E’ la Cina il più grande importatore netto di petrolio al mondo

[24 marzo 2014]

Secondo un rapporto della Energy Information Administration (Eia) Usa «nel settembre 2013, le importazioni nette di petrolio e di altri combustibili liquidi su base mensile della Cina hanno superato quelle degli Stati Uniti, diventando così il più grande importatore netto di petrolio greggio e altri liquidi in tutto il mondo. L’aumento netto delle importazioni di petrolio e di altri liquidi della Cina è guidato da una crescita economica stabile, con la rapida crescita della domanda di petrolio cinese che supera la crescita della produzione».

L’Eia sottolinea che la produzione totale annua di petrolio e altri liquidi degli  Usa è prevista in aumento del 31% tra il 2011 e il 2014 a 13,3 milioni di barili al giorno, soprattutto  da “tight oil plays”. Nello stesso periodo Intanto la produzione cinese aumenterà di “solo” il 5% e quest’anno dovrebbe essere solo un terzo della produzione statunitense.

La domanda di combustibili liquidi da parte della Cina nel 2014 raggiungerà oltre 11 milioni di barili al giorno nel 2014, mentre quella Usa è intorno ai 18,9 milioni di barili al giorno, ben al di sotto del picco del livello di consumo degli Stati Uniti di 20,8 milioni di barili al giorno nel 2005. Il diverso trend dei due colossi economici e politici del mondo lo si legge anche in un altro dato: tra il 2005 e il 2013 le esportazioni di prodotti petroliferi raffinati degli Usa sono aumentate di oltre il 173%, mentre c’è stato un abbassamento totale e di altri liquidi delle importazioni nette di petrolio degli Usa.

L’Eia  fa anche notare che «negli ultimi anni, a seguito della forte crescita della domanda di petrolio e dele recenti incertezze geopolitiche, la Cina ha diversificato le fonti delle sue importazioni di petrolio greggio. L’Arabia Saudita continua ad essere il più grande fornitore di greggio alla Cina e nel 2013 ha fornito il 19% della Cina dei 5,6 milioni di barili al giorno. Dato che i livelli della produzione di Iran, Libia, Sudan e Sud Sudan sono in calo dal  2011, la Cina ha sostituito le quote perdute con  importazioni di petrolio greggio e di altri liquidi provenienti da questi Paesi con importazioni da Oman, Iraq, Emirati Arabi Uniti, Angola, Venezuela e Russia».