Energia: i consumi Ue 2016 al di sopra degli obiettivi di efficienza energetica. Italia meglio della media Ue

Lo scarto è del 4% per l’energia primaria e del 2% per il consumo finale di energia

[7 febbraio 2018]

L’Unione europea si è impegnata a ridurre entro il 2020 del 20% il suo consumo di energia.  Si tratta dell’obiettivo sull’efficienza energetica del 20% secondo il quale l’Ue si impegna a raggiungere entro il 2020 un consumo di energia primario inferiore o uguale a  1 miliardo e 483 milioni di tonnellate equivalenti (1.483 Mtep) e ad arrivare a un consumo di energia finale inferiore o uguale a 1,086 Mtep.

Ma le cose non sembrano andare benissimo, un rapporto di Eurostat, l’ufficio statistico dell’Unione europea,  rivela che «Nel 2016, il consumo di energia primaria nell’Ue si allontanava del 4% dall’obiettivo dell’efficienza energetica. Dal 1990, primo anno per il quale sono disponibili dei dati, il consumo è diminuito dell’1,7%. Tuttavia, col passare degli anni, lo scarto in rapporto all’obiettivo di consumo dell’energia primaria è fluttuato molto». Nel 2006 questo scarto tra obiettivi e dati reali era arrivato al record del 16,2% (1.723 Mtep), mentre nel 2014 aveva raggiunto il minimo, calando all’1,7% (1,509 Mtep). Il rapporto Eurostat fa notare che «Nel corso degli ultimi due anni, lo scarto ha ricominciato a crescere per stabilirsi al 4% sopra de l’obiettivo fissato per il 2020, con un consumo di 1.543 Mtep nel 2016».

Va un po’ meglio per il consumo finale di energia che nel 2016 si è attestato a un  più 2% rispetto all’obiettivo Ue. Eurostat spiega che «Il consumo di energia finale nell’Ue è aumentato del 2,1% tra il 1990 (1.085 Mtep) e il 2016 (1.108 Mtep), Il livello di consumo di energia finale più basso è stato registrato nel 2014 (1.063 Mtep, 2,1% al di sotto dell’obiettivo) e il più elevato nel 2006 (1.194 Mtep, 10% al di sopra dell’obiettivo). nel 2015, l’Ue aveva raggiunto l’obiettivo dell’efficienza energetica 1,086 Mtep, ma nel 2016 il consumo ha ri-oltrepassato l’obiettivo (2%)».

Il consumo di energia primaria corrisponde alla domanda totale di energia di un Paese. Il consumo finale di energia rappresenta il totale dell’energia consumata dagli utilizzatori finali, quali industria,  trasporti, utenze domestiche, servizi e agricoltura.

Eurostat fa notare anche che «Nel 2016, il consumo interno lordo di energia nell’Unione europea, che riflette la quantità di energia necessaria per soddisfare l’insieme del consumo interno, è arrivato a 1.641 Mtep. Questo rappresenta un calo del 10,8% in rapporto al livello record di circa 1.840 Mtep registrato nel 2006, ma un aumento del 6,1% rispetto al livello del decennio 1996-2006».

Mentre, tra il 1996 e il 2006, il consumo di energia è aumentato in 19 Stati membri dell’Ue, tra il 2006 e il 2016 solo Estonia (+13,4%, e 6,2 Mtep nel 2016) e Polonia  (+3,2%, e  99,9 Mtep nel 2016).  hanno registrato un aumento. Tra i 26 Stati membri nei quali il consumo di energia è calato durante gli anni della crisi economico/finanziaria (mediamente del 10%), la Grecia (-23,6%), Malta (-22,5%) e Romania (-20,2%) hanno registrato i cali più alti.

E l’Italia come è messa? Meglio della media europea: tra il 2006 e il 2016 i nostri consumi energetici sono calati del 17,8% (154,7 Mptep), scendendo a livelli più bassi di  quelli del 1996 (162,4 Mtep) e ancora di più rispetto al record di 188,3 Mtep del 2006.