Fukushima: il governo riconosce per la prima volta il collegamento tra leucemia e radiazioni

La vittima è uno dei “liquidatori” del disastro nucleare. 9.000 operai esposti a 20 millisievert o più

[20 ottobre 2015]

Fukushima leucemia

Per la prima volta il governo giapponese ha riconosciuto un legame tra la leucemia e l’esposizione a radiazioni del disastro nucleare di Fikushima Daiichi: il ministero della salute ha concesso un  risarcimento ad un ex operaio  della centrale nucleare di Fukushima Daiichi.

Il destinatario è 41enne di Kita-Kyushu, nella Prefettura di Fukuoka, che in precedenza aveva lavorato per una compagnia partner della Tokyo Electric Power Company (TEPCO) e poi era stato impiegato tra il 2012 e il 2013  in attività di ricostruzione e saldature vicino ai reattori 3 e 4 ella centrale di Fukushima dAiichi.

A gennaio 2014 a questo “liquidatore” venne diagnosticata la leucemia mieloide acuta.  Fino a quel momento l’operaio era stato esposto a 16 millisievert di radiazioni a Fukushima Daiichi e nel 2012  aveva ricevuto una dose di 4 millisievert  durante un controllo periodico di tre mesi nei reattori della Genkai Kyushu Electric Power Company.

Yuri Oiwa  spiega sull’Asahi Shimbun che «Su richiesta del lavoratore, il  Labor Standards Inspection Office ha esaminato la portata della sua esposizione alle radiazioni e li dati di lavoro. E, dopo aver consultato un gruppo di esperti del ministero della salute sulla questione, ha concluso che lo Stato de pagare y una compensazione assicurativa per le sue spese temporanee di invalidità e mediche».

Secondo gli standard assicurativi del governo  per i lavoratori dell’industria nucleare, approvati nel  1976, il governo paga un risarcmento agli operai che sono esposti ogni anno a 5 millisievert o a livelli più elevati di radiazioni  e che sviluppano la leucemia più di un anno dopo il loro primo impegno lavorativo che  potrebbe esporli alle radiazioni. In questi casi, i lavoratori hanno diritto a indennità di assicurazione, a meno che non siano stati esposti a virus e ad altri fattori che potrebbero causare la leucemia.

Il ministero della salute giapponese ha rivelato che 8 “liquidatori” che hanno lavorato a Fukushima Daiichi dopo l’incidente del 2011 hanno presentato domanda di risarcimento per i lavoratori dopo ave sviluppato malattie che sembrano associate all’esposizione alle radiazioni.

In 3 degli 8 casi non sono stati concessi risarcimenti,  un lavoratore ha ritirato la domanda. Dopi il riconoscimento del rimo caso, restano da eseminare 3 domande, ma il ministero non ha divulgato dettagli.

Secondo la stessa Tepco, 21.000 delle 45.000 persone che hanno lavorato alla centrale di Fukushima Daiichi dopo il disastro nucleare sono state esposte a più di 5 millisievert di radiazioni antro la fine di agosto. E la Tepco aggiunge che più di 9.000 “liquidatori” hanno ricevuto una dose di 20 millisievert o più.

Quindi le richieste di risarcimenti da parte dei “liquidatori” di Fukushima Daiichi sono put rtroppo destinate a salire di molto già in un prossimo futuro e l’ammissione che la leucemia dell’operaio saldatore dipende dalla sua esposizione alle radiazioni apre la strada ad indennizzi che si annunciano molto costosi per il governo.

Cme per Chernobyl, la tragedia nucleare di Fukushima Daiichi ancora finita ed i prossimi anni potrebbe dare i suoi frutti più venefici.