Europe Beyond Coal; la società civile insieme per far uscire l’Europa dal carbone

Una nuova ricerca conferma i devastanti effetti del carbone sulla salute

[2 novembre 2017]

Molte organizzazioni provenienti da 28 Paesi – Albania, Austria, Bosnia-Erzegovina, Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, Irlanda, Italia, Kosovo, Macedonia, Montenegro, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Romania, Serbia, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Turchia – hanno lanciato la campagna Europe Beyond Coal «Per combattere gli impatti dei cambiamenti climatici e dell’inquinamento atmosferico« e «per accelerare l’abbandono del carbone in favore delle energie rinnovabili».

La coalizione spiega che «La campagna presenta un nuovo modello per valutare gli impatti sulla salute delle emissioni che, tra l’altro, evidenzia come nel 2015 le sole centrali a carbone dell’Ue sono state responsabili di un numero di morti premature stimato in 19.500 persone, nonché di 41.000 casi di bronchite cronica nei bambini. Anche i costi legati agli impatti sanitari sono impressionanti: fino a 54 miliardi di euro, considerando sempre il 2015».

Dal 2016 le organizzazioni che aderiscono a Europe Beyond Coal – che prende chiaramente spunto da Beyond Coal lanciata già da anni negli Usa da Sierra Club, la più grande e diffusa associazione ambientalista statunitense –  hanno contribuito a far chiudere 16 centrali a carbone in Europa, e altre 39 sono in procinto di chiudere..

Kathrin Gutmann, direttrice della campagna Europe Beyond Coal, sottolinea: «Chiediamo a tutti i governi, città, aziende, banche e investitori di accelerare gli sforzi per abbandonare il carbone prima della COP24 che si terrà in Polonia nel 2018. La Conferenza sul Clima di Bonn, che prenderà il via la prossima settimana, è un’eccellente opportunità per ulteriori e più ambiziosi impegni da parte di tutti i Paesi».

I governi di Italia, Olanda, Regno Unito, Finlandia, Francia e Portogallo si sono impegnati ad abbandonare il carbone entro il 2025 o il 2030. La richiesta è che «questi annunci si trasformino immediatamente in azioni, accelerando così la chiusura delle 293 centrali rimanenti«,

Greenpeace, che aderisce alla coalizione, evidenzia che «L’Italia, che ha nei giorni scorsi annunciato l’abbandono del carbone entro il 2025, è ora chiamata a svolgere un ruolo decisivo in Europa, soprattutto nei negoziati che porteranno all’approvazione del pacchetto di misure europee “Clean energy for all”, attualmente in discussione a Bruxelles. Il nostro Paese deve investire sullo sviluppo delle rinnovabili, sia nell’ambito dei confini nazionali che al di fuori degli stessi, sostituire il carbone con fonti pulite e rinnovabili come sole e vento ed esprimere una leadership forte in Europa sulle politiche climatiche