Ecobonus, con l’apertura alle banche sventato pericolo

La Commissione bilancio della Camera approva un emendamento che estende la facoltà di cessione delle detrazioni

[24 maggio 2017]

La campagna di sensibilizzazione di Rete Irene ha avuto successo: «I beneficiari degli incentivi che si trovano nella no tax area (chi ha un reddito annuo inferiore a circa 8 mila euro) avranno la possibilità di cedere le proprie detrazioni non solo ai fornitori o ad altri soggetti privati, ma anche alle banche e agli intermediari finanziari. Questa facoltà riguarda gli interventi di riqualificazione energetica delle parti comuni condominiali (non quelli per la riduzione del rischio sismico) e si aggiunge alla nuova modalità di cessione riservata a tutti i beneficiari del cosiddetto ecobonus per condomini che, però, non può essere rivolta ai soggetti finanziari. Proprio quest’ultima fondamentale possibilità sarebbe stata cancellata se fosse stato approvato l’emendamento che inizialmente era stato presentato, che avrebbe abrogato la più grande conquista concettuale ottenuta solo pochi mesi fa, con l’ultima legge di bilancio: la garanzia che, per gli interventi di riqualificazione energetica condominiale più virtuosi (quelli che godono della detrazione del 70-75%) e per quelli di miglioramento sismico delle parti comuni condominiali (75-85%), le detrazioni possono essere fruite a prescindere dalla propria condizione fiscale, attraverso la cessione ad altri soggetti capienti.

Rete Irene  aveva evidenziato pubblicamente «le gravi conseguenze di una modifica che, se pur finalizzata ad agevolare i contribuenti più sfavoriti, avrebbe peggiorato la fruibilità degli incentivi per la maggioranza dei condòmini appartenenti alla classe media e avrebbe finito per ostacolare, anziché favorire, le decisioni condominiali» e ora ringrazia Antonio Misiani (PD), che si è adoperato per migliorare l’emendamento: in riferimento alla cessione operata dai capienti. Misiani ha sottolineato che  «Sotto il profilo finanziario, non c’è alcuna differenza tra l’utilizzo del bonus come detrazione in dichiarazione dei redditi ovvero mediante la cessione del credito».

Rete Irene sottolinea però che «Il provvedimento che risulta dalla modifica approvata appare un po’ macchinoso, in quanto suddivide i condòmini in due categorie distinte per le quali valgono regole diverse e che richiederanno soluzioni operative differenziate». Virginio Trivella, coordinatore del comitato tecnico scientifico di Rete Irene, aggiunge «Il sistema presenta ancora margini di miglioramento che nel continueremo a promuovere e che potrebbero ancora essere adottati, soprattutto per indirizzare le scelte dei condòmini verso i modelli di riqualificazione più integrati e profondi”, ha affermato  “Abbiamo presentato una serie articolata di suggerimenti, ma si deve riconoscere che la modifica approvata oggi rappresenta una novità importante: l’incrinazione del tabù della cessione alle banche, sia pure in misura limitata ai soli beneficiari appartenenti alla no tax area e per un limitato tipo di interventi, che però sono quelli che i condomini fanno più fatica a deliberare».

Il presidente di Rete Irene, Manuel Castoldi, conclude: «Quello compiuto dalla Commissione bilancio è un passo giusto verso un sistema di incentivazione equo ed efficace, utile per innescare l’avvio della trasformazione del patrimonio immobiliare costruito e di dare una risposta seria ai problemi dello spreco di energia e delle emissioni inquinanti e climalteranti. Attendiamo fiduciosi il passaggio in Aula e, subito dopo, il provvedimento dell’Agenzia delle entrate necessario per sbloccare le iniziative».