Eolico, che numeri per la festa del Wind Day

[17 giugno 2014]

Per risparmiare sul costo dell’energia elettrica è importante confrontare le migliori tariffe di fornitura per la propria casa, ma se il risparmio riuscisse a coniugarsi anche con la sostenibilità ambientale e con modalità di produzione pulite sarebbe ancora meglio. Lo dimostra il boom dell’energia rinnovabile prodotta da eolico, i cui successi sono stati celebrati ieri nel corso del Wind Day.

La giornata dell’energia creata dal vento, ideata e promossa dall’Ewea (European Wind Energy Association, ndr) e dal Gwec (Global Wind Energy Council, ndr), festeggia chi ha creduto e investito, per uso personale o collettivo nelle potenzialità dell’eolico, anche grazie alle numerose misure di incentivazione previste dai diversi Stati europei in favore di privati e aziende.

Gli ultimi dieci anni hanno visto crescere di ben 10 volte la potenza eolica installata, oggi pari a 300 Gigawatt. In Italia siamo arrivati a “8.650 MegaWatt installati a fine 2013, tra impianti di grande taglia e mini eolico, che hanno consentito di soddisfare i fabbisogni di oltre 5,5 milioni di famiglie attraverso 14,8 TeraWattora prodotti dal vento (quasi il 5% dei consumi complessivi)”.

Inutile negare quindi che questa crescita può portare con sé vantaggi non solo ambientali, ma anche economici e, perché no, occupazionali. Così sostiene Legambiente, che col suo vicepresidente Edoardo Zanchini ha commentato: “L’eolico è oggi una realtà in Italia e in tutti i continenti che nessuno può più considerare marginale, in particolare in un periodo di crisi e di necessità di ridurre consumi e importazioni di fonti fossili, un Paese come l’Italia ha tutto da guadagnare nel puntare sull’eolico. Oggi siamo a un passaggio decisivo, perché le rinnovabili garantiscono oltre un terzo dell’energia elettrica consumata in Italia e possiamo costruire un modello energetico moderno e distribuito incentrato su efficienza energetica e rinnovabili”.

Zanchini ha colto anche l’occasione per appellarsi all’Esecutivo, affinché semplifichi le condizioni per gli investimenti su eolico e mini-eolico, e renda chiare deleghe e competenze per le autorizzazioni.  «In tante Regioni è di fatto impossibile realizzare nuovi impianti eolici: dalla Sicilia alla Sardegna, dall’Emilia Romagna alle Marche, norme e linee guida bloccano ogni tipo di progetto. Inoltre, le Soprintendenze sempre più spesso bloccano i progetti anche quando sono al di fuori di aree protette e di vincoli per un pregiudizio estetico sempre più evidente».

Veronica Benigno