Ecoprogettazione, l’Ue pensa alle caldaie

[22 luglio 2015]

legge

Le caldaie a combustibile solido, rappresentando un significativo volume di vendite e di scambi commerciali hanno un significativo impatto ambientale ma hanno anche una potenzialità di miglioramento. Quindi la Commissione europea – coerentemente con quanto stabilito dalla direttiva sulla progettazione ecocompatibile – ha fissato attraverso apposito regolamento le specifiche per la progettazione ecocompatibile di tali prodotti.

Il regolamento pubblicato sulla Gazzetta ufficiale europea di ieri entrerà in vigore al ventesimo giorno dalla pubblicazione. Ma per consentire ai produttori un tempo sufficiente per riprogettare i propri prodotti le specifiche dovranno essere rispettate dal primo gennaio 2020.

Le specifiche riguardano la commercializzazione e la messa in servizio di caldaie a combustibile solido aventi una potenza termica massima pari a 500 chilowatt (kw), comprese quelle integrate in insiemi composti da una caldaia a combustibile solido, apparecchi di riscaldamento supplementari, dispositivi di controllo della temperatura e i dispositivi solari. Ma non riguardano le caldaie che generano calore solo per la produzione di acqua calda potabile o a fini sanitari; quelle per il riscaldamento e la distribuzione di vettori gassosi per il trasferimento del calore quali vapore o aria; quelle di cogenerazione per il riscaldamento d’ambiente aventi una potenza elettrica massima pari o superiore a 50 kW e quelle a biomassa non legnosa.

La Commissione ha effettuato uno studio preparatorio per analizzare gli aspetti tecnici, ambientali ed economici delle caldaie a combustibile solido tradizionalmente utilizzate negli ambienti domestici e nei locali adibiti ad attività commerciali. Lo studio ha dimostrato che gli aspetti ambientali identificati come importanti sono il consumo energetico durante la fase di utilizzo e l’emissione di particolato (polveri), composti organici gassosi, monossido di carbonio e ossidi di azoto durante la fase di utilizzo.

Infatti, il consumo energetico annuo delle caldaie a combustibile solido stimato è pari a 530 petajoule (Pj) (circa 12,7 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio Mtep) nel 2030 mentre le emissioni annuali arrivano a 25 chilotonnellate (kt) di particolato, 25 kt di composti organici gassosi e 292 kt di monossido di carbonio nel 2030. Ma, secondo lo studio è possibile ridurre in misura significativa il consumo energetico in fase di utilizzo dei prodotti utilizzando le specifiche per la progettazione ecocompatibile.

Così come è possibile ridurre ulteriormente l’impatto ambientale delle caldaie a combustibile solido attraverso le informazioni fornite dai produttori sullo smontaggio, riciclaggio e smaltimento del prodotto

Del resto il conseguimento dell’obiettivo di riduzione del consumo energetico e pure di materia passa anche attraverso la scelta informata del consumatore. Informazioni accurate, pertinenti e comparabili sul consumo specifico di energia, sullo smontaggio, sul riciclaggio o sullo smaltimento del prodotto possono orientare la scelta degli utilizzatori finali. I consumatori possono indirizzarsi verso prodotti che offrono o indirettamente comportano il minor consumo di energia e di altre risorse durante l’uso e l’intero ciclo di vita del prodotto.