Federmanager: risparmi per 1,5 miliardi di euro dalla riduzione di CO2

La nuova Strategia energetica nazionale deve favorire le tecnologie pulite ed esportabili

[23 marzo 2017]

Il convegno “Una strategia energetica da “rinnovare”: le proposte dei manager per un piano nazionale dell’energia efficiente e sostenibile” è stato l’occasione per esaminare  alcuni risultati di scenario dello studio “Una strategia energetica per l’Italia”, elaborato da Federmanager in collaborazione con l’Associazione italiana economisti dell’energia (Aiee), e  ne è emerso che «Con un adeguato ciclo di investimenti dal 2020 al 2030 la dipendenza energetica dall’estero si abbasserà dall’84% al 64%, riducendo la bolletta di 3-4 miliardi di euro rispetto allo scenario tendenziale. Inoltre, con un’accelerazione del processo di decarbonizzazione, l’Italia vedrebbe le proprie emissioni di anidride di origine energetica ridursi al 2030 di 94 milioni di tonnellate rispetto al 2015 (-28%), e ciò genererebbe un risparmio di 1,5 miliardi di euro».

Pensando alla prossima pubblicazione della nuova Strategia energetica nazionale (Sen), il presidente Federmanager, Stefano Cuzzilla, ha sottolineato che «all’Italia serve una strategia energetica di lungo periodo che sostenga l’imprenditoria e rilanci produzione e occupazione. E, sul fronte della decarbonizzazione, significa realizzare risparmio energetico e investimenti nelle energie pulite, che sono necessari affinché il nostro Paese rispetti gli obblighi internazionali».

Sandro Neri, coordinatore della Commissione energia di Federmanager, ha aggiunto: «Dai risultati delle nostre rilevazioni si evidenzia la grande opportunità di sviluppo connessa al raggiungimento dell’obiettivo del -40% di emissioni di gas serra nel 2030. La prima opportunità rimane l’effetto positivo per l’ambiente, a cui si aggiungono benefici per l’intero ciclo economico, in termini di riduzione della dipendenza energetica e della bolletta per il cliente finale. Gli investimenti devono rivolgersi innanzitutto verso le infrastrutture, ma è fondamentale che la nuova Sen incorpori anche il contributo della ricerca. Il tema della ricerca energetica infatti va di pari passo con quello delle competenze manageriali: serviranno delle nuove figure di energy innovation manager che guidino i percorsi di innovazione delle aziende anche dal punto di vista energetico».

Il direttore generale di Federmanager, Mario Cardoni, ha evidenziato che «Un ulteriore aspetto che la Sen dovrà affrontare è relativo allo snellimento delle procedure autorizzative, che oggi sono farraginose e ostacolano sul nascere le ipotesi di investimento. Anche lato incentivi bisogna razionalizzare gli strumenti a disposizione, considerato che la remunerazione oggi compensa l’investimento in fonti rinnovabili, per cui si dovrebbero privilegiare solo alcune forme di incentivazione, come per esempio la defiscalizzazione di alcuni tipi di interventi per il risparmio energetico o per l’installazione dei pannelli solari».

Cuzzilla ha concluso: «la nuova Sen deve puntare a migliorare la competitività del Sistema-Paese favorendo le tecnologie pulite ed esportabili. Per questo la transizione verso una economia a basso contenuto di carbonio deve essere accompagnata da una qualificata “cabina di regia”, una guida unitaria a cui spetti la gestione dei nodi critici con una visione di lungo periodo ed a cui Federmanager si propone di partecipare, mettendo a disposizione il proprio contributo di competenze manageriali».