Exxon: nel 2040 domanda di energia mondiale in crescita del 25%, emissioni +10% (VIDEO e INFOGRAFICA)

32% petrolio, 25% gas, 20% carbone, 7% nucleare, 4% di eolico, solare e biocarburanti, 12% altre energie

[9 gennaio 2017]

Secondo il rapportoOutlook for Energy:  Journey to 2040” della più grande multinazionale petrolifera del mondo, ExxonMobil, entro il 2040 la richiesta globale di energia aumenterà del 25%. Una previsione della quale tener conto, visto che l’amministratore delegato della Exxon, Rex Tillerson, è stato nominato segretario di Stato dal presidente eletto Usa Donald Trump.

La Exxon afferma che «nei prossimi 25 anni, le economie in crescita e una classe media in espansione significheranno migliori condizioni di vita per miliardi di persone, con un maggiore accesso a un’istruzione e a un’assistenza sanitaria migliori, così come a nuove case, elettrodomestici e automobili. Questo significa che il mondo avrà bisogno di più energia, anche con significativi progressi nell’efficienza».

La multinazionale ritiene che, con la popolazione mondiale che entro il 2040 dovrebbe aumentare di 1,8 miliardi di persone, raggiungendo quota 9 miliardi, la domanda globale di energia aumenterà del 25% e che il 45% di questo aumento sarà dovuto all’India e alla Cina. Exxon prevede inoltre anche che, nel complesso, la domanda globale di energia per i trasporti aumenterà del 25%, ma che il consumo di energia per il trasporto di merci sarà superiore del 50% rispetto ad oggi.

Eppure, nonostante questo quadro di insieme, l’Outlook for Energy prevede che le emissioni globali di gas serra aumenteranno “solo del 10%”, raggiungendo il loro picco nel 2030 e poi calando, grazie ai miglioramenti in termini di efficienza energetica di edifici, trasporti, industria e produzione di energia. Un aumento comunque lontanissimo dagli obiettivi dell’Accordo di Parigi sul clima sottoscritto da tutti i Paesi del mondo nel 2015.

Secondo il rapporto Exxon, entro il 2040 il gas naturale fornirà il 25% di tutto il fabbisogno mondiale di energia e assicura che l’85% delle risorse di gas che si dice siano ancora da sfruttare forniranno – agli attuali livelli di consumo – energia sufficiente per più di 200 anni. L’energia nucleare e le energie rinnovabili (che la Exxon ritiene “pulite” allo stesso modo, facendo inorridire gli ambientalisti e molti scienziati) dovrebbero avvicinarsi insieme al 25%, più o meno la stessa quota del gas.

Il rapporto evidenzia che «saranno necessari tutti i tipi di energia  per soddisfare la domanda mondiale, con l’utilizzo di ognuno di loro che dovrà continuare ad evolversi in modi progettati per ridurre il loro impatto ambientale». Come sottolinea Alex Kirby su Climate News Network, «forse non a caso, dato il suo pedigree, Exxon sosteniene che il petrolio entro il 2040 “rimarrà una fonte di energia primaria a livello mondiale, coprendo un terzo di tutta la domanda”, specificando che il petrolio svolgerà un ruolo di primo piano nel mix energetico a grazie alla domanda proveniente dai trasporti e per il suo utilizzo come materia prima nell’industria chimica.

Scendendo nel dettaglio, secondo la ExxonMobil a 23 anni da oggi la domanda energetica mondiale sarà soddisfatta da un mix di fonti così composto: 32% di petrolio, 25% di gas, 20% di carbone, 7% di nucleare, appena il 4% di eolico, solare e biocarburanti e il 12% di altre energie. Anche se si parla dell’energia totale, non solo di quella utilizzata per produrre elettricità, una stima così’ bassa delle rinnovabili è in netto contrasto con le previsioni di molti esperti che puntano su una rapida caduta dei prezzi e sulla crescente implementazione di eolico e solare, con un crescente appeal di mercato e per il potenziale delle rinnovabili di fornire energia anche in aree remote e off-grid.

Ma la Exxon, nonostante le altisonanti affermazioni di principio sul riscaldamento globale – spesso contraddette da atti e politiche – sembra mantenersi in tutt’altra direzione e, come unico rimedio all’aumento delle emissioni, punta molto sulla contestatissima, costosissima e sperimentale tecnica del Carbon capture and storage (Ccs). La multinazionale petrolifera afferma che «la diffusione su ampia base dell’economica ed efficace Carbon capture and sequestration ha il potenziale per avere un impatto enorme sui livelli di gas serra a livello mondiale». Ma Climate News Network ribatte che, «nonostante alcuni recenti progressi della tecnologia, non è affatto certo che potrebbe funzionare in modo affidabile e conveniente e alla scala necessaria», e ricorda che ExxonMobil è accusata di aver cercato di occultare e distorcere le informazioni sul cambiamento climatico delle quali era in possesso da decenni per cercare di ingannare l’opinione pubblica statunitense e mondiale.

Videogallery

  • The Outlook for Energy: What will the world look like in 2040 and beyond?