Una petizione al Governatore. Il testo della lettera di Semi sotto la neve

Dopo Fukushima, difendere Kyoto. No al riavvio dei due reattori nucleari di Takahama

Mobilitazione per la città che ha dato il nome al Protocollo contro il cambiamento climatico

[12 marzo 2015]

Yukari Saito ci scrive per informarci che il Centro di documentazione Semi sotto la neve, «volendo fare qualcosa per il quarto anniversario del disastro nucleare di Fukushima, ha avviato una nuova petizione, “Stop the restart of the reactors in Takahama Nuclear Power Plant”  indirizzata al Governatore di Kyoto  K. Yamada» e chiede di firmarla on-line su change.org e  condividere le informazioni con quanti  potrebbero essere interessati. Lo facciamo volentieri pubblicando il testo integrale:

Tutelare Kyoto

Le calamità naturali succedono. Dopo piangiamo i morti, raccogliamo i pezzi, ricostruiamo e andiamo avanti.

Poi ci sono le calamità causate dall’uomo.

In passato la città di Kyoto fu distrutta molte volte a causa di scontri tra fazioni.

Risulta abbastanza ironico per una città il cui nome in origine era Heian-kyo – la capitale della pace e tranquillità.
Durante la Seconda Guerra Mondiale le fu risparmiata la bomba atomica grazie alla sua bellezza.

La città di Kyoto è nota nel mondo come un centro culturale straordinario, un luogo pieno di monumenti storici e sede di ben diciassette siti del patrimonio dell’umanità dichiarati dall’UNESCO. Il turismo a Kyoto è, infatti, in crescita: le statistiche del il 2013 mostrano una cifra mai vista prima – oltre 51 milioni di presenze. Il fascino di Kyoto sta anche nella sua cultura, che ci insegna come convivere con la natura senza la presunzione di dominarla.

Con la riattivazione di due reattori nel comune di Takahama, situato ad alcune decine di chilometri a nord di Kyoto, la minaccia di una calamità causata dall’uomo si presenta di nuovo. Un’altra ironia della sorte: Kyoto fu risparmiata dalla bomba atomica dai suoi nemici di allora, ma adesso è minacciata di nuovo dal governo del proprio Paese, in stretto rapporto con la lobby nucleare.

Dopo una calamità naturale raccogliamo i pezzi, ma dopo un incidente nucleare, come sappiamo bene attraverso l’esperienza di Fukushima, ai pezzi non possiamo nemmeno avvicinarci per anni e anni.

Naturalmente, speriamo con tutto il cuore che non succeda nulla con la riattivazione dei reattori.
Siccome non esiste, però, nessuna garanzia, non sarebbe preferibile per tutti, abitanti, turisti e future generazioni, evitare ogni rischio e TUTELARE KYOTO da qualsiasi minaccia?

Per questo chiediamo al Governatore di Kyoto, sig. Yamada, di fare quanto è in Suo potere per fermare la riattivazione dei reattori di Takahama. I beni del territorio di cui lei è il governatore sono stati tramandati da secoli, non si può rischiare di comprometterli.