Fracking, migliaia di sversamenti e incidenti nei pozzi di petrolio e gas Usa

Fuoriuscite di fluidi inquinati e di sostanze chimiche dal 16% dei pozzi di idrocarburi non convenzionali

[21 febbraio 2017]

Secondo lo studio “Unconventional Oil and Gas Spills: Risks, Mitigation Priorities, and State Reporting Requirements”, pubblicato su Environmental Science & Technology da un team di ricercatori statunitensi guidato da Laureen Patterson dell’Environmental policy initiative dell’Harvard Law School, la situazione dell’inquinamento prodotto dai pozzi del fracking Usa è grave: ogni anno, dal 2 al 16% dei pozzi di petrolio e di gas sfruttati con la tecnica del fracking  in Colorado, New Mexico, North Dakota e Pennsylvania  ci sono stati sversamenti di idrocarburi, acqua  carica di prodotti chimici, fluidi della fratturazione idraulica e altre sostanze. Lo sversamento più grande esaminato dallo studio ha comportato la fuoriuscita di 100.000 litri di liquidi inquinanti.

Lo studio si è occupato degli sversamenti legati al petrolio e al gas non convenzionali in 31,481 pozzi gestiti con la tecnica del fracking nei 4 Stati Usa  tra il 2005 e il 2014,  individuando  6.648 sversamenti nel periodo ini 10 anni. In tutti gli Stati, i primi tre anni di vita di un pozzo, durante la foratura e la fratturazione idraulica, hanno avuto i volumi di produzione più alti ma anche il maggior rischio di una fuoriuscita. Una parte significativa degli sversamenti (dal 26% in Colorado al 53% in North Dakota) si verificano nei pozzi che hanno subito più di uno sversamento, «Il che suggerisce che i pozzi in cui si sono già verificate fuoriuscite meritano maggiore attenzione», dicono i ricercatori.

Cifre che peggiorano molte quelle del precedente studio “Assessment of the Potential Impacts of Hydraulic Fracturing for Oil and Gas on Drinking Water Resources” dell’Environmental protection agency (Epa) sul fracking in 8 Stati Usa tra il 2006 e il 2012, che aveva concluso che si erano verificati 457 sversamenti.

La Patterson, intervistata da BBC News spiega il perché di questa forte differenza: «L’Epa ha guardato solo le fuoriuscite durante lo stesso processo di fratturazione idraulica, che si avvengono solo in un periodo che va da pochi giorni a qualche settimana. Noi abbiamo esaminato le fuoriuscite nei pozzi non convenzionali a partire dal momento della perforazione lungo tutta la produzione, che potrebbero durare decenni».

In North Dakota sono stati registrati ben 4.453 incidenti, molto più che  in Pennsylvania, Colorado e New Mexico e questo può essere spiegato con i diversi tipi di rendicontazione. In North Dakota deve essere segnalato  qualsiasi sversamento superiore ai 42 galloni, mentre in Colorado e New Mexico si parte da  210 galloni.

La maggior parte degli sversamenti avvengono nei primi tre anni di attività dei pozzi  e circa il 50% degli sversamenti avvengono dalle condotte per il trasporto dei fluidi inquinati.

«Le cause sono abbastanza varie – sottolinea la Patterson – I guasti  alle attrezzature sono il fattore maggiore, il carico e lo scarico dei camion con materiale è un errore umano molto più frequente che in altri posti».

.I ricercatori sono convinti che «Rendere i dati statali sulle fuoriuscite  stato più uniformi e accessibili potrebbe fornire agli stakeholders  importanti informazioni su dove indirizzare gli sforzi per individuare e prevenire le future perdite. Tuttavia, gli obblighi di segnalazione differiscono tra gli Stati, il che richiede un notevole sforzo per rendere i dati utilizzabili per poterli analizzare».

Un’altra autrice dello studio, Kate Konschnik , anche lei della dell’Harvard Law School, conclude: «Analisi come questa sono davvero importanti, per definire e ridurre i rischi per l’approvvigionamento idrico e la salute umana. Scrivere i regolamenti statali per le segnalazioni con  questi fattori in mente è fondamentale, per garantire che, per l’industria, gli Stati e la comunità di ricerca, siano disponibili dati corretti sono disponibili e in una forma accessibile».