Efficienza energetica in crescita nonostante il calo dei prezzi dell’energia

Rapporto Iea: i progressi più significativi in Cina. Politiche pubbliche essenziali

[10 ottobre 2016]

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Si è aperto ieri a Istanbul il 23esimo World energy congress, che quest’anno è dedicato alle “nuove frontiere” dell’energia settore.

Marie-José Nadeau,  presidente del World energy council, ha detto che «dattare la nuova realtà alle innovazioni tecnologiche e ai diversi modelli di business richiederà un grande sforzo e la nostra capacità nel rispondere prontamente a questo chiarirà chi sono i vincitori e i perdenti».

«Negli ultimi anni, le economie hanno bisogno di meno energia per crescere, in particolare in Cina e in altri Paesi in via di sviluppo, ma sono necessarie politiche più vigorose per raggiungere gli obiettivi climatici». E’ quanto emerge dall’Efficiency Market Report 2016  presentato oggi proprio al summit di Istanbul dall’Internationa energy agency (Iea), e che, mentre i governi si concentrano sui loro impegni per risparmiare energia e ridurre le emissioni di carbonio in base all’accordo di Parigi, mette in evidenza i progressi compiuti in tutto il mondo nel 2015 dalle politiche di efficienza energetica.

Secondo i rapporto Iea l’importanza del ruolo svolto dell’efficienza energetica nella transizione energetica globale non può essere sopravvalutata: «In poche parole, non ci sono energie e politica del cambiamento climatico realistiche o conveniente senza una componente importante e in aumento dell’efficienza energetica».

Il disaccoppiamento crescita economica energia sembrerebbe cosa fatta: a livello mondiale nel 2015 l’intensità energetica – la quantità di energia utilizzata per unità di Pil –  è migliorata dell’ 1,8%, «Il che significa l’economia globale necessaria di meno energia per crescere – sottolineano all’Iea –  Il miglioramento ha superato l’incremento dell’1,5% del 2014, ed è stato il triplo del tasso medio osservato negli ultimi 10  anni. Cosa c’è di più, i guadagni dello scorso anno sono stati raggiunti nonostante i prezzi dell’energia più bassi, che in genere smorzano l’entusiasmo per il risparmio energetico».

Ma il rapporto invita a non cantare vittoria: «Mentre molto è stato fatto, il progresso globale è ancora troppo lento. I miglioramenti globali dell’intensità energetica devono raggiungere almeno il 2,6% all’anno per mettere il mondo su una strada sostenibile verso un sistema energetico decarbonizzato».

Il direttore esecutivo dell’Iea, Fatih Birol, ha detto che «L’efficienza energetica è la risorsa un’energia che tutti i Paesi possiedono in abbondanza. Accolgo con favore il miglioramento dell’efficienza energetica globale, in particolare in un momento di prezzi energetici più bassi. Questo è un segno che molti governi spingono le politiche dell’efficienza energetica e che funziona».

Il Raporto evidenzia che «Le  politiche dell’efficienza energetica hanno lo scopo di fornire la massima quantità di beneficio sociale ed economico dall’energia che utilizziamo. Per questo motivo, sono strumenti essenziali per l’azione di governo che hanno un impatto reale sulla domanda globale di energia. Per esempio, nello scorso anno, gli standard del risparmio di combustibile delle auto in tutto il mondo hanno fatto risparmiare 2,3 milioni di barili al giorno di petrolio, pari al 2,5% della fornitura mondiale di petrolio».

Attualmente gli standard di efficienza riguardano il 30% del consumo di energia a livello globale, in crescita nel 2000 si era all’11%. Nel 2015m, dopo i miglioramenti dell’efficienza energetica iniziati nel 2000, il Paesi aderenti all’Iea hanno risparmiato 540 miliardi di dollari di spesa energetica.

Gli aumenti per l’intensità energetica nel 2015 sono stati più elevati nei Paesi non-Ocse ed è un trend che si prevede continuerà. Birol spiega che «Le grandi economie emergenti si stanno muovendo al centro della scena nella transizione energetica pulita e nella lotta contro l’inquinamento atmosferico, guidati dall’efficienza energetica e dalle fonti rinnovabili».

Come si è già detto, il  Paese che ha fatto i progressi più significativi è la Cina, dove l’intensità energetica migliorata del 5,6%, ben oltre il tasso medio annuo del 3,1% del decennio precedente. Secondo il rapporto. «Il progresso della Cina in termini di efficienza energetica sta lasciando la sua impronta sui mercati energetici globali. La domanda primaria di energia in Cina è cresciuta solo dello 0,9% nel 2015, il suo livello più basso dal 1997, mentre l’economia è cresciuta del 6,9%.Senza questo contributo, nel 2015 i miglioramenti dell’intensità energetica globale sarebbero stati solo dell’1,4%».

L’Iea ha identificato l’efficienza energetica come il “carburante” fondamentale nella transizione verso un’economia low carbon e il suo rapporto dimostra che «Oltre un terzo di tutte le riduzioni di emissioni necessarie per raggiungere gli obiettivi climatici entro il 2040 deve venire da politiche di efficienza energetica. Nel 2015, gli incrementi dell’efficienza nei Paesi membri del Iea sono stati abbastanza grandi da alimentare il Giappone, rendendo l’efficienza una componente essenziale di un sistema energetico sostenibile e sicuro».

L’Efficiency Market Report 2016 dimostra anche il ruolo centrale delle politiche governative per incrementare l’efficienza energetica e conclude che «Questo dimostra che le politiche devono essere rafforzate  e ampliate per aumentare i potenziali guadagni dell’efficienza energetica».

L’Iea ha anche presentato l’Efficiency policy progress index (Eppi), che tiene traccia delle politiche obbligatorie e stabilisce una baseline  per monitorare i progressi futuri.