Firenze, avanza la cura del ferro contro l’eterna emergenza smog

Legambiente: «Qualche esperienza positiva c’è nelle città italiane, qui si è deciso di puntare sui tram»

[29 dicembre 2016]

Come già sul finire dell’anno scorso, la coda del 2016 torna a immergere l’agglomerato urbano di Firenze nell’emergenza smog. Negli ultimi 7 giorni sono stati rilevati 5 superamenti del valore limite per la media giornaliera del Pm10, e da oggi fino al 2 gennaio rimarranno in vigore il blocco del traffico per i mezzi più inquinanti e altri provvedimenti, come le limitazioni per l’utilizzo del riscaldamento domestico. Si tratta di misure estemporanee, velleitarie e del tutto inefficaci nel rimuovere le cause dell’inquinamento, come ha ricordato da ultimo l’Ispra intervenendo in materia.

Dietro la coltre di smog si muovono però alcuni progressi degni di nota. Come documenta oggi Legambiente nel suo rapporto Città europee a confronto – Metro, tram e treni pendolari, Firenze rientra tra le dieci città italiane dove sono fruibili linee di tram (insieme al capoluogo toscano figurano Milano, Torino, Roma, Venezia, Palermo, Bergamo, Napoli, Padova, Messina).

Su un totale di 336,1 km, Firenze risulta ad oggi la città meno dotata, ma con prospettive in crescita: «Qualche esperienza positiva c’è nelle città italiane – si argomenta nel rapporto del Cigno verde – Ad esempio a Firenze, dove si è deciso di puntare sui tram (che per la dimensione della città e le sue caratteristiche è sicuramente preferibile rispetto a una metropolitana), e ai 7,4 chilometri in esercizio se ne aggiungeranno nei prossimi anni 10,8 creando un servizio a rete (integrato con le linee ferroviarie suburbane e il trasporto locale) che può contribuire a cambiare la mobilità nella città».

Migliorando al contempo la qualità dell’aria che tutti respiriamo: a livello nazionale il settore dei trasporti è infatti responsabile per il 32% del consumo di energia – la prima causa d’inquinamento –, dietro solo agli usi civili e prima del comparto manifatturiero.

L. A.