Fracking al bando per 2 anni nel Maryland. Vincono gli ambientalisti: fare come a New York

Il governatore repubblicano non firma, ma non mette nemmeno il veto

[1 giugno 2015]

Hogan

Il 29 maggio il governatore del  Maryland, Larry Hogan, è stato il primo governatore repubblicano a  consentire una moratoria contro il fracking in uno Stato Usa.

Hogan non poteva certo opporsi – come avrebbe potuto con un veto – alla moratoria di 2 anni votata all’inizio dell’anno da una schiacciante maggioranza sia dalla Camera che dal Senato del Maryland, ma pur di non mettere la firma sotto il provvedimento  ha semplicemente aspettato che scadessero i termini e che la moratoria entrasse quindi automaticamente in vigore. Ma il governatore Hogan non è certo diventato ambientalista e sembra aver subito la decisione della General Assembly, approvata con maggioranze nei due rami  del Parlamento del Maryland a “prova di veto”: se è vero che Hogan poteva porre il veto,  è molto probabile che il veto sarebbe stato ignorato e che la legge sarebbe entrata comunque in vigore.

Hogan non si è nemmeno congratulato con  i suoi parlamentari e in realtà da quando è diventato il nuovo governatore del Maryland non ha detto molto sul fracking e l’ambiente, ma durante la campagna elettorale del 2014 aveva affermato che «Il fracking è una miniera d’oro» aggiungendo però che voleva che il fracking venisse fatto «In un modo ecologicamente sensibile, prendendo  tutte le precauzioni possibili».

Ora la sensibilità è massima: è scattata la moratoria di 2 anni sul fracking.

La ragione per la quale il fracking è stato messo temporaneamente al bando nel Maryland – con scorno delle Big Oil che hanno finanziato Hogan e i repubblicani –  è squisitamente ambientale e frutto di una campagna ambientalista che ha messo in risalto i pericoli della fratturazione idraulica e delle sue scorie per  l’acqua potabile, per le infiltrazioni di metano e di elementi chimici nelle falde idriche, per l’inquinamento dell’aria da parte degli impianti di estrazione e per le perdite di metano da impianti e condutture che contribuiscono al cambiamento climatico.

Sembra un campionario degli incubi delle multinazionali del fracking che vedono vincere in uno Stato considerato “sicuro” le preoccupazioni  per il potenziale impatto del fracking sull’ambiente e la salute pubblica.  La moratoria di due anni dovrebbe servire a realizzare uno studio sull’industria del fracking  simile a quello fatto nello Stato di New York, che poi ha portato al divieto definitivo.  Il Department of the Environment  del Marylan dovrebbe completare  il regolamento per il procedimento  entro ottobre 2016, dopo a nessuna company sarà permesso  di fare fracking nello Stato fino  all’ottobre 2017.