Estrazione di petrolio nel Parco del Virunga, il Wwf contro il governo della Rdc

La Norvegia ritira investimenti per 33 milioni di dollari

[12 luglio 2013]

Il Wwf della Repubblica democratica del Congo (Rdc) ha denunciato le licenze di sfruttamento petrolifero concesse alla compagnia britannica Soco nel Parc national des Virunga, una delle aree protette più famose del mondo, dove vivono gli ultimi gorilla di montagna.

Il Wwf Rdc chiede al governo centrale di Kinshasa di applicare la legge che vieta l’estrazione di petrolio nelle zone protette.

René Ngongo, coordinatore del Wwf Rdc ha detto al giornale congolese Le Potentiel che «la Soco ha ottenuto dal governo un permesso di sfruttamento nel blocco 5, che copre circa l’85% del Parc nationale des Virunga. È un permesso che è stato deliberato dalle autorità competenti ma che entra in contraddizione non solo con le leggi congolesi ma anche con gli impegni internazionali presi dalla Rdc». Il Virunga è Patrimonio mondiale dell’umanità ed è il più vecchio parco nazionale africano.

Per questo il Wwf Rdc «chiede con insistenza al governo di tener conto delle leggi della Rdc», soprattutto di quella sulla conservazione della natura che vietata ogni attività in grado di nuocere all’ambiente.

L’ordinanza presidenziale che dà il via alle trivellazioni e alla produzione di petrolio nel Parco nel  blocco 5 del Rift Albertin Est del Virunga a Soco international era stato firmato dal presidente Joseph Kabila nel giugno 2010, ma l’operazione era stata ostacolata dalla contrarietà dell’Institut congolais pour la conservation de la nature (Iccn), di amministratori locali e delle associazioni ambientaliste.

«Solo due settimane fa – ha detto ricordato Ngongo intervistato da Radio Okapi, l’emittente dell’Onu in Rdc – il comitato del patrimonio dell’Unesco si è visto ancora una volta respingere la sua richiesta allo Stato congolese di annullare tutti i permessi di sfruttamento petrolifero all’interno del Parc nationale des Virunga».

Il pericolo è altissimo perché oltre la  Soco International anche la multinazionale francese Total sta fortemente premendo per poter estrarre il petrolio del Graben Albertine, che attraversa il Parco dei Virunga.

Diverse associazioni ambientaliste e che difendono i diritti umani nella Rdc fanno notare che «le attività petrolifere in questo Parco entrano in conflitto con la legge forestale che vieta ogni attività umana in un’area protetta», si teme soprattutto che l’estrazione del petrolio inquini il lago Edoardo, dove vivono numerose specie animali, floreali e di acqua dolce.

Intanto le pressioni stanno dando qualche frutto: l’8 luglio l’Oljefondet, un grosso fondo statale norvegese di investimento petrolifero, ha ritirato investimenti per più di 33 milioni di dollari nella Soco International  dopo che il Wwf Norvegia aveva protestato perché i fondi pensione stavano finanziando la distruzione del Parco dei Virunga.