Emissioni inquinanti, bloccata la legge di Obama, esulta l’industria fossile (VIDEO)

Ma i benefici per la salute dei nuovi regolamenti superano i costi per le Big Coal

[30 giugno 2015]

Corte Suprema smog

La Corte Suprema degli Stati Uniti ha bloccato il progetto di legge dell’amministrazione di Barack Obama per limitare le emissioni di gas serra da parte delle centrali elettriche Usa. Con soli 5 voti contro 4 la Corte Suprema ha infatti stabilito l’Environmental Protection Agency non ha considerato il costo finanziario totale che l’industria dovrebbe sostenere per le modifiche che dovrebbe apportare alle centrali ad energie fossili per adeguarsi ai nuovi limiti di emissioni. La sentenza riguarda in particolare i Mercury and Air Toxics Standards (Mats).

Tre anni fa l’amministrazione Obama aveva imposto nuove regole per limitare le emissioni di sostanze tossiche, compreso il mercurio, ma la lobby industriale Usa, spalleggiata dai Repubblicani, si è subito opposta alle misure e la questione ora torna alla Corte d’Appello degli Stati Uniti

La questione è stata portata davanti alla Corte Suprema dalla lobby delle energie fossili e  da  21 Stati Usa con governatori repubblicani che sostengono che il costo per installare i dispositivi per abbattere le emissioni di sostanze inquinanti sarebbe costato 9,6 miliardi di dollari all’industria energetica. Il provvedimento interesserebbe  600 centrali elettriche, la maggior parte a carbone, molte delle quali in attività nel Midwest e nel Sud degli Usa, non a caso tra i più feroci oppositori (e finanziatori dei repubblicani) alla regolamentazione Epa c’è anche Peabody Energy, il più grande produttore di carbone statunitense.

Il governo Usa  ha fatto diversi tentativi di rafforzare il Clean Air Act, ma secondo la Corte Suprema le ultime direttive avrebbero dovuto includere i costi economici, oltre ai rischi per la salute. Il giudice Antonin Scalia, uno dei 5 che hanno votato contro il provvedimento federale, ha detto che l’ Environmental Protection Agency (Epa) «Deve considerare il costo – tra cui, soprattutto, i costi di adeguamento – prima di decidere se il regolamento è opportuno e necessario». I nuovi regolamenti erano entrati in vigore ad iniziare da aprile e l’Epa si è detta delusa dalla decisione della Corte Suprema, ma ha sottolineato che molte compagnie energetiche avevano già investito nell’adeguamento delle loro centrali per ridurre le emissioni inquinanti.

Vickie Paton, dell’Environmental Defense Fund che ha sostenuto il regolamento approvato dall’amministrazione Obama, ha detto che «L’Epa dovrebbe essere in grado di affrontare le preoccupazioni sollevate dalla Corte perché ha già analizzato l la parte economica che dimostra che i benefici per la salute per la nostra nazione superano di gran lunga i costi».

I Mats, perfezionati nel 2012, richiedono che le centrali elettriche a carbone riducano le emissioni di mercurio  del  91% e limitano fortemente le emissioni di altri inquinanti tossici, come arsenico, cromo, e il gas di acido cloridrico, che sono collegati a diversi  problemi di salute. Le nuove nome erano infatti destinate in gran parte a proteggere i bambini e le mamme in attesa, dal momento che l’esposizione al mercurio nel grembo materno può causare danni neurologici permanenti e gravi ritardi nello sviluppo cognitivo. La Corte Suprema non ha invece tenuto conto di quanto sostiene l’Epa: i benefici per i cittadini e l’ambiente Usa sarebbero molto più grandi – tra 37 ed i 90 miliardi di dollari all’anno – grazie alla diminuzione delle morti precoci, delle malattie e dei giorni di lavoro persi a causa dell’inquinamento.

Mary Anne Hitt, direttrice della  Beyond Coal Campaign di Sierra Club, la più grande e diffusa associazione ambientalista Usaconclude: «Come madre, sono inorridita dalla volontà della Corte di ritardare le protezioni che garantiscano il diritto di tutti i bambini a crescere sicuri, sani e protetti dall’inquinamento. Le protezioni che questa Corte ha respinto proteggerebbero i nostri bambini dai danni neurologici permanenti causati dall’ esposizione al mercurio tossico e e prevenire fino a 11.000 morti premature, 4.700 infarti e 130.000 attacchi di asma ogni anno. In pratica, la decisione odierna non risolleverà le sorti delle Big Coal o rallenterà la transizione della nostra nazione verso l’energia pulita. La maggior parte dei programmi delle utilities hanno da tempo preso decisioni su come soddisfare lo standard. Solo qualche dozzina di impianti a carbone ancora oggi operano senza controlli dell’inquinamento per sostanze tossiche come il mercurio e non hanno piani chiari per istallare sistemi contro l’inquinamento dell’aria. Tuttavia, questa decisione sbagliata solleva preoccupazioni per i nostri bambini e le donne incinte, dato che le utilities possono ritardare ulteriormente le decisioni per la conformità, o utilizzarla come una scusa per rifiutarsi di eseguire i controlli sull’inquinamento. È per questo che l’Epa e l’amministrazione Obama devono ora proporre rapidamente misure di salvaguardia riviste che ripristinino almeno lo stesso livello di protezione. E’ il momento di agire per assicurarci che i progressi compiuti nel ripulire l’inquinamento nocivo non subiscano una fase di stallo e, inoltre, per fare in modo che tutti i bambini in America possano crescere sani e al sicuro».

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