Fracking nella foresta di Robin Hood. Sherwood a rischio shale gas

La multinazionale chimica Ineos vuole fare indagini sismiche in diverse aree protette

[3 gennaio 2017]

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Un’indagine di Friends of the Earth UK ha rivelato che la multinazionale chimica Ineos vuole cercare gas di scisto nella foresta  di Sherwood con “thumper camion”  e poi estrarlo  con la contestata tecnica del fracking

Friends of the Earth UK ha ottenuto i documenti attraverso la Freedom of Information e questi – afferma l’associazione –  dimostrano che, attraverso Fisher German,  già  nell’agosto 2016 Ineos ha chiesto alla Forestry Commission di accedere alla foresta di Robin Hood. «Ineos  vuole effettuare “indagini sismiche” su numerosi siti forestali pubblici  – dicono a Friends of the Earth UK – La prima fase, che prevede la  prospezione del gas di scisto, è un potenziale precedente per il  fracking».

Tra i tanti siti individuati nelle  mappe e documenti di quali sono entrati in possesso gli ambientalisti  c’è anche la foresta di Sherwood, che è una riserva naturale nazionale britannica, in particolare un’area di proprietà della Forestry Commission e di Lord Inglewood.

Friends of the Earth UK, che ha lanciato la petizione online “Save Sherwood Forest from fracking”, dice che «Se questi piani vanno avanti, rilievi sismici della Ineos passerebbero a poche centinaia di metri della Major Oak, un albero vecchio 800 alberi, sotto la cui chioma si dice abbiano dormito gli uomini e le donne dell’allegra brigata di  Robin Hood».

Ma non è a rischio solo Sherwood: Friends of the Earth UK evidenzia che «Le mappe rivelano che Ineos vuole effettuare indagini sismiche anche sui terreni del National Trust, nel Clumber Park, una grande tenuta di campagna a nord della foresta di Sherwood. Il National Trust ha una politica dichiarata che impedisceil  fracking sulle sue proprietà.  Infatti, il National Trust si è rifiutato di firmare qualsiasi permesso per condurre prospezioni nel Clumber Park.

Numerosi altri siti in tutto Nottinghamshire e nell’East Midlands sono nel mirino  delle indagini sismiche Ineos. I documenti della Forestry Commission  rivelano anche Ineos sta progettando un pozzo esplorativo a Thieves’ Wood, a sud di Mansfield. Non è stato ancora stata presentata alcuna domanda di pianificazione».

I Friends of the Earth temono che le indagini sismiche possano danneggiare la foresta di Sherwood, la cui area centrale, costituita da alberi molto antichi, è un sito di particolare interesse scientifico, dove vivono rari  pipistrelli ed altre specie protette. La Forestry Commission ha ordinato che Ineos effettui i test sismici ad almeno 50 metri di distanza dal confine dei siti di conservazione.

Dalla corrispondenza emerge che i  funzionari della Forestry Commission fanno notare ai tecnici  Ineos che i siti richiesti  solleveranno la contrarietà di parte dell’opinione pubblica,  ma la domanda contiene anche una clausola di compensazione «per coprire i costi di manifestanti» da inserire nell’accordo.

Il problema per Ineos e la Forestry Commission è che, come scrive The Guardian,  «L’ultimo campo di battaglia per il futuro del fracking in Gran Bretagna sembra destinato a essere la foresta di Sherwood, la leggendaria casa dell’eroe popolare Robin Hood», infatti, la protesta anti-fracking è in rapida crescita nelle East Midlands, con molti nuove comunità che si aggiungono al fronte dell’opposizione.

L’attività commerciale di fracking non ha ancora preso il via in Gran Bretagna,  ma la Ineos e alte compagnie hanno già ottenuto dal governo conservatore le licenze per l’esplorazione di gas shale. Ineos è una players  relativamente recente nel fracking, ma un anno fa si è aggiudicata 21 licenze esplorative delle 159 bandite un anno fa dal governo britannico. La multinazionale ha 17.000 dipendenti in tutto il mondo e un mese fa è tornata con la sua sede centrale in Gran Bretagna, con quello che il governo conservatore ha subito definito «un voto di fiducia nell’economia Uk», promettendo di investire 2 miliardi di dollari in diversi affari, compreso lo shale e il fracking.

L’opposizione al fracking è cresciuta in tutta la Gran Bretagna dopo che i test condotti da Cuadrilla nel 2011 causarono  scosse di terremoto vicino a Blackpool, ma si prevede che entro la fine dell’anno verranno riavviati cinque pozzi sfruttati con questa tecnica nello Yorkshire e nel Lancashire entro la fine dell’anno. Ma dovranno fare i conti con le proteste della gente e un presidio anti-fracking è già in atto a Kirby Misperton, nel North Yorkshire.

La Ineos ha detto al Daily Telegraph che nessuna decisione è stata ancora presa sul fracking nella riserva naturale nazionale, aggiungendo che «La decisione di posizionare un sito terrà ben conto delle caratteristiche ambientali, così come dellla Major Oak». Il direttore per le operazioni scisti della multinazionale, Tom Pickering, ha aggiunto: «Potenzialmente il Regno Unito ha una enorme riserva di gas nazionale sotto i piedi. Sarebbe semplicemente folle non esplorare questa risorsa naturale».

Guy Shrubsole, un campaigner di Friends of the Earth si chiede: «Non c’è niente di sacro? Non riesco a pensare a qualcosa di più simbolico per la mentalità inglese. Pensavamo che avessero imparato dagli errori di alcune delle altre compagnie del fracking, per evitarli, ma sono andati dritto su questa strada. Con la caccia allo shale gas nella foresta di Sherwood e sui terreni del National Trust, il gigante della chimica Ineos vuole mettere le mani sul  patrimonio verde dell’Inghilterra, il tutto per perseguire il profitto. Ineos sembra voler mandare un messaggio diverso da quello di Robin Hood e nostro. Ineos dovrebbe fare marcia indietro e abbandonare la sua ricerca per il  fracking. L’opinione pubblica vuole proteggere la  nostra campagna inglese e preferisce le energie rinnovabili, non lo sporco shale gas, che aumenterà solo il cambiamento climatico».