Entra nel vivo la vendita della centrale Enel di Livorno

[3 ottobre 2016]

centrale marzocco livorno enel

Agli albori della crisi, nel 2009, era rimasta accesa per quasi 5mila ore; nel 2013 queste erano letteralmente crollate a 4, e oggi quella del “Marzocco” è ufficialmente una «ex centrale termoelettrica». Un tempo alimentata con l’inquinante olio combustibile, la centrale di proprietà Enel a Livorno è in cerca d’acquirenti. La fase di vendita «sarà avviata nelle prossime settimane».

A dare notizia delle tempistiche è la società di consulenza economica Nomisma, che è stata individuata da Enel come coordinatrice del progetto di riqualificazione della ex centrale di Livorno; insieme a lei  opererà lo studio legale immobiliare ERRELegal, come consulente per gli aspetti legali.

«Tutti gli attori coinvolti nel progetto lavoreranno affinché la valorizzazione del sito – spiegano da Nomisma – avvenga secondo la politica e la mission di Enel, promuovendo nel contempo la miglior possibile interazione con il territorio circostante e le autorità pubbliche competenti, Comune ed Autorità Portuale di Livorno in primis, perseguendo l’obiettivo finale della dimissione, in blocco ovvero in forma frazionata, sul libero mercato».

Si avvia così anche per Livorno la fase operativa di Futur-E, il progetto ufficialmente lanciato da Enel nel 2015 per individuare nuove destinazioni d’uso a 23 centrali (solo per una, a Porto Marghera, la vendita può già dirsi conclusa) sparse lungo lo Stivale. Centrali ormai obsolete, alimentate a carbone come a gas o a olio combustibile, spiazzate da una domanda d’energia che non tornerà mai più ad avere la composizione pre-crisi.

Sia la centrale Marzocco di Livorno sia la Torre del Sale di Piombino rientrano in quest’ultima tipologia. A Piombino la centrale pare ormai avviata a convertirsi in centro commerciale, mentre a Livorno Enel è ancora a caccia di avances: sarà il pool di consulenti ad adoperarsi per trovare una destinazione d’uso al Marzocco. Da un punto di vista ambientale, le emissioni in atmosfera provenienti dalla centrale non subiranno ulteriori tagli, visto che l’impianto è già spento. Per una riconversione del sito, naturalmente, è però imprescindibile (e salutare) operare una bonifica dell’area.

«La ex centrale termoelettrica “Marzocco” di Livorno è sita al centro del porto industriale di Livorno; l’area interessata occupa una superficie territoriale di circa 13 ettari e gode – pubblicizzano da Nomisma – grazie alla sua collocazione strategica, di un’evidente potenzialità di valorizzazione per usi diversi dalla produzione di energia elettrica, in linea con le previsioni di razionalizzazione e modernizzazione del sistema portuale di Livorno». La caccia ai clienti è aperta.

L. A.