni vitali dell’Epa potrebbero essere eliminate dai tagli di bilancio promessi da Trump e da Pruitt, tra i quali: Binifica degli sversamenti di petrolio; Monitoraggio e limitare l’inquinamento distruggi-clima di centrali elettriche e auto e camion, smog e altri inquinanti atmosferici che minacciano la nostra salute; L’attuazione di programmi per l’efficienza energetica di elettrodomestici, computer e altri prodotti; Garantire la sicurezza dalle sostanze chimiche nei prodotti di consumo e dei pesticidi nel nostro cibo; Proteggere la nostra aria pulita e l’acqua potabile, laghi, fiumi, torrenti e zone umide. Programmi che costituiscono circa il 40% del bilancio totale del Epa».

Anche il portavoce di Greenpeace Usa,  Travis Nichols, prende spunto dai possibili tagli all’Environmental Protection Agency per criticare pesantemente il discorso del presidente Usa: «L’amministrazione Trump vede chiaramente le corporations  come suoi veri costituenti, non la gente di questo Paese. Per decenni, l’Environmental protection agency ha contribuito a proteggere la salute e la sicurezza delle persone quando le corporations li hanno messe in pericolo e l’amministrazione Trump ora vuole annullare tutto questo. Questi tagli proposti negano ogni eventuale buona intenzione mostrato da Trump durante il suo discorso al Congresso, comprese le sue vuote promesse di promuovere l’aria e l’acqua pulite. Mentre la strategia “zero out” avrebbe un impatto su quasi tutte le comunità negli Stati Uniti, un attento esame mostra che il peso di questi tagli cadrà più duramente sulla salute di americani a basso reddito e sulle persone di colore. Questo è razzismo ambientale in azione».

Secondo Greenpeace Usa, «L’azzeramento dell’attuazione del Clean Power Plan renderà difficile, se non impossibile, per gli Usa mantenere il loro impegno preso a Parigi, così come la volontà di tagliare 14 voluntary climate change partnership. Porterà anche ad un aumento delle morti da asma e premature, in particolare nelle aree urbane dense».

Nichols ricorda che «I villaggi dei nativi dell’Alaska, evidenziano già che, con  il calo del ghiaccio invernale e l’innalzamento del livello del mare, avranno meno difese mentre sono in prima linea sul fronte sui cambiamenti climatici. Queste comunità hanno bisogno di più fondi per trasferirsi e l’azzeramento di questi fondi li metterebbe ancora  più a rischio. Il discorso di ieri sera al Congresso non sarà l’ultima volta che Trump cercherà di  coprire, con un tono moderato e parole vuote, i danni che sta infliggendo alla gente di questo Paese. Questi tagli proposti dimostrano che non possiamo farci ingannare dai discorsi e che dobbiamo continuare a resistere al programma disastroso dell’amministrazione Trump».