Due petizioni per cambiare energia nell’Ue: “Vota il sussidio più ingiusto” e “Sono l’Aria che respiro”

In Italia le promuovono Legambiente e Wwf

[11 aprile 2017]

Legambiente – Comuni Rinnovabili obiettivo 100% ha scelto il giorno della deludente chiusura del G7 Energia di Roma per lanciare la campagna “European Fossil Fuel Subsidies Awards – Public Vote” del @CANEurope  contro i sussidi alle fonti fossili e spiega che «Le fonti fossili sono la principale causa dei cambiamenti climatici, ma anche dell’inquinamento atmosferico eppure queste vengono continuamente sussidiate con l’effetto di distorcere i mercati e disincentivare gli investimenti in energie rinnovabili ed efficienza energetica. Sono 590 i miliardi di euro all’anno che vanno alla produzione e al consumo di combustibili inquinanti come il carbone, petrolio e gas, e tale importo sarebbe di 10 volte più grande se dovessimo includere i costi ambientali e sulla salute associati all’utilizzo di questi combustibili (FMI Energia Sovvenzione database 2015)».

Aderendo alla competizione europea sui sussidi alle fonti fossili, lanciata dal CAN, Legambiente si unisce a quanti nel Mondo continuano a chiedere lo Stop ai sussidi alle fonti fossili,  puntando verso una veloce decarbonizzazione al 2050 e ad un futuro 100% rinnovabile

Per quanto riguarda il nostro Paese, Legambiente chiede a tutti un aiuto per «far conoscere i sussidi che lo Stato italiano continua ad elargire alle lobby dei combustibili fossili e vota il sussidio più ingiusto! Sono tantissime le forme di sussidio che i governi erogano alle compagnie del settore energetico fossile, e spesso decifrarli non è affatto semplice!» Secondo  l’ultimo rapporto, i sussidi alle fonti fossili in Italia sono stati 14 miliardi di euro solo nel 2016!

Può votare chiunque e da qualsiasi luogo può votare, basta farlo prima dell’8 maggio.

L’altra petizione paneuropea, “Sono l’aria che respiro”, è promossa da WeMive.EU e rilanciata in Italia dal Wwf in partenariato con European Environmental Bureau, Climate Action Network Europe, Health and Environment Alliance, WWF European Office, BUND – Friends of the Earth Germany e Sum Of Us-

Nella petizione, indirizzata ai ministri  della salute Beatrice Lorenzin e dell’ambiente Gian Luca Galletti, e ai Ministri Ue della Salute dell’ambiente, i sottolinea che «Fermate ora l’inquinamento atmosferico causato dalle centrali a carbone e lignite! Il voto è vicino, esprimetevi in favore dell’adozione di misure rigide per tutelare l’aria che respiriamo e salvaguardare l’acqua che beviamo dai residui tossici degli impianti di combustione. Difendete la nostra salute e l’ambiente, chiedete con forza l’adeguamento a una direttiva che riduca le emissioni degli impianti di combustione». I promotori della petizione spiegano che « La combustione fossile continua a mietere vittime. Colossali impianti di combustione sparsi per tutto il territorio europeo stanno avvelenando la nostra acqua e l’aria che respiriamo, e mentre loro accumulano enormi profitti noi non siamo più in grado di respirare. L’inquinamento non tiene conto dei confini nazionali e l’aria che respirano i cittadini francesi può essere avvelenata da emissioni di impianti che si trovano in Germania o in Inghilterra.  Per fermare tutto questo dobbiamo agire uniti e dare vita a un’azione collettiva in tutta Europa. Ora possiamo fare un grande passo in avanti».

La Coalizione ambientalista sottolinea che «Dopo anni di ritardi, negoziazioni lente e lunghe con gli stakeholder delle aziende e migliaia di morti inutili dovute all’inquinamento atmosferico, la Commissione europea ha avanzato la proposta di fissare degli standard per ridurre le emissioni che gli impianti a combustione devono rispettare; se non si adegueranno saranno costrette a chiudere. Se ogni centrale si adattasse alle misure e implementasse le tecnologie già disponibili dagli anni Ottanta (le famose BAT), il tasso di mortalità per la tossicità dell’aria calerebbe almeno dell’85%.  Se un buon numero di governi degli Stati membri votasse in favore della direttiva durante la sessione indetta dal Comitato permanente Ue per Ie emissioni industriali e fissata al 28 aprile, avremmo finalmente gli strumenti necessari per fermare questi giganti tossici – come nel caso di industrie presenti sul territorio tedesco e polacco. Ma la lobby industriale sta facendo molte pressioni sui governi degli Stati chiave in cui sarebbe fondamentale raggiungere la maggioranza dei voti e c’è il rischio che questa importante direttiva non venga approvata». I Paesi chiave sono la Germania e la Gran Bretagna, incluso anche il supporto indispensabile di Paesi come la Francia, l’Olanda, l’Italia e la Spagna per l’adozione degli standard.

Gli ambientalisti concludono con un appello ai ministri della salute e dell’ambiente, ma soprattutto ai cittadini dell’Unione europea: «Ogni giorno muoiono in Europa almeno 63 persone per via dell’inquinamento dovuto alle emissioni degli impianti a combustibile. Migliaia di cittadini sono colpiti da asma, o ricevono diagnosi di patologie polmonari e cardiache croniche. Non possiamo permetterci ulteriori ritardi. Esistono da tempo alternative alla combustione fossile e sono quelle basate su un’energia pulita, sicura, alleata dell’ambiente. E’ tempo di agire e chiedere che si faccia davvero qualcosa per sanare l’inquinamento atmosferico, ma abbiamo pochi giorni prima che i votanti facciano una scelta definitiva. Stiamo lanciando una campagna paneuropea per opporci alla lobby industriale e con il potere di tutta la comunità faremo pressione sui ministri dei paesi che hanno un ruolo chiave nella decisione. Li riempiremo di richieste provenienti da cittadini di tutte le parti d’Europa. Faremo pressioni in 6 lingue diverse, anche nella loro lingua d’origine. Ma dobbiamo agire ora, prima che scelgano definitivamente in che modo votare. Per favore, unisciti!»