Energia: investimenti in calo dell’8% nel mondo, ma aumentano per rinnovabili ed efficienza energetica

Rapporto Iea: occorre puntare di più sulle fonti pulite per arrivare alla stabilizzazione climatica

[15 settembre 2016]

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Il “World Energy Investment 2016” (Wei 2016), nuovo rapporto dell’International energy agency (Iea), dimostra che l’industria elettrica sta guidando un ampio ri-orientamento degli investimenti nel settore energetico, ma avverte che bisogna fare  di più per raggiungere gli obiettivi climatici e affrontare i problemi della sicurezza energetica.

Il rapporto Iea, un’analisi dettagliata degli investimenti nel sistema energetico mondiale, sottolinea che  «gli investimenti globali sull’energia sono scesi dell’8% nel 2015», con un calo nel petrolio e nel gas, mentre continuano robusti  investimenti nelle energie rinnovabili, nelle reti elettriche e nell’efficienza energetica.

Il Wei 2016 evidenzia che «Nel 2015, gli investimenti totali nel settore energetico hanno raggiunto gli 1,8 trilioni di dollari, in calo dai 2,0 trilioni di dollari nel 2014. Questo dimostra che il sistema energetico sta subendo un ampio ri- orientamento verso l’energia low-carbon e l’efficienza, ma gli investimenti nelle principali tecnologie energetiche pulite deve essere ulteriormente estesi per mettere l’economia mondiale sulla strada della stabilizzazione climatica».

Presentando il Wei 2016, il direttore esecutivo dell’Iea, Fatih Birol, ha detto: «Vediamo un ampio spostamento della spesa  verso l’energia pulita, spesso grazie a delle politiche governative. Il nostro rapporto dimostra chiaramente che tali misure dei governi possono funzionare e che sono la chiave per una transizione energetica di successo. Ma mentre è stato raggiunto un certo progresso, gli investitori hanno bisogno di chiarezza e certezza da parte dei policy makers. I governi devono non solo mantenere, ma aumentare il loro impegno per raggiungere gli obiettivi di sicurezza energetica e climatici».

Nel 2015, ancora una volta, è stata la Cina, con una spesa di 315 miliardi di dollari, il più grande investitore del mondo nell’energia, grazie all’impegno a costruire centrali low-carbon e reti elettriche, ma anche all’attuazione di politiche per l’efficienza energetica.

Gli investimenti energetici Usa nel 2015 sono arrivati a circa 280 miliardi di dollari, con un calo di quasi 75 miliardi di dollari a causa dei prezzi bassi del petrolio e della deflazione dei costi, che rappresentano la metà del totale del calo della spesa globale di energia.

Medio Oriente e Russia sono le regioni più resistenti ai tagli di spesa, grazie ai minori costi di produzione i Medio Oriente e ai movimenti valutari in Russia. «Di conseguenza – dice il rapporto Iea – le compagnie petrolifere nazionali rappresentavano il 44% degli investimenti overall upstream, il massimo storico».

I 313 miliardi di dollari di investimenti nelle energie rinnovabili rappresentano quasi un quinto della spesa totale di energia nel 2015, il che fa delle fonti rinnovabili la più grande fonte di investimento energetico. Il rapporto evidenzia che «Mentre la spesa per la renewable power capacity è stata piatta tra il 2011 e il 2015, la produzione di elettricità dalla nuova capacità è aumentata di un terzo, riflettendo il rapido calo dei costi calo dei costi per le turbine eoliche e il solare fotovoltaico».  Nel 2015, gli investimenti nelle energie rinnovabili sono stati più che sufficienti per coprire la crescita globale della domanda di energia elettrica.

Ma occorre potenziare gli investimenti  nelle innovazioni tecnologiche e nelle reti intelligenti e nello stoccaggio energetico, che dovrebbero svolgere un ruolo cruciale nell’integrazione di ampie quote di eolico e solare. Mentre dal 2010 al 2015 gli investimenti nelle batterie per lo stoccaggio grid-scale  sono aumentati di 10 volte, il loro valore è prevalentemente indirizzato a completamento della rete, che continua ad assorbire investimenti molto più grandi.

Invece, gli investimenti globali per la produzione di elettricità con il gas sono diminuiti di quasi il 40%. Infatti, come spiega l’Iea, nonostante gli impegni presi dai governi a Parigi, «I mercati asiatici hanno continuato a favorire gli investimenti nelle centrali a carbone. L’attività di investimento nell’energia da gas in Europa è rimasta in sordina, nonostante le grandi dismissioni [di centrali] previste nel prossimo decennio».

La spesa per l’efficienza energetica nel 2015 ha segnato un record: più 6% di investimenti, grazie a politiche governative come gli standard minimi che riguardano una quota crescente di nuovi edifici, elettrodomestici e veicoli a motore. In alcuni Paesi, i prezzi bassi del petrolio hanno rallentato il trend verso veicoli che consumano meno carburante, in particolare negli Usa, dove il tasso di miglioramento dell’efficienza nel 2015 è stato di due terzi inferiore a quello degli ultimi anni.