Eolico, il flop delle aste competitive

[8 ottobre 2014]

Le aste competitive per l’eolico “sono state un vero fallimento”. Dopo le prime tre sessioni d’asta per l’assegnazione degli incentivi il giudizio di ANEV (l’Associazione nazionale energia del vento) non lascia alcun dubbio.

Per quanto riguarda la prima asta, tenuta nel 2012, sono entrati in esercizio solo 217 MW di impianti eolici, su un totale di 442 MW ammessi all’incentivo: vale a dire solo il 46%. Per la seconda asta, nel 2013, 113 MW sono in costruzione (non ancora in esercizio) su un totale di 465 ammessi agli incentivi. Secondo ANEV, quindi, “aggregando i dati si può dire che su 907 MW aggiudicati per il 61%, ovvero 550 MW, non si è nemmeno iniziata la costruzione.”

E per il 2014? I MW contendibili sono stati 356, ma i risultati mostrano un progressivo innalzamento dei livelli di sconto che renderà presumibilmente irrealizzabile gran parte degli impianti in graduatoria.

Nell’anno in corso, inoltre, sono stati installati complessivamente solo 35 MW di impianti eolici, mentre nel 2012 ne furono installati 1.273. Un crollo delle installazioni, dovuto principalmente al sistema incentivante delle aste, ma anche all’aumento del contenzioso che blocca ulteriormente le poche iniziative in fase di realizzazione.

Dati alla mano, per ANEV, l’esperienza delle aste è stata un fallimento, “avendo spostato l’obiettivo sul raggiungimento di sconti significativi per aggiudicarsi l’asta, piuttosto che sul raggiungimento di un livello di sconto sugli impianti in esercizio.” Inoltre, le aste avrebbero fallito anche rispetto all’intento iniziale di favorire le realtà industriali con know-how specifico, dato che, ancora una volta, molti dei soggetti iscritti alle aste sono “sviluppatori” più o meno improvvisati, che potrebbero non avere le competenze tecniche e le risorse economiche per portare a compimento un impianto.

Il Ministero dello Sviluppo dovrà porre rimedio rapidamente alla situazione, per evitare un ulteriore blocco dell’eolico anche nel 2015, pubblicando tempestivamente il Decreto per definire i contingenti dal 2016 al 2020 come prevede la legge, e se non porrà in tale decreto gli adeguati correttivi, l’intero sistema vedrà il collasso con le facilmente prevedibili ripercussioni in termini di investimenti e occupazione.

Si chiede ANEV: «È questo che vuole il Governo Renzi? Peraltro si perderebbe anche il positivo risultato di riduzione dei costi dell’incentivo raggiunti con i meccanismi competitivi che oggi, per l’eolico, sono pari a meno di 15 Milioni di euro all’anno sui 12 Miliardi incentivi previsti per le rinnovabili, pari allo 0,12% [n.d.a: complessivamente, la fonte eolica è incentivata con circa 1.381 milioni di euro all’anno, ma la maggior parte di questi incentivi sono ascrivibili ai Certificati Verdi]. È poi indispensabile rendere operativo il meccanismo di scorrimento della graduatoria prima dei 42 mesi attualmente previsti, che oggi ne rende impossibile l’applicazione, mentre basterebbe prevedere meccanismi di controllo dell’avanzamento delle realizzazioni e consentire l’uscita anticipata dalle graduatorie dei progetti irrealizzabili».